di Maria Pirro
Terremoto de Magistris. A Napoli l’ex magistrato che ha messo fuori gioco il Pd infila l’ultimo colpo, letale per gli equilibri democratici. Il candidato sindaco dice no ad apparentamenti formali per il ballottaggio: «Gli elettori non capirebbero e non apprezzerebbero», dichiara a Panorama.it per poi sottolineare «la discontinuità», anche «con questo vecchio modo di intendere e fare politica, oltre che con la stagione dell’amministrazione fallimentare del centrosinistra napoletano».
Sa bene, de Magistris, che deve smarcarsi dagli apparati del centrosinistra per provare a rincorrere lo sfidante del Pdl, Gianni Lettieri, con oltre 10 punti di vantaggio. E non lo nasconde: «Del resto, proprio questo è uno degli aspetti che mi hanno portato a battere il candidato di Pd-Sel Morcone, e premiato dai cittadini e dalle cittadine già al primo turno». Con 35 mila preferenze slegate dalle liste (una su tre del totale ottenuto dall’ex pm), il suo «partito personale» è di gran lunga più forte della coalizione che lo sostiene.
Il capopopolo post-ideologico strizza così l’occhio alla destra e ai centri sociali. Lancia esche ovunque. «Mi rivolgerò a tutti i napoletani perché voglio essere il sindaco di tutti» avvisa, e agita le “mani pulite”, simbolo della sua campagna elettorale. Ai comizi il pm però parla pure in dialetto. Inevitabile il paragone con Masaniello, come sottolinea l’avversario Lettieri, alla vigilia della seconda fase di campagna elettorale. Spiega: «Mi auguro che emergeranno le proposte per risolvere i gravi problemi della città e che non si continui soltanto con attacchi e slogan demagogici». L’imprenditore aggiunge: «Per questo motivo chiedo ai napoletani che vogliono cambiare davvero di votarmi al prossimo ballottaggio e di non lasciarsi tentare dalle pulsioni forcaiole dell’ultimo Masaniello che porterà solo divisioni e povertà relegando Napoli a un ruolo ancora più marginale nel nostro paese».
Ma, a prescindere dall’esito del ballottaggio, gli equilibri politici cittadini sono già scossi.
Esclusa l’ipotesi dell’apparentamento con de Magistris, il Pd si ritroverà con una rappresentanza in consiglio comunale dimezzata - nella migliore delle ipotesi (che, paradossalmente, corrisponderebbe a una vittoria del centrodestra). Se dovesse vincere il candidato di Idv e Fds, il premio di maggioranza sarà infatti suddiviso solo tra le liste che l’hanno sostenuto al primo turno. Con un vistoso ricambio di casacche. E l’ingresso in aula di 14 dipietristi, 8 componenti della lista civica Napoli tua, 7 comunisti. Coalizione che ha ottenuto il 16,7% di consenso. A sorpresa, per diventare consigliere comunale a Napoli, città da un milione d’abitanti, per l’ultimo degli eletti (lista Di Pietro) potrebbero così bastare 244 preferenze, mentre nel Pd i primi candidati non eletti ne hanno raccolte 2336 e 2238 ciaascuno. Duecentoquarantaquattro voti appena: onda lunga de Magistris.
- Mercoledì 18 Maggio 2011

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Il 18 Maggio 2011 alle 16:04 Napolibit » Monocolore dipietrista-comunista a Napoli (se vince De Magistris … ha scritto:
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Il 18 Maggio 2011 alle 20:02 Monocolore dipietrista-comunista a Napoli (se vince De Magistris) | Notizie Più ha scritto:
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Il 18 Maggio 2011 alle 20:03 Monocolore dipietrista-comunista a Napoli (se vince De Magistris) | Notizie Più ha scritto:
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Il 19 Maggio 2011 alle 4:16 Napolibit » NAPOLI, LETTIERI AL’ATTACCO. SÍ AL FACCIA A FACCIA IN TV – Leggo Online ha scritto:
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