

Una foto di repertorio di Beppe Grillo e Luigi De Magistris (ANSA/CIRO FUSCO)
Stavolta il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non ha sparato a sinistra contro il suo partito, il Pd. Ma ha mirato al centro, alla fronte di Casini: «Da solo prendeva più voti del Terzo Polo tutto insieme: fossi il leader dell’Udc ci rifletterei». E contro i media, che hanno creato un fenomeno rimasto nell’etere: «Gli articoli di per sé non portano voti».
Certo Renzi a forza di dire peste e corna di tutto e tutti risulterà persino antipatico, anche se alla fine bisogna dargli ragione. Perché il terzo polo in questa tornata elettorale ha toppato: a Bologna, dove sperava qualcosa in più appoggiando Aldrovandi, il pupillo di Guazzaloca, non è arrivato al 5%, mentre i grillini hanno preso il doppio; più o meno la stessa percentuale di Milano con Manfredi Palmeri, che invece non è stata raggiunta a Torino, dove l’Udc ha dimezzato i voti. L’aziendina di Fini (copyright il Cavaliere), invece, alla pari di quella di Rutelli, si è mostrata appunto per quella che è: un partitino che raramente raggiunge il 2%. Tranne a Napoli, dove il nuovo polo ha sfiorato il 10% (con Fli oltre il 3%). Ma alle pendici del Vesuvio la vera novità è un’altra: Luigi De Magistris, il candidato dell’IdV che, grazie al piglio giustizialista, è capace di attirare voti anche a destra.
Segno che se c’è da votare l’antiberlusconismo, gli elettori - anche quelli che votavano Msi e poi An - preferiscono l’originale (Movimento Cinque Stelle e IdV) alla copia dell’ultima ora (Fli). E che alla fine la vera alternativa è quella dell’antipolitica: i grillini al Centro Nord, dove viaggiano a due cifre a Bologna e a Milano hanno raccolto un 3% che poteva essere decisivo per l’elezione al primo turno di Pisapia; e l’IdV al Sud. Tanto da spingere una colomba finiana, l’ex sottosegretario Adolfo Urso, a dare questa spiegazione su facebook: «A forza di fare i dipietristi abbiamo dato forza ai dipietristi e ai grillini».
Ma passata la delusione, chi appoggerà il sempre più prosciugato terzo polo al secondo turno i cui voti fanno comunque gola a destra come a sinistra? Probabile che da Casini, Rutelli e Fini non arriverà alcuna indicazione, lasciando così libertà di scelta ai propri elettori. Più difficile per il centrosinistra, invece, convincere i grillini a schierarsi dalla sua parte: di fare alleanze non ci pensano e anche per loro a Milano sarà libertà di voto, pensando magari già alle prossime nazionali quando, ha assicurato il comico genovese, «30 o 40 dei nostri andranno in Parlamento».
A Napoli, infine, le cose non vanno certo per il meglio per Bersani e soci: qui, infatti, il Pd è costretto ad inseguire l’IdV, anche perché, come ha spiegato Marco Follini, «votare il candidato del centrodestra è l’ultima delle scelte che possiamo fare, e ci resta dunque la penultima». A buon intenditor poche parole.
- Mercoledì 18 Maggio 2011
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Commenti
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Il 18 Maggio 2011 alle 10:44 Amministrative: il vero terzo polo è quello dell’antipolitica | Notizie Più ha scritto:
[...] the rest here: Amministrative: il vero terzo polo è quello dell’antipolitica Segnala presso: Articoli CorrelatiIntervista a due voci: Matteo Renzi ed Emanuele [...]
Il 18 Maggio 2011 alle 13:55 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Rivoluzione dei gelsomini o vittoria di Pirro del qualunquista?
Napoli piange o ride? Pagliacciata Napoletana che non sono nemmeno grati al Cavaliere a regalargli una vittoria netta, eppure Masaniello, Pulcinella ed Arlecchino n’un c’azzecca votare le notti bianche o pardon Rosse diventate Viola con legamenti duri a morire di Camorra, Io credo che dovrebbero alzare la testa con dignità, dando almeno il ballottaggio a Berlusconi e Maroni che vi ha ripulita di M**dalla più bella città del mondo. Su scetate natalità: Bassolino, Jervolino e la malavita n‘un ce stanne cchiù ‘a cumande, ma se volete mondezza e criminalità, votate De Magistris: domanda: i Cristiani Cattolici da che parte stanno? Insciallah!
http://vincenzoaliasilcontadin.....ia-di.html
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