

Manifesto del Pd contro il nucleare
Che l’intenzione del Pd, e soprattutto del suo segretario Pierluigi Bersani, sia quella di sfruttare il referendum del 12 e 13 giugno per mettere in difficoltà l’esecutivo, e non tanto quello di fermare la privatizzazione parziale della gestione degli acquedotti o mettere definitivamente la parola fine al piano nucleare in Italia, è piuttosto evidente.
Bersani, infatti, che non è nuovo a giravolte, in queste settimane ne ha compiuta un’altra: quattro anni fa, quando ricopriva la carica di ministro dello Sviluppo economico del secondo governo Prodi, in merito ai due quesiti referendari più delicati (nucleare e acqua pubblica), e quindi in grado di portare la gente in massa a votare, avrebbe votato decisamente «no» (leggi qui Rondolino su il Giornale), mentre oggi si è schierato per il «sì».
Certo, cambiare idea è legittimo, soprattutto dopo il terribile incidente di Fukushima. Ma farlo solo per dare l’ennesima spallata al governo, andando al traino di IdV e dell’area più «massimalista» del partito, si rischia di perdere in credibilità, oltre che affossare definitivamente l’area riformista. Che, alla pari del centrodestra, ha incassato una sonora sconfitta al secondo turno delle amministrative, soprattutto nei risultati di Milano e Napoli, e che finirà sul serio al tappeto se ai referendum prevarranno i sì.
Del resto lo scopo primario del Pd, come è scritto nel sito web ufficiale dei Democrats, è raggiungere il quorum, domenica e lunedì, per «bocciare il governo». Lo stesso dell’Udc, la cui indicazione ai propri elettori però è diversa: andare a votare, ma mettere un segno sul «no». Con il risultato, in questo modo, di far emergere - ancora una volta - le contraddizioni interne alla cosiddetta ammucchiata anti - Cav: tolto l’anti - berlusconismo, infatti, chi riuscirà a tenere assieme in futuro Casini e Fini, nuclearisti convinti, con Vendola e Di Pietro, che non lo sono affatto?
CELENTANO CONTRO IL NUCLEARE AD ANNOZERO
- Lunedì 6 Giugno 2011
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Commenti
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Il 6 Giugno 2011 alle 19:21 pv21 ha scritto:
Giro e rigiro >
Il Pdl lascia ai suoi elettori piena “libertà” di voto sui referendum. Gli esponenti del Pdl tengono però a dichiarare che non andranno a votare.
Non solo. Votare sul nucleare è un atto così “inutile” che il Premier chiede alla Consulta di revocare il referendum. E’ come dire che i referendum sono espressione della “libera” volontà dei cittadini che “scelgono” di non pensare.
Se non bastasse proprio ora Tremonti ricorda l’assunto latino “la religione non può che essere quella di chi governa”. Ora che il Cavaliere, tramite la Presidenza del Pdl, ha appena indicato l’on.Alfano come Segretario del partito. Sarà il Consiglio Nazionale a formalizzare la designazione.
E’ la democrazia “carismatica” dei “nominati” da Berlusconi. Tutto cambia perché nulla cambi.
Tanto vale il CONSENSO SURROGATO di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 13 Giugno 2011 alle 13:42 e.fumagalli ha scritto:
Morici, sei falso e bugiardo Bersani aveva detto si alla ricerca sul nucleare non per fare centrali come pure distingue tra liberalizzazione e privatizzazione. Slo i cani da pastore come te conducono il gregge dove vuole il padro ma stavolta te la prendi nel culo. Coglione. Guarda che c’è la libertà di parola non di menzogna, bastardo.
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