La ricetta del ministro Brunetta: sforbiciata da 1 miliardo in 3 anni


Renato Brunetta, 59 anni, ministro della Funzione Pubblica

Renato Brunetta, 59 anni, ministro della Funzione Pubblica

Mettere mano agli sprechi si può, a cominciare dalle vituperate auto blu. «Mi batterò in ogni modo per riproporre una nuova normativa e inserirla nella prossima manovra economica: possiamo risparmiare 1 miliardo di euro in un triennio e 600 milioni l’anno a regime. Su questo mi gioco la reputazione». Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, anticipa a Panorama i dati del secondo censimento tra 9.227 enti e amministrazioni: «Ha risposto oltre il 60 per cento, un 10 per cento in più del 2010».

Ministro Brunetta, sapremo finalmente quante auto blu o di servizio ci sono in Italia?
I numeri ormai sono chiari: nel 2010 erano quasi 86 mila. Arrotondando, sono 5 mila le auto che abbiamo chiamato «blu blu», quelle della politica; 10 mila le «blu», destinate all’alta burocrazia; 70 mila le «grigie», quelle di servizio non delle forze dell’ordine. Numeri ben diversi dalle oltre 600 mila che circa un anno e mezzo fa diffuse il sito www.contribuenti.it, senza fornire la minima prova.

Fu allora che decise di fare un censimento, ripetuto quest’anno.
Fra molte ironie, ho coinvolto il Formez presieduto da Carlo Flamment e abbiamo inviato un questionario a oltre 9 mila enti, compresi i piccoli comuni che ovviamente non hanno auto blu. E abbiamo escluso forze dell’ordine, forze armate, vigili del fuoco, forestali. Viene fuori una stima vera e verificabile da chiunque attraverso il sito www.innovazionepa.gov.it, nel quale c’è un link sulle auto blu.

E quanto costano?
Circa 500 milioni le auto e 2 miliardi il personale. Un’auto blu blu ha bisogno di tre autisti, dovendo coprire un ampio orario, e quelle blu da 1 a 2 autisti. La spesa media annuale nell’ultimo triennio è stata di 160 mila euro per ogni amministrazione per acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio delle autovetture. Ma quando lo scorso ottobre abbiamo presentato l’esito del monitoraggio in Parlamento, nessuno se n’è interessato, mentre invece tutti si erano indignati dopo la diffusione di quei dati falsi.

Gli enti stanno tagliando i mezzi?
Hanno cominciato a tagliarli mentre rispondevano al nostro questionario, come effetto trasparenza. Io stesso nel mio ministero ho tolto due auto su otto, che non sapevo esistessero. Intanto, fra il 2010 e il censimento cominciato a febbraio e concluso all’inizio di giugno, i cui dati saranno definitivi nei prossimi giorni, si sono aggiunti un 10 per cento di risposte e un altro 10 per cento di tagli, dato ancor più significativo considerando che negli ultimi mesi è aumentato il costo del carburante.

Ora, però, bisognerebbe rendere definitivi i controlli e dunque i risparmi. Come intende muoversi?
Riproponendo nell’imminente manovra finanziaria la normativa che, per colpa di lobby burocratiche, non fu accolta in quella dell’estate scorsa. I punti principali sono: un piano triennale per la riduzione delle spese diminuendo il numero complessivo delle auto di proprietà pubblica e puntando su noleggi e convenzioni; l’istituzione del Registro delle autovetture di servizio nell’ambito del Pubblico registro automobilistico; un censimento permanente con l’obbligo della comunicazione telematica quando si acquista un nuovo mezzo. È un tema molto sentito dai cittadini: in un triennio risparmieremmo 1 miliardo di euro e 600 milioni l’anno a regime, senza intaccare la funzionalità.

Restano da convincere gli enti che non hanno risposto.
Posso solo diffonderne l’elenco stigmatizzandoli. Noi vogliamo istituzionalizzare la trasparenza. Acquistare il servizio con una convenzione consente di risparmiare dal 30 al 40 per cento e non ci sono sprechi né abusi. Tutto è tracciato e, per esempio, è impossibile usare l’auto per usi privati o per lo shopping. La Corte dei conti in questo modo ha registrato sensibili risparmi.

Una simile riorganizzazione consentirebbe di razionalizzare anche l’uso del personale. In che termini?
Verrebbero riciclate diverse migliaia di autisti, suddivisi tra amministrazioni e forze dell’ordine. Solo il personale in divisa rappresenta il 50 per cento degli autisti delle amministrazioni centrali e alcune migliaia di unità in totale. Molti potrebbero tornare al reparto da dove provengono.

Resta da convincere il ministro dell’Economia a inserire il suo piano nella manovra. Giulio Tremonti martedì 14 ha detto che molti costi della politica vanno ridotti.
Sono d’accordo sul ridurli perché danno legittimazione se si chiedono sacrifici agli altri. E ha ragione Tremonti quando cita la media europea: adeguiamoci a quei parametri, tagliando gli stipendi dei politici, ma allo stesso tempo aumentando i servizi a loro favore, come in Gran Bretagna. Altrimenti si resta nel qualunquismo. Riguardo alle auto blu, sono certo che con il suo aiuto riuscirò a far passare il provvedimento. Che l’anno scorso, però, venne ostacolato proprio dai funzionari del suo ministero. Purtroppo, una burocrazia opaca, autoreferenziale, arrogante, ama i tagli lineari.

Commenti

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Il 20 Giugno 2011 alle 19:43 pv21 ha scritto:

Masquerade >

ENFATIZZARE il “rigore” di Tremonti può servire solo a smorzare gli “appetiti” della speculazione internazionale.

Tremonti è Ministro di Economia e Finanze.
Scoppiata la crisi la sua “creatività” ha partorito prima lo “scudo” fiscale, poi il condono delle case “fantasma” e quindi le “ganasce” di Equitalia.
Sue sono le sentenze del tipo “sono i numeri a dettare la politica” oppure “tenere i conti in ordine non è ragioneria”.
Sua è stata la politica dei tagli “lineari”.

Dal 2008 il Debito pubblico è aumentato di quasi 290 miliardi mentre il tasso di crescita della nostra economia non arriva a metà della media europea.
Ancora nel 2010 l’evasione fiscale è salita dell’11%.
A luglio vedremo una manovra di “aggiustamento” da 3-5 miliardi e la Bce insiste per una ulteriore “cura” da 40 miliardi.
Tremonti ci chiede di “trovargli 80 miliardi” per fare una “vera” riforma fiscale.

In gioco non c’è solo il riequilibrio del bilancio.
Dove e come trovare le risorse è fare “equità sociale”.
Dove e come tagliare è “dare il passo” all’economia.
Non è più tempo per le performances da teatrino di PANTOMIMA E RIMPIATTINO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

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