Sotto un paio di gazebo arroventati dal sole del primo pomeriggio, Renata Polverini e Gianni Alemanno hanno dato appuntamento in piazza del Pantheon a parlamentari, assessori e gente comune per dare il via a una raccolta di firme contro il trasferimento dei ministeri al Nord. Una risposta, quella della presidente della Regione Lazio e del sindaco di Roma, alla legge di iniziativa popolare della Lega rilanciata anche ieri dal “sacro” suolo di Pontida (e subito ridimensionata, dopo un vertice notturno col PdL, a mero spostamento di alcuni uffici di rappresentanza ndr).
“Facciamo come loro” ha detto Polverini mentre Alemanno, dopo aver firmato la petizione popolare accompagnato dalla moglie Isabella Rauti, ha annunciato che domani ci sarà anche un ordine del giorno del Pdl contro lo spostamento. Critici con l’iniziativa, due pezzi grossi del partito: “Alemanno e Polverini stanno esagerando – hanno detto il ministro La Russa e il capogruppo alla Camera Cicchitto. Ma già dopo un’ora dalla convocazione fissate alle 15, in piazza del Pantheon avevano firmato contro “il furto del Nord a Roma Capitale” già 700 persone. Tra queste il leader dell’Udc Pierferdinando Casini e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
- Martedì 21 Giugno 2011

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Commenti
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Il 21 Giugno 2011 alle 12:23 indigesto ha scritto:
Si è deciso per gli Uffici di rappresentanza. Un modo come un altro per incrementare il pubblico impiego ed il proliferare dei portaborse. Purtroppo i localismi sono il male endemico di questo Paese: tante repubbliche. Vogliamo fare gli americani non avendone le risorse. Ma è America per i politici, e l’equazione è sempre la stessa: più politici (e affini), più tasse e meno lavoro produttivo. E’ purtroppo la Costituzione che contiene il germe delle “autonomie”, che abbiamo saputo tradurre all’italiana. Ricordiamoci delle repubblichette partigiane e di come la sinistra si dette da fare per la istituzione delle Regioni, come previsto dalla Costituzione, appunto. Dopotutto, con l’accentramento delle industrie al Nord dovevano pur spuntare aspirazioni di autonomia gestionale. Il contrapporre interessi di tale portata nel Paese è il primo passo verso i separatismi, che darebbero così seguito, storicamente, ai patetici tentativi operati nell’immediato dopoguerra in alcuni ben caratterizzati territori del Paese; complici la corruzione, le mafie e la decadenza morale, espresse magistralmente dai poteri centrali in tutti questi anni.
Il 21 Giugno 2011 alle 22:19 sgarikka68 ha scritto:
un appello a bossi.
bossi non portarti i ministeri sul sacro suolo padano altrimenti anche la padania diventerà ladrona come dicevi tu di roma. però però a pensarci bene forse anche tu sei diventato ladrone come i romani visto che a roma ti trovi bene e non critichi più la capitale. forse il discepolo (bossi) ha superato il maestro visto che vuole portarsi a casa il posto di ruberia
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