Ha ragione da vendere Ernesto Galli della Loggia, quando sul Corriere della sera se la prende coi «tre pilastri dell’immobilismo» nella società italiana e cioè «il privilegio, il corporativismo e la demagogia». In Italia, scrive rassegnato il professore, «qualunque categoria, qualunque organismo non sogna altro che monopoli, numeri chiusi, carriere assicurate, condoni, esenzioni, proroghe, trattamenti speciali, pensioni ad hoc, comunque trattamenti di favore». Parole sante. Da girare subito ai signori sindacalisti dello stesso giornale milanese (cioè il comitato di redazione), i quali un paio di giorni prima comunicavano fierissimi di essere in «totale» e, notasi bene, «preventivo» dissenso rispetto a «qualsiasi ipotesi di cessione e vendita della sede storica di via Solferino».
Perché, secondo costoro, il palazzo sarebbe da solo «simbolo di autonomia e autorevolezza». Insomma, i sindacati del Corrierone non solo tengono stretto il posto fisso, come da tradizione, ma vogliono fisso pure l’indirizzo dell’ufficio.
C’è da capirli: trasferirsi è sempre una faticaccia e cambiare abitudini può essere drammatico. Le incognite sono dietro l’angolo: il bar che non funziona, il parcheggio che non si trova, le distanze che aumentano, e poi vuoi mettere il centro storico con quelle vetrate brutte in periferia, dove magari c’è qualche malintenzionato in agguato? Suvvia, non scherziamo, che ce frega dei Galli e dei de Bortoli: meglio restare immobili.
- Venerdì 10 Giugno 2011

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Commenti
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Il 30 Giugno 2011 alle 10:39 pennygp ha scritto:
Ricordo un “Buffone” a Berlusconi non sanzionato in quanto appellativo politico.
Bene, il “Buffone”, senza sanzione, va esteso a tutti quelli che dal corporativismo ottengono vantaggi negati ad altri.
Qui mi aspetterei, da un governo illuminato, un’azione incisiva, ma non arriva mai. Peccato, in quanto dimostra che la politica sbaglia i “bilanci di convenienza” o non li fa per nulla. A fronte di qualche voto perso, ne avrebbe una valanga!
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