Stracquadanio insiste: «La sinistra vince sul web perché lavora meno»

Giorgio Stracquadanio, parlamentare PdL

Giorgio Stracquadanio, parlamentare PdL

Claudia Daconto
Onorevole Giorgio Straquadanio, vuole smentire subito? “Ma non ci penso proprio!”.
Interpellato da Panorama.it, il “pazzo razionale”, copyright del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto svelato dal diretto interessato, non demorde: quelli di centrosinistra vincono sul web perché lavorano poco. E sulla rete esplode la protesta. Come se non bastasse quella dei precari contro il ministro Renato Brunetta che in un video li accusa di essere “l’Italia peggiore”.

Guardi che si sta scatenando un putiferio: su internet c’è chi minaccia il linciaggio.
Vede? Se si è scatenato il putiferio è la prova che ho ragione. E comunque il putiferio si è scatenato da quando Repubblica.it ha messo un pezzettino di un mio intervento molto più articolato…

Alt. La freno subito: non cominciamo con la storia delle frasi estrapolate. Ci spieghi, piuttosto, come le è venuto in mente di dire che la sinistra vince sul web perché i suoi elettori non fanno un c…tutto il giorno?
Allora, diciamolo con parole politicamente più corrette: non è vero che quelli del centrodestra sono meno attivi e meno bravi con la rete, è che nel corpo sociale della sinistra ci sono 4 milioni di dipendenti del pubblico impiego che dalle 2 del pomeriggio sono liberi.

Vuole dire che tutti i dipendenti pubblici sono di centrosinistra?
No, ma prevalentemente è noto che il pubblico impiego sta con il centrosinistra, come gli imprenditori stanno con il centrodestra.

Ammettiamo pure che sia così, non pensa che quelli del pubblico impiego che non votano a sinistra se la possano prendere parecchio a sentirsi dire che lavorano poco? E’ così che il Pdl pensa di riconquistare il suo elettorato deluso?
No, chiariamolo una volta per tutte: in politica ci sono amici e nemici, il problema è che noi per condiscendere con i nemici abbiamo maltrattato gli amici.

Chiarisca una volta di più.
Noi abbiamo detto che abbassavamo le tasse, per farlo bisogna ridurre il ruolo dello Stato nell’economia in modo drastico. A lei sembra ragionevole che il suo contratto sia molto più rischioso di quello di uno del pubblico impiego. Questa è un’ingiustizia sociale cui io mi ribello. Noi dobbiamo parlare alla nostra gente, che non sono quelli che lavorano nei ministeri o nella scuola che non ci hanno votato mai e non ci voteranno mai.

Cambio argomento. Tra il raduno leghista di Pontida e la verifica di governo cosa la preoccupa di più?
Nessuno dei due. Quello che mi preoccupa è l’incertezza politica. Faccio un esempio banale: sul referendum abbiamo perso perché non abbiamo fatto una scelta, perché non abbiamo difeso le nostre leggi, in particolare quella sull’acqua. Se noi avessimo condotto una seria campagna sulle nostre ragioni noi avremmo vinto la battaglia del referendum.

Allora ha sbagliato anche Berlusconi a suggerire l’astensione? Vede una leadership appannata?
La leadership è un po’ appannata, su questo non c’è dubbio e negarlo significherebbe negare una cosa evidente anche al leader.

Ma secondo lei Berlusconi ci pensa mai a farsi da parte?
Ma guardi, Berlusconi si è rivelato più volte un gatto nemmeno a sette vite, almeno a nove quindi secondo me ha ancora tutte le carte per uscire da questa situazione. A una sola condizione però: che riprenda fiducia in se stesso e che cambi tutto nella sua organizzazione.

Lo trova particolarmente afflitto?
Basta vedere le facce sulle foto, non è certo di buon umore. Ma la tentazione di dire “addio, andate avanti voi” non lo sfiora nemmeno perché, se conosco l’uomo, è un combattente tenace. Politicamente veniva dato spacciato già nel ’95 e invece eccolo qua.

Un’ultima domanda, poi la libero…
Meno male, mica governo io!

A proposito, in caso di primarie lei si candida?
Bè, io qualche titolo in più di altri penso di avercelo. Certo bisognerebbe vedere chi sono i competitors. Sarebbe opportuno che i tanti pretendenti che stanno nascosti venissero allo scoperto.

Chi sono questi pretendenti che vorrebbero soffiare il posto a Berlusconi ma non hanno il coraggio di dirlo?
C’è la fila! Iniziamo da quelli di fuori: Montezemolo, Casini, Fini che non credo affatto abbia rinunciato al suo disegno credo solo che sia attendista anche perché gli squaglia il partito e non può tanto alzare la testa, Maroni e lì c’è anche un problema di successione nella Lega. Veniamo agli interni: Alemanno, nonostante sia in caduta libera come sindaco di Roma, Formigoni…

Senta Stracquadanio, questi nomi li conosciamo già. Ce ne faccia uno nuovo.
Non ne vedo altri. Tremonti non credo si candidi a una leadership del centrodestra, piuttosto a una tecnocratica, che è una cosa diversa, un po’ alla Strauss Kahn, senza nessun riferimento sessuale, s’intende. Alfano sarebbe una successione guidata, l’ipotesi di una scissione tra la leadership e la premiership. Tutti gli altri penso che puntino di più a una scomposizione del sistema politico per decretare definitivamente la fine delle leadership e tornare ai vecchi riti della politica.

Martedì ci sarà il voto di fiducia sul governo?

Ci sarà sicuramente perché ce lo chiederà Napolitano.

Commenti

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Il 15 Giugno 2011 alle 22:00 cantastorione ha scritto:

…credo che sia proprio così… e non solo dalle due del pomeriggio…. e poi andate a vedervi YOUTUBE… è praticamente gestito da sinistri… anzi di destra non c’è proprio nulla…

Il 16 Giugno 2011 alle 20:33 carlo.tosi ha scritto:

Una immesna soddisfazione, l’aver assestato un sonoro sberlone in faccia a tutti quelli che hanno remato contro per far fallire questa occasione di democrazia! Alla faccia (sporca) di straquadanio, che offende il popolo del web! Caro lei (nel senso di costoso) i giovani e non solo non si fanno più abbindolare dalle fandonie raccontate in tv e sui giornali dai soliti fede-vespa-ferrara-sallusti-belpietro-feltri & CO! Fandonie che voi al goveverno promuovete e diffondete in tutti i modi. E se come lei dice “i giovani non fanno un c…..zo” è solo colpa vostra! Non avete fatto proprio niente per dare un lavoro dignitoso a questi giovani. E comunque fanno benissimo ad informarsi su internet, senza ascoltare le porcate che escono dalle vostre bocche!
Cordialità.

Il 16 Giugno 2011 alle 20:45 carlo.tosi ha scritto:

E il bel brunetta che si permette di offendere i precari????????
la valanga di proteste scatenata sul web è nulla in confronto a quello che meriterebbe veramente…
Questi arroganti parassiti in cravatta! Hanno ridoto l’Italia ad una repubblica delle banane, (senza nemmeno le banane da vendere, però). Hanno la faccia tosta di voler insegnare alla gente ed ai giovani a stare al mondo (il loro modello di mondo) in cambio di stipendi vergognosamente esagerati, che non trovano eguali nell’universo intero! Caro Lei, deve sapere che la gente NON VI SOPPORTA PIU’ !!!!!!!!!!!

Il 16 Giugno 2011 alle 20:51 cantastorione ha scritto:

Caro sig Tosi, lei sarà anche giovane, ma è sbadato, legga meglio ciò che ha detto il politico, ha parlato di impiegati del pubblico impiego, non espressamente di giovani… quindi…

Il 16 Giugno 2011 alle 21:55 La sinistra vince perchè i suoi elettori non fanno un cazzo | Pamela Ferrara Blog ha scritto:

[...] teoria che sta alla base di tutto, come dichiarato dallo stesso Straquadanio, è che “nel corpo sociale della sinistra ci sono 4 milioni di [...]

Il 17 Giugno 2011 alle 10:25 italo.libero ha scritto:

Spingendomi al di la’ di coloriture politiche e sforzandomi di mantenere un’adeguata componente obiettiva, avanzo una considerazione precisa (oltre che alquanto fuori del coro) sulla rete e sul mondo orbitante intorno. Ammessa l’utilita’ della medesima, vale in merito il principio di come conti l’uso che ne fa ciascun utente. Con riferimento almeno al contesto a me noto del Mezzogiorno, va imputato all’abuso dell’internet la diminuzione della gia’ scarsa voglia di lavorare, cui avevano pesantemente contribuito in precedenza quelle misure assistenziali note come “Ex articolo 23″, all’origine di un esercito di fannulloni. Oggi confluiti nella realta’ tanto discussa del precariato, gli “articolisti” risultano portatori dell’atteggiamento di chi fa carte false per scavalcare gli ostacoli del mondo del (non) lavoro e ficcarsi, con chiamata diretta, in comodi posti statali.

Il 17 Giugno 2011 alle 10:29 italo.libero ha scritto:

Al di la’ di coloriture politiche e mantenendo un’adeguata componente obiettiva, mi permetto una considerazione sulla rete e sul mondo orbitante intorno. Ammessa l’utilita’ della medesima, vale in merito il principio di come conti l’uso che ne fa ciascun utente. Con riferimento almeno al contesto a me noto del Mezzogiorno, va imputato all’abuso dell’internet la diminuzione della gia’ scarsa voglia di lavorare, cui avevano pesantemente contribuito in precedenza quelle misure assistenziali note come “Ex articolo 23″, all’origine di un esercito di fannulloni. Oggi confluiti nella realta’ tanto discussa del precariato, gli “articolisti” risultano portatori dell’atteggiamento di chi fa carte false per scavalcare gli ostacoli del mondo del (non) lavoro e ficcarsi, con chiamata diretta, in comodi posti statali.

Il 17 Giugno 2011 alle 12:22 indigesto ha scritto:

I “frequentatori” del WEB non lavorano? e chi lo dice che che non sia un “lavoro” intervenire sul WEB?
Chi, eventualmente, lo commissiona e come lo remunera è tutt’altro discorso!

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