Bologna, la disfida delle due Torri: il gaffeur contro il leghista

Maurizio Cevenini, Virginio Merola e Manes Bernardini a margine della celebrazione in occasione della festa della Liberazione, oggi 25 aprile 2011 a Bologna.

Maurizio Cevenini, Virginio Merola e Manes Bernardini a margine della celebrazione in occasione della festa della Liberazione, oggi 25 aprile 2011 a Bologna.

Claudia Daconto A Bologna, città commissariata dopo lo scandalo del Cinzia-gate che ha costretto alle dimissioni il sindaco Pd Flavio Delbono, i principali sfidanti alla poltrona di Palazzo d’Accursio sono Virginio Merola per il centrosinistra e Manes Bernardini per il centrodestra.

Virginio Merola (Pd, Con Amelia per Bologna con Vendola, Laici socialisti riformisti per Bologna, Italia dei Valori, Sinistra per Bologna).
CHI E’
Ex presidente del consiglio comunale di Bologna, Merola, 56 anni, sposato, era predestinato a una carriera militare. Finisce invece a lavorare per le poste, a fare il casellante, il sindacalista nella Cgil fino all’ingresso in politica. E’ ormai famoso per le sue molteplici gaffe: dall’augurarsi il ritorno in serie A del Bologna (che già da tre anni gioca continuativamente nella massima serie), all’attribuire alla stessa squadra un solo scudetto quando in realtà ne ha vinti 7, alla battuta sugli spinelli “Peggio le sigarette”, fino alla mancata partecipazione alle celebrazioni per i 66 anni della Liberazione di Bologna (ha passato il pomeriggio con i dipendenti dell’Atc, l’azienda dei trasporti pubblici bolognesi).
SI CANDIDA PERCHE’
“Penso che Bologna abbia bisogno di un nuovo inizio, ritrovandosi unita intorno a un progetto comune. Propongo il sogno concreto di cambiare adesso, per essere all’altezza del rango e della reputazione che la nostra città merita”.
SLOGAN
“Più velocità, più wi-fi, più aria, più luce”
IPSE DIXIT (LA GAFFE)
“Spero che il Bologna torni presto in serie A”.
CON LUI
Romano Prodi, ex premier: “Merola è il buon governo per Bologna”.
CONTRO DI LUI
Giulio Tremonti, ministro dell’Economia: “Quando ho saputo che le primarie del centrosinistra le aveva vinte uno che si chiama Merola ho pensato di essere non a Bologna ma a Napoli”.

Manes Bernardini (Lega Nord, Pdl)
CHI E’
Consigliere regionale della Lega Nord, Bernardini, 38 anni, sposato con una pugliese, nasce in provincia di Bologna, a Casalecchio sul Reno, e nonostante ciò a 19 anni si iscrive al partito di Bossi. Avvocato “al fianco dei consumatori”, nel 1998 si candida a sindaco di Porretta Terme dove con un sorprendente 9% di consensi diventa il primo consigliere comunale leghista del bolognese. E’ chiamato “il leghista dal volto umano” forse per via dei suoi genitori, Renzo e Lucia, lui ferroviere, lei operaia, un tempo comunisti.
PERCHE’ SI CANDIDA
“Perché non deve essere un’utopia pensare che ci possa essere un candidato sindaco della Lega a Bologna”.
SLOGAN
“Finalmente Bologna!”
IPSE DIXIT
“Del Sud amo mia moglie. E Barletta”.
CON LUI
Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità: “Contro il malgoverno della sinistra, Manes Barnardini è l’unico candidato che può garantire un modello di buon governo a Bologna”.
CONTRO DI LUI
TPO, centro sociale di Bologna: “E’ Manes Bernardini il pericolo numero uno per Bologna”.

Commenti

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Il 11 Maggio 2011 alle 17:54 Bologna, la disfida delle due Torri: il gaffeur contro il leghista | Notizie Più ha scritto:

[...] the rest here: Bologna, la disfida delle due Torri: il gaffeur contro il leghista Segnala presso: Articoli CorrelatiPrimarie democratiche, battuta d’arresto per VendolaPrimarie [...]

Il 11 Maggio 2011 alle 19:23 pv21 ha scritto:

Tutti meno liberi >

Prima Boffo, fatto bersaglio di false e calunniose insinuazioni su sue malcelate tendenze omosessuali.
Poi la Boccassini, sospettata di “fumus persecutionis” sulla base di sue giovanili “effusioni” con giornalista di sinistra.

Ora Pisapia è tacciato dalla MORATTI di ricorso all’amnistia per una imputazione (furto di veicolo) vecchia di trent’anni ed in realtà chiusa nel 1985 con una assoluzione piena.
La stessa MORATTI che dimentica (?) che il suo capolista, BERLUSCONI, 21 anni fa si avvalse dell’amnistia (Dpr 75/90) dopo la condanna in Appello per aver giurato il falso nel tribunale di Verona sulla sua iscrizione alla P2.

E’ vero. Siamo “tutti meno liberi” se la libertà si fa strada con mezzi e metodi tipici di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

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