Di Pietro lancia l’IdV 2: verso dove?

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro in aula della Camera dei Deputati, il 22 giugno 2011 a Roma (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro in aula della Camera dei Deputati, il 22 giugno 2011 a Roma (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Dov’è il Di Pietro che voleva mandare subito in carcere il Cavaliere? Così si chiede Velina rossa, foglio parlamentare sconosciuto ai più e considerato vicino all’ex premier Massimo D’Alema, a proposito dell’ennesima trasformazione compiuta questa settimana dall’ex magistrato di Mani pulite. Che ha lanciato in un’intervista a il Manifesto l’IdV2, un partito che, «dopo aver dimostrato di saper fare opposizione, dimostra di saper costruire un’alternativa. Con umiltà. Anche facendo passi indietro».

Tonino, infatti, ha tolto le vesti del capopopolo per recitare una nuova parte: quella dello statista liberale, che nega di essere mai stato un uomo di sinistra e rivendica sul Corsera le origini familiari democristiane di suo padre, contadino molisano. Mercoledì alla Camera ha lasciato tutti a bocca aperta per aver puntato l’indice non contro Berlusconi, ma contro Pierluigi Bersani, accusandolo di essere in ritardo nell’organizzazione dell’ alternativa («Ma quand’è che convochi una riunione per mettere in piedi una vera alternativa di governo?»), e per essersi intrattenuto a colloquio con Berlusconi in aula durante la verifica di governo, suscitando sospetti, irritazione e ironie nei banchi dell’opposizione e, soprattutto, tra i suoi elettori.

«Che dovevo fare, menargli?» si è poi difeso sul suo blog rispondendo a molti simpatizzanti che lo accusavano di tradimento. L’ultima volta che lui e Berlusconi si erano parlati faccia a faccia risale al 18 febbraio del 1995, dopo la caduta del primo governo guidato dal Cavaliere, che l’anno prima, durante la discesa in campo, aveva proposto proprio all’ex pm della procura di Milano, considerato a quei tempi un uomo di destra con schiere di simpatizzanti tra la neonata An e l’Msi di Rauti, di fare addirittura il ministro. La verità, però, è che oggi come allora Di Pietro ha dimostrato di possedere un fiuto politico pari a quello di Umberto Bossi. Per dire: lo scorso autunno, cavalcando l’onda della protesta antiberlusconiana, era quello che accusava il premier in aula di fronte alle telecamere di essere niente meno che uno «stupratore della democrazia». Mesi dopo, pur essendo anni fa tra i fautori della legge per la privatizzazione dei servizi idrici, si è trasformato nel paladino dei referendum per l’acqua pubblica. Ma dopo il trionfo dei sì, ha spiazzato di nuovo tutti dicendo che l’esito non aveva un significato politico e che non andava strumentalizzato, come invece stava facendo Bersani.

Manifestazione dell'Msi di Pino Rauti a sostegno di Antonio Di Pietro nel 1995 (Archivio ANSA)

Manifestazione dell'Msi di Pino Rauti a sostegno di Antonio Di Pietro nel 1995 (Archivio ANSA)

E se negli scorsi anni aveva trasformato l’IdV nel megafono della protesta di piazza alla pari dei grillini, sostenendo a volte posizioni vicine alla sinistra radicale di Nichi Vendola (vi ricordate Di Pietro sfilare assieme agli operai della Fiom di Pomigliano?), un’alleanza che ha permesso, tra l’altro, al suo ex delfino De Magistris di conquistare Napoli, ora Tonino, che si è reinventato moderato, preferisce strizzare l’occhio ai centristi, a patto però che si schierino definitivamente in una parte del campo e rinuncino alla politica dei due forni di andreottiana memoria. Di Pietro, insomma, si conferma quel battitore libero che è sempre stato nell’agone politico italiano, capace di passare con disinvoltura da una posizione a quella opposta secondo l’opportunità del momento. Un moderato del Pd come Enrico Letta ha detto che i suoi «sono comportamenti che rompono quel clima unitario che è la condizione principale per battere Berlusconi». Del resto, come ricordava uno dei principali biografi dell’ex magistrato intervistato anni fa da Panorama.it, il leader dell’IdV «fa male solo alla sinistra e fa bene solo a se stesso».

IL FACCIA A FACCIA TRA BERLUSCONI E DI PIETRO

DI PIETRO SPIEGA IL SUO COLLOQUIO CON IL PREMIER

L’INTERVENTO IN AULA CONTRO BERSANI

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 24 Giugno 2011 alle 16:55 nhico ha scritto:

Quasi un incubo per il Pd, il nuovo corso inaugurato da Di Pietro. Ma non per la maggioranza degli italiani, che anzi vi vedono la possibile fine del loro incubo. Abbiamo un capo dello Stato che dice la sua di continuo su tutto. E, tutti bacchetta, a suo piacimento. Più potente di Giove pluvio sull’Olimpo, data la pochezza del parlamento e dei parlamentari. Fini compreso,indipendentemente da quello che dice a Otto e mezzo o a Montecitorio, avendo perso per sempre dignità e autorevolezza. E in questo marasma, i pm imam interpretano la legge come fanno gli imam con il Corano. Istaurando lungo lo Stivale la “magistratocrazia”. Senza che il Csm muova un dito. La costituzione viene fatta a pezzi, solo gli ipocriti possono ancora continuare a dire che in fin dei conti tutto è regolare. Perché di regolare non c’è niente. Anzi è tutto un fiorir di reati. Dalle intercettazioni a strascico e senza un limite di tempo alle pubblicazioni a fiumi sui giornali e settimanali delle stesse. Una vera orgia di illegalità. Eppure, mentre tutto questo accade, Napolitano non trova niente di meglio che dire la sua sulla spazzatura di Napoli. Ed è perentorio, com’è nel suo stile. Ma come è possibile, c’è da chiedersi, che l’uomo a cui niente sfugge e tutto commenta, anche oltre le sue prerogative, non interviene sull’unico vero organismo di cui ha la totale responsabilità: il Csm. Possibile che non si renda conto che tutto questo caos è figlio soltanto dalla totale inefficienza del Consiglio Superiore della magistratura? E quindi della sua inefficienza. E ancora quindi delle due l’una: o non se ne rende conto e va rimosso per il suo evidente strabismo ideologico o se ne rende conto e, lasciando correre, apre la via all’ impeachment.

Il 24 Giugno 2011 alle 23:50 indigesto ha scritto:

Non c’è scampo! il credo politico del PD è battere Berlusconi. Per fare poi cosa?..non si sa! Le ammucchiate, soprattutto sull’onda emotiva creata sapientemente da alcuni ambienti, possono anche produrre i numeri, e poi? tutto si risolverebbe con l’ennesima vittoria di Pirro. Con un Pirro ci hanno già provato due volte, resistendo un pò, magari ricorrendo anche ai pannoloni, ma poi se la sono fatta abbondantemente addosso: i pannoloni non sono bastati. Ora, sentire Di Pietro qualche giorno fà auspicare che sia ancora il solito Pirro a capeggiare l’ammucchiata ed oggi prendersela con Bersani, che, come detto, ha un solo credo, non pare sia proprio da politico di fiuto. Avrebbe da tempo dovuto accorgersi dei miasmi di ciò che i pannoloni non sono riusciti a contenere. Si vede che di otturato ha anche il naso!

Il 25 Giugno 2011 alle 12:24 pv21 ha scritto:

ULTIMA chiamata >

Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello ante-crisi (2007). Il tasso di crescita non arriva a metà della media europea e la Borsa sta regredendo ai minimi del 2009.
Dal 2008 il nostro Debito pubblico è cresciuto di quasi 290 miliardi. Dopo i 24 mld di “tagli” decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” da 3-5 mld l’anno. Poi, per riequilibrare il bilancio, ci vorrà un’ulteriore cura da 40 miliardi.
Da quasi 7 mesi la cosiddetta “terza gamba” difende alla Camera la “trincea” di una maggioranza “purchessia” che risponde all’appello del “tutto tranne elezioni”.

Il paese non può più “vivacchiare”, ma la soluzione non è tornare alle urne senza una prospettiva credibile.
Serve da subito una “larga convergenza” su alcuni obiettivi prioritari.
Dalla riforma della legge elettorale ad un piano d’azione in grado di gestire le urgenze economiche, rivalutando l’equità sociale.
Un’agenda programmatica da svolgere in tempi brevi.
Il passaggio obbligato di qualsiasi quadro o “percorso” politico improntato a responsabilità.

Più passa il tempo e maggiori saranno i “sacrifici” da caricare sul paese.
La storia insegna che la FEBBRE DEL TRIBUNO non rinuncia mai ai propri interessi fino a …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101