

Beppe Signori va in Questura a Bologna per accertamenti nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona su un giro di scommesse in partite di serie B, 1 giugno 2011 (ANSA / MICHELE NUCCI )
Scordatevi tempi e modi della giustizia ordinaria: la giustizia sportiva è rapida e implacabile. Anche in Italia, dove è scoppiato il caso del calcio scommesse, che ha coinvolto società e calciatori di serie A e B. Basta ricordare lo scandalo di Calciopoli nel 2006 che costò la retrocessione e la revoca di uno scudetto alla Juventus.
La giustizia sportiva, infatti, riguarda l’appartenenza di una società e di un singolo affiliato a una federazione (nel caso la Figc) e l’accettazione delle norme e dei provedimenti emanati da essa. E ogni federazione deve garantire una rapida risoluzione delle controversie sportive senza sottostare ai ritardi e ai rinvii dell’intervento statale, anche per permettere l’organizzazione delle prossime stagioni e alle squadre di portare a termine gli investimenti necessari per competere in un torneo, non sapendo ancora se saranno chiamate a parteciparvi.
Lo ha ricordato pochi giorni fa il presidente della Figc, Giancarlo Abete: «Non possiamo seguire i tempi di quella ordinaria che, ad esempio, è ancora al primo grado di giudizio su Calciopoli dopo 5 anni». Abete ha aggiunto, inoltre, che la giustizia sportiva - che ha i suoi giudici e le sue commissioni interne - deve intervenire con urgenza, anche se con strumenti diversi da quella ordinaria (qui il codice di Giustizia sportiva sul sito Figc): non può fare uso delle intercettazioni, non può procedere con le perquisizioni, non può controllare i conti bancari per capire se un assegno è stato o non è stato staccato.
In questo caso, però, i giudici sportivi potranno chiedere copie degli atti alla procura di Cremona e Napoli che hanno aperto due fascicoli con l’ipotesi di reato di frode sportiva (qui l’intervista al Tgcom dell’avvocato Mattia Grassani), anche se nella fase dibattimentale, per la sua celerità, non è consentito un ampio margine di manovra alla difesa delle parti che vogliono dimostrare l’estraneità ai fatti loro contestati. E inoltre, se Moggi e gli altri implicati in Calciopoli risultassero in futuro innocenti dopo il terzo grado di giudizio, la decisione dei giudici ordinari non avrrebbe certo un effetto retroattivo sulle sanzioni stabilite dalla Figc nel 2006.
Per questo più di un osservatore ha chiesto il massimo rigore nella valutazione dei club coinvolti nell’inchiesta sul calcio scommesse, anche perché nella tentazione di fare tutto e subito (entro la metà di luglio), il rischio è di aggiungere altri errori all’ennesimo scandalo che ha travolto il calcio italiano.
- Martedì 7 Giugno 2011
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Commenti
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Il 7 Giugno 2011 alle 18:38 cantastorione ha scritto:
….sarei curioso di sapere come la pensa sulla riforma della giustizia e sul processo breve…. perché in Italia si diventa “coscienti” solo quando si viene coinvolti….
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