

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris al posto di guida di un mezzo dell'Asia, azienda speciale del Comune addetta all'igiene della città, 28 giugno 2011. ''Napoli arriverà al 70% di raccolta differenziata entro la fine dell'anno. Ce la facciamo sicuro, non forse": ha promesso De Magistris in un'intervista a "24 Mattino" su Radio 24 (ANSA / PRIMA PAGINA)
In campagna elettorale aveva promesso che i rifiuti in strada a Napoli sarebbero spariti in soli cinque giorni. Che cosa è poi accaduto lo hanno visto tutti gli italiani: dopo un mese, anche se diminuiti, i sacchi dell’immondizia sono ancora lì, per lo meno in alcuni quartieri. In parte sono stati smistati in vari impianti e depositi cittadini, in attesa di essere trasportati altrove, ma in strada non sono affatto scomparsi. Eppure la lezione pare non essere bastata al neosindaco dell’IdV.
Ieri, ha bollato il decreto del governo, che permetterà alla Campania di fare accordi con le regioni disposte ad accogliere i rifiuti del capoluogo partenopeo, come «deludente e pilatesco». Tanto il giorno prima aveva messo le mani avanti: il problema sarà superato ugualmente perché «Napoli sta tornando ad essere pulita indipendentemente dalla Lega e dal governo». Il giorno prima ancora si era fatto persino immortalare alla guida di un autocompattatore. Oggi i rifiuti sono ancora là.
Senza contare che aveva fatto in campagna elettorale un’altra promessa, parsa ai più difficilmente realizzabile alle condizioni di oggi: il 70% della raccolta differenziata in sei mesi. Promessa ribadita pochi giorni fa: «Ce la facciamo sicuro, non forse». Perché De Magistris ha detto che sulla differenziata «avremo risposte straordinarie quando cominceremo col porta a porta in tutta la città». Ci riuscirà? Se ce la dovesse fare, tanto di cappello. Ma se a Novara, città modello per lo smaltimento dei rifiuti, ci hanno messo dieci anni per creare un ciclo vituoso dei rifiuti, con il 70% di raccolta differenziata e impianti di riciclaggio all’avanguardia, è davvero realistica la promessa del sindaco? Qualcuno, del suo staff, parla non di promesse ma di obiettivi ambiziosi, persino utopistici, per galvanizzare i napoletani attorno a un obiettivo. Solo così - dicono - si può pensare di vincere la sfida contro poteri politici e criminali che si mettono di traverso. Sarà.
Ma è più probabile che il magistrato di Why not cada in un altra buccia di banana. L’unica certezza, per ora, è che l’Italia rischia una sanzione europea perché ancora non si è trovata una soluzione adeguata allo smaltimento dei rifiuti a Napoli (su cui le responsabilità del sindaco sono, va detto, parziali). La sensazione è che la via autonomista scelta dal sindaco partenopeo, quella del «ce la facciamo da soli», sia sostenuta da buone intenzioni ma rischi di non portare da nessuna parte. Anzi, di andare a sbattere.
Un esempio? De Magistris, che si oppone alla costruzione di un secondo inceneritore, non ha ancora detto dove intende sversare i rifiuti del capoluogo campano, almeno finché dura l’emergenza. Si è giustificato così: «Le discariche le troveremo, ma le indicheremo solo al momento opportuno perché altrimenti le “ciucciuettule” (le civette, ndr) si mettono di traverso e non solo loro». Le civette, i sospetti: il solito De Magitris contro tutti. Napoli e periferia costituiscono una delle aree più densamente popolate e devastate in Italia e in Europa: come si può immaginare di risolvere in solitudine un problema che riguarda oltre 2 milioni di persone, senza un piano concordato con gli altri enti locali e il governo?
- Venerdì 1 Luglio 2011
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Commenti
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Il 1 Luglio 2011 alle 14:22 cantastorione ha scritto:
..vedrete che a fine anno avranno il 70% di raccolta differenziata, e saranno costretti a ributtarla tutta insieme perché non avranno i sistemi di smaltimento della stessa…. vorrei essere smentito!.
Il 2 Luglio 2011 alle 16:51 indigesto ha scritto:
De Magistris è un prodotto della protesta e dell’antipolitica da parte di un popolo costretto ad illudersi da troppo tempo.
Privato, checchè se ne dica, di ogni attività produttiva e lasciato nelle mani della malavita, che facilmente ha riempito lo spazio lasciato vuoto dalle “istituzioni” nell’economia, questo popolo ha creduto di mettersi nelle mani di chi un minimo criterio di giustizia deve pur avercelo.
Se si mettessero da parte le bassezze della politica, una mano gliela si darebbe pur dare!
Ma spogliare Napoli della unica cosa rimastele, la bellezza e la vivibilità, si vede che deve essere negli scopi di quella politica che è ben più lurida dei suoi rifiuti!
Il 2 Luglio 2011 alle 16:54 indigesto ha scritto:
..una mano gliela si potrebbe pur dare!
Il 2 Luglio 2011 alle 19:30 micuomo ha scritto:
I suoi ex superiori non lo hanno stimato come magistrato……i napoletani non lo stimeranno come sindaco……micuomo
Il 4 Luglio 2011 alle 11:10 cantastorione ha scritto:
..sono d’accordo con indigesto, la mano a De Magistris va assolutamente data, prima in faccia e poi sulla bocca, così impara a stare zitto e ad agire correttamente. Chi ha bloccato i fondi UE quando era parlamentare europeo???? Indigesto mi saprebbe rispondere?
Il 4 Luglio 2011 alle 16:55 nicksergio ha scritto:
cari disinformati,la gestione dei rifiuti dipende in campania:per discariche e termovalorizzatori(suprema ipocrisia per degli inceneritori)da cesaro(provincia)e caldoro (regione)il sindaco è responsabile solo del prelevamento degli stessi dal suolo..tutti amicucci vostri del PdL…la differenziata sappiamo farla:bagnoli,ex quartiere operaio,superava da solo e senza roboanti attrezzature il 60% della differenziata…
meditate,meditate..che poi DM abbia il vizio di straparlare ,in italia è peccato veniale,basta vedere B,Brunetta ecc.
Il 6 Luglio 2011 alle 17:05 Napolibit » 48 ore di autonomia ea Napoli sarà di nuovo emergenza – Vesuvius.it ha scritto:
[...] Panorama [...]
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