

Una foto di repertorio del direttore del Tg3, Bianca Berlinguer (ANSA/ GUIDO MONTANI)
L’ultimo ad esser bacchettato dal Garante per le comunicazioni è stato il Tg3 di Bianca Berlinguer, telegiornale da sempre «spostato» a sinistra. Nello stesso giorno delle contestate apparizioni del premier in cinque tg, che sono costate multe salate a Tg1, Tg2 e ai tre tg Mediaset (Tg5, Tg4 e Studio Aperto), il Tg3 ha mandato in onda un’intervista al leader dell’IdV Antonio Di Pietro, che secondo l’Agcom era «al limite della normalità dei programmi di informazione», perché si è concentrata per la maggior parte del tempo non su notizie di cronaca, ma «su temi di campagna elettorale».
D’altra parte anche le interviste al premier andate in onda venerdì 20 sono state giudicate «omologhe per modalità di esposizione mediatica»: per il Garante si è trattato di propaganda politica. Ai cinque Tg incriminati, infatti, è toccata una sanzione dai 100 ai 260 mila euro; il Tg3, invece, se l’è cavata con un richiamo e con la promessa di mandare in onda un esponente del centrodestra (Quagliariello). I direttori puntano il dito contro l’invasione di campo dell’Agcom che va a limitare l’autonomia decisionale di una redazione; Berlinguer parla addirittura di una «par condicio delle sanzioni».
L’Italia dal 2000 ha adottato una legge (n.28), quella sulla par condicio, per concedere la stessa visibilità a tutte le forze politiche. Ogni giorno però c’è chi prende il cronometro per stanare i cosiddetti «Tg di riferimento» e incolparli di aver violato le suddette norme. E se è ormai nota a tutti un’atavica tendenza degli abitanti della Penisola (darsi delle regole che poi vengono sistematicamente aggirate, come nel caso dei sondaggi clandestini), forse è sul serio difficile costruire un telegiornale rispettando puntigliosamente la par condicio: nei fatti è quasi impossibile. Certo però che una soluzione forse ci sarebbe: e se nei Tg si parlasse meno di politica?
L’INTERVISTA AD ANTONIO DI PIETRO SUL TG3 DEL 20 MAGGIO
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- Venerdì 27 Maggio 2011
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Commenti
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Il 27 Maggio 2011 alle 16:05 indigesto ha scritto:
Ogni diatriba sull’uso smodato della TV da parte della politica, compresa la par condicio, ha come assunto l’imbecillità del cittadino telespettatore; imbecillità sui cui fonda anche l’uso smodato della stessa da parte dei pubblicitari.
C’è solo da sperare in una ritrovata saggezza dei cittadini; inutile attendersela dai politici e dai pubblicitari!
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