Cali il sipario su Michele Misseri


Michele Misseri

Michele Misseri

Nel giro di 24 ore, dopo essere uscito dal carcere, Michele Misseri ha dato tre nuove versioni dell’omicidio di Sarah Scazzi. Si aggiungono alle altre sette diverse (come ha contato il Corriere del Mezzogiorno) fornite a chi indaga dal giorno della prima confessione e dell’arresto, lo scorso ottobre.

I ripensamenti dell’uomo hanno riguardato, oltre alla responsabilità dell’omicidio, in particolare il presunto movente sessuale. Pochi giorni fa, al rientro in casa dopo la detenzione, Misseri ha trovato ad aspettarlo sulla soglia l’inviata di Matrix, cui ha ribadito di essere lui l’assassino della nipote e ha persino mimato lo svolgimento del delitto. Il giorno dopo, in giardino per potare le piante, ha dichiarato davanti a decine di cronisti: “Quando uscirà il colpevole, andrò sulla tomba di Sarah. Mò stanno facendo tutto loro…”. Per poi tornare ai microfoni e ritrattare di nuovo se stesso: “Sono io il colpevole”.

Dopo mesi di testimonianze e contro testimonianze la Procura è arrivata a dire che “le parole di Misseri valgono zero” e a portare avanti le indagini prescindendo da lui. L’ipotesi investigativa più accreditata ora è che la responsabile dell’omicidio sia Sabrina Misseri, con la complicità della madre, Cosima Serrano.

Nonostante l’imputato abbia ripetuto più volte che le due donne non c’entrano niente. Il legale di Michele Misseri definisce il proprio cliente “estremamente fragile e suggestionabile”, ma la sua confessione televisiva sarebbe comunque “intrinsecamente attendibile”. Gli avvocati che hanno assistito Misseri, appunto. A volte sono loro, insieme ai consulenti della difesa, a fargli capire “come stanno le cose”. E non il contrario.

C’è già stato un Trattamento sanitario obbligatorio di poche ore per lo zio di Sarah e il difensore ha chiesto una perizia psichiatrica. Misseri sembra in balia delle pressioni di troppe persone, più o meno direttamente coinvolte nel giallo, mentre probabilmente ha prima di tutto bisogno di aiuto. Ma il dubbio è un altro: non sarà che quello che dice il contadino di Avetrana è inattendibile, oltre che giudiziariamente, anche giornalisticamente?

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