Amministrative «bizzarre», tra gaffes e colpi bassi

I candidati alla poltrona di sindaco di Milano Letizia Moratti e Giuliano Pisapia si stringono la mano all'inizio del confronto televisivo e non se la stringono alla fine del confronto durante la trasmissione di Sky, Milano, 11 maggio 2011. Pisapia ha accusato Moratti di ''killeraggio mediatico '' per le accuse rivoltegli durante il confronto, ''La storia di Pisapia non è quella di un uomo moderato'', ha replicato Moratti (ANSA / DANIELE MASCOLO - PORTA )

I candidati alla poltrona di sindaco di Milano Letizia Moratti e Giuliano Pisapia si stringono la mano all'inizio del confronto televisivo e non se la stringono alla fine del confronto durante la trasmissione di Sky, Milano, 11 maggio 2011. Pisapia ha accusato Moratti di ''killeraggio mediatico '' per le accuse rivoltegli durante il confronto, ''La storia di Pisapia non è quella di un uomo moderato'', ha replicato Moratti (ANSA / DANIELE MASCOLO - PORTA )

Uscite infelici, ipocrisie e lapsus imbarazzanti: Letizia Moratti, sindaco uscente di centrodestra a Milano in cerca del secondo mandato, approfittando degli ultimi venti secondi di un faccia a faccia in tv, accusa l’avversario Giuliano Pisapia, che non può replicare, di essere un «ladro d’auto» senza fare riferimento alla sua assoluzione; Virginio Merola, candidato in pole position del centrosinistra a Bologna, non si ricorda quanti scudetti abbia la squadra rossoblù e ammette di aver fumato una canna; e l’europarlamentare Luigi De Magistris, candidato sindaco dell’IdV a Napoli, che in barba al giustizialismo sbandierato un giorno sì e l’altro pure si avvale dell’immunità per sfuggire a una causa per diffamazione. Le amministrative del 2011, insomma, saranno ricordate anche per questi episodi: gaffes, doppia morale e colpi bassi.

Come quello, appunto, messo a segno dalla Moratti durante un confronto televisivo su SkyTg24 e che ha suscitato più di una perplessità anche nel centrodestra, soprattutto nella compagine leghista. Perché se l’obiettivo era quello di puntare il riflettore su un passato, quello di Pisapia, vissuto a contatto con gli ambienti della sinistra radicale negli anni ‘70, forse si sarebbe potuto trovare un modo decisamente più elegante per sottolinearlo. Il rischio, infatti, è quello dell’autogol anche perché, come ha detto il Senatùr, questa accusa (infondata, tanto che Pisapia, avvocato di lungo corso, ha annunciato querele) non fa guadagnare voti alla coalizione: «È illusorio, la gente vota secondo le idee che si è già fatta» ha sbottato ieri Bossi in tarda serata, mentre dal premier e dal suo staff non giungeva alcun commento.

Ma d’altra parte se la sortita della Moratti ha fatto storcere il naso a qualcuno, che dire delle gaffes del candidato sindaco per il centrosinistra nella città rossa per eccellenza, Virgino Merola? Uno che, pur conscio dell’importanza del Bologna calcio per i suoi potenziali elettori, prima se n’è uscito con un «Speriamo che torni in serie A», anche se c’è già e persino in zona Europa League, poi ha detto che ha un solo scudetto, quello del 1964 (ma di titoli i rossoblù, invece, ne hanno sette) e, infine, ha ammesso a Radio24 di aver fumato una volta uno spinello, sapendo quanto sia controproducente fare certe ammissioni a ridosso del voto.

E, infine, c’è chi ha fatto una brutta figura non per le gaffes e nemmeno per i colpi bassi, ma per la doppia morale, emersa in modo plateale a pochi giorni dal voto: è il caso di Luigi De Magistris, l’ex magistrato e ora eurodeputato dell’IdV che puntava ogni dì il dito contro il Cavaliere, che voleva (e vuole) servirsi di uno scudo parlamentare per evitare di finire sotto il fuoco delle procure. Ecco, proprio De Magistris la scorsa settimana ha ricevuto l’atteso sì da Bruxelles alla sua richiesta di immunità in merito a una controversia in cui è accusato di diffamazione da Clemente Mastella, l’arci nemico ora candidato a  sindaco di Napoli per l’Udeur. Per lui, un calcio di rigore a porta aperta: «È proprio vero. De Magistris predica bene e razzola male».

SEDUTA AL PARLAMENTO UE SULLA RICHIESTA DI IMMUNITA’ DI LUIGI DE MAGISTRIS

FACCIA A FACCIA MORATTI PISAPIA


Commenti

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Il 12 Maggio 2011 alle 22:50 Antiom ha scritto:

Sì, la signora Moratti ha fatto benissimo a far sapere chi sia il suo antagonista: per motivi etici e per quelli, appunto,della contraddizione politica in cui, se ci fosse stato qualcosa da dire sul comportamento della Moratti, la sinistra non si sarebbe fatto alcun scrupolo.

Il 13 Maggio 2011 alle 18:22 pv21 ha scritto:

Fil rouge >

Nel 1990 Berlusconi si avvaleva dell’AMNISTIA (Dpr 75/90) dopo la condanna in Appello per aver giurato il falso sulla sua iscrizione alla loggia P2.
In precedenza, quando la P2 era stata sciolta (L 17/82) in quanto “eversiva”, dichiarava che “essere stato piduista non è titolo di demerito”.

Nel 1994, alla sua discesa in campo, confidava che “se non vado in politica mi mandano in galera e mi fanno fallire”.
Nel 2001 ha steso un contratto con cui si impegnava a non ricandidarsi se non avesse, in 5 anni, tagliato le tasse, dimezzato la disoccupazione, realizzato 18 grandi opere, ecc.

Nel 2011 Berlusconi dichiara di “non aver smarrito lo spirito del ’94”.
Denuncia ed attacca il “cancro” comunista di quelle forze “eversive” che hanno contagiato giustizia, istituzioni, finanza e scuola.

La storia insegna che la FEBBRE del TRIBUNO non conosce regole e limiti fino a …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Il 15 Maggio 2011 alle 11:12 pv21 ha scritto:

Amore e tasse >

MILANO - Lassini scopre le BR perfino tra i magistrati della Procura e la “moderata” Moratti mette a fuoco, trent’anni dopo, l’anima “rossa” dell’avversario Pisapia. Saranno tutti validi i voti che Lassini porterà alla “ritrosa” Moratti. Quella Moratti che non sa che Pisapia rifiutò l’amnistia e fu assolto con formula piena e che ignora (?) che proprio il suo capolista, l’INCENSURATO Berlusconi, si avvalse dell’amnistia (Dpr 75/90) dopo la condanna in Appello per aver giurato il falso sulla sua iscrizione alla P2.

NAPOLI > Si va a votare turandosi il naso. Non se ne può più?
Allora a Napoli sarà “STOP” – promette Berlusconi - non solo agli abbattimenti di case abusive (fino a dicembre), ma anche al pagamento della Tarsu (fino a sparizione rifiuti).

Tutto fa “presa” per il CONSENSO SURROGATO di chi si affida all’imprinting mediatico …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

Il 23 Maggio 2011 alle 12:27 «Caro PdL, la batosta al primo turno serva da lezione» - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] non ha digerito le ultime sparate dei leghisti e il loro linguaggio; ma anche le ultime sortite in campagna elettorale messe in scena dagli ultras pidiellini, quelli che alzano i toni dello [...]

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