La casta degli eletti: la carica degli ex politici


20050712 - ROMA - CRO - CASSAZIONE: MAFIA; INIZIATA CAMERA CONSIGLIO SU MANNINO - L'ex ministro Calogero Mannino in un'immagine d'archivio del 24 ottobre 2001. I nove giudici delle sezioni unite penali della Cassazione - presiedute, per l'occasione dal Primo Presidente, Nicola Marvulli - hanno terminato l'udienza dedicata al ricorso dell'ex ministro democristiano Calogero Mannino contro la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione emessa, a suo carico, l'11 maggio 2004, dalla corte di appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. GIUSEPPE GIGLIA/ARCHIVIO - ANSA - RED

L'ex ministro Calogero Mannino in un'immagine d'archivio del 24 ottobre 2001. GIUSEPPE GIGLIA/ARCHIVIO - ANSA - RED

Da anni gran parte dei politici italiani si tormenta con una domanda: «Perché non sono siciliano? Avrei potuto essere eletto deputato all’assemblea regionale, e invece…». Invece, magari, gli tocca fare il consigliere regionale in Emilia- Romagna dove, da pensionato, non potrà incassare più del 50 per cento dello stipendio. E dal 2015 neanche quello.

Gli ex consiglieri regionali sono 3.385. Un mondo che Panorama ha passato ai raggi x, ricco di agevolazioni, di favoritismi e anche di norme più rigide che limitano al giusto quanto spetta a chi è in pensione. Nella manovra economica che sta mettendo a punto il ministro Giulio Tremonti si discute di tagliare anche i costi della politica: s’ipotizza di eliminare l’indennità legata alla carica di ministro, e resterebbe così solo quella parlamentare, e di interrompere la rivalutazione automatica delle pensioni più alte, cioè quelle superiori cinque volte al trattamento minimo dell’Inps. Tra le quali rientrano naturalmente anche quelle dei politici.

CHI TAGLIA E CHI AUMENTA
Nei consigli regionali l’operazione risparmio si fa largo a fatica. Nelle Marche ci si è concentrati sulle indennità e sulla possibilità di restringere il consiglio, oggi con 36 consiglieri, nove assessori di cui tre esterni e il presidente. Si punta a scendere a una quota fra 35 e 40, compreso chi sarà nominato assessore. In Toscana si è scesi invece da 65 a 55.

Il governatore veneto Luca Zaia (Lega) vuole ridurre le pensioni dopo che la giunta di Giancarlo Galan (Pdl) le aveva aumentate dal 2010: viene calcolata non sull’indennità del consigliere regionale, bensì sull’80 per cento di quella parlamentare. Oggi si va in pensione con 2.800 euro al mese nel caso di cinque anni di anzianità e si arriva a 6.500 euro con 16 anni: gli ex consiglieri veneti incassano di più, con lo zuccherino dell’assicurazione a loro carico (prima era pagata dal consiglio) e del taglio del pagamento delle esequie in caso di decesso.

In Emilia-Romagna, al contrario, hanno approvato con voto bipartisan l’abolizione del vitalizio dal 2015, su proposta del presidente del consiglio regionale Matteo Richetti (Pd), che gli è valsa il premio Forbici d’oro da due associazioni laziali anche per il taglio del 10 per cento delle indennità. Gli attuali 50 consiglieri, dunque, saranno gli ultimi a beneficiare del vitalizio, con percentuali tra le più basse d’Italia: il 20 per cento con una legislatura, il 35 con due, il 50 per cento con tre e oltre.

Un dato che cozza con quello della Calabria, dove il consigliere con tre legislature incassa l’80 per cento dello stipendio, record italiano. Non è un caso che lunedì 27 giugno il presidente dell’associazione degli ex consiglieri,  Stefano Priolo, sia volato a Roma appena apprese le intenzioni di Tremonti. Chi gli ha telefonato prima che si imbarcasse a Lamezia Terme lo ha sentito molto preoccupato.

IL TENTATIVO DI NICHI
La Puglia cresce. I consiglieri passarono da 50 a 60 nel 1995, superati i 4 milioni di abitanti. Dal 2005, con il nuovo statuto regionale sono 70, ma alle elezioni del 2010 otto esponenti del centrosinistra non eletti fecero ricorso chiedendo di considerare, anziché lo statuto, la legge elettorale che prevede un premio di maggioranza del 60 per cento: così sarebbero entrati in consiglio. In termini politici, il governatore Nichi Vendola avrebbe gradito 78 consiglieri per blindare la sua maggioranza. Ma poche settimane fa la Consulta ha abrogato l’articolo 10 della legge elettorale. Fine dei giochi.

I FONDI PER GLI STUDENTI COME BUONUSCITA
I pugliesi, comunque, non possono lamentarsi. Con 30 mesi da consigliere o assessore, e versando altrettanti contributi, si ha diritto al vitalizio a 60 anni. Inoltre, ogni anno in più di legislatura oltre i primi cinque dà diritto allo scivolo di un anno, per cui con due legislature si è pensionati a 55 anni. Non solo, l’anno scorso, per saldare le buonuscite agli ex assessori, il titolare del Bilancio fu costretto ad attingere 2,3 milioni dai fondi di riserva azzerando il capitolo dei libri di testo per gli studenti. Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna (Sel), afferma: «Stiamo lavorando alla riduzione dei consiglieri da 70 a 60 e a porre un limite agli assessori esterni».

IL CARO VITA? LO DECIDIAMO NOI
In Umbria si raggiunge il top. Da un lato è stata aumentata l’età pensionabile a 65 anni, dall’altro la rivalutazione dei vitalizi non è più legata all’Istat, bensì alle scelte dell’ufficio di presidenza che stabilisce arbitrariamente, paragonando il caro vita umbro a quello delle altre regioni, quanto va versato agli ex consiglieri. In Campania, invece, in otto anni i consiglieri regionali che godono di pensione sono passati da 168 con 10 milioni di spesa a 222 con 14,2 milioni in bilancio. Dopo 5 anni incassano 3.100 euro netti, dopo 10 anni 4.500 e dopo 16 anni 6.100, il massimo.

I CASI LIMITE
La Liguria versa i vitalizi anche agli ex presidenti della regione e agli ex assessori, da 1.900 a 3.950 euro netti. Fra i pensionati d’oro ci sono due estremi: da un lato Edmondo Ferrero, dc prima e ora pdl, in consiglio dal 1970 al 2000, pensionato anche come ex vicepresidente della fondazione Carige; dall’altro Roberto Levaggi (Pdl), ex assessore alla Sanità, 58 anni, che dal 2005 incassa 2.900 euro mensili.

Nel Lazio sono 10 gli ex presidenti della regione a godere del vitalizio. In realtà sono 13, ma Francesco Storace, Esterino Montino (che resse l’ente dopo le dimissioni di Piero Marrazzo) e Rodolfo Gigli sono consiglieri regionali e il vitalizio è sospeso. Anche nel Lazio non possono lamentarsi: pensione a 50 anni, decurtando l’assegno del 5 per cento per ogni anno di anticipo fino a 55 anni, quando la cifra torna piena. Ma i radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita continuano la loro lotta agli sprechi. E in Lombardia martedì 28 è stata approvata una mozione dell’Idv per l’abolizione del vitalizio dopo che il Pd aveva presentato un progetto di legge per sostituire il vitalizio con forme previdenziali e tagliare del 60 per cento l’indennità da consigliere.

PENSIONATI ECCELLENTI
Ce n’è per tutti. In Toscana la stilista Chiara Boni, ex assessore alla Comunicazione, e il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini. Nel Lazio l’ex governatore Piero Badaloni, corrispondente della Rai da Madrid, incassa la pensione dall’ottobre 2001. Altri ex eccellenti sono il socialista Paris Dell’Unto, dal 1994, e lo psichiatra Luigi Cancrini. In Lombardia si va dai 2 mila euro dell’ex presidente Piero Bassetti e del presidente della Federazione dei cavalieri del lavoro, Benito Benedini, ai 2.600 dell’ex leader del Sessantotto Mario Capanna. In Calabria l’ex direttore del Tg1 Nuccio Fava e l’ex presidente della regione Giuseppe Chiaravalloti, oggi vicepresidente dell’Autorità garante per la privacy.

PARCHEGGI E RICORSI AL TAR
Il Trentino-Alto Adige ha 70 consiglieri, esattamente come il Lazio. Due anni fa entrambe le regioni hanno eliminato il diritto alla pensione dopo 5 anni, riducendo il vitalizio per chi ha più legislature. Gli ex avevano anche due posti auto in pieno centro a Trento, tolti dopo una campagna dell’Adige. In Abruzzo una legge del 2010 ha innalzato l’età a 65 anni, riducendo inoltre dell’11,7 per cento i vitalizi. Ma una cinquantina di consiglieri prossima ai 55 anni protesta, ha presentato un’istanza e minaccia di rivolgersi al tar.

SOLE, ARANCINI E BENEFIT
E infine il regno siciliano. Per gli ex sono previste perfino somme per corsi di lingua e aggiornamenti politico-culturali (in tutto, rispettivamente, 42 mila e 450 mila euro). Quest’ultima compensava la perdita di benefit come telefonini, teatri, musei, stadio. Dal 2010 è limitata ai deputati non titolari di pensione, senza esagerare però: 74 deputati che già avevano quella somma continueranno a cumularla ai vitalizi. Fino al 2010, 14 privilegiati di tutti gli schieramenti (Calogero Mannino, Totò Cuffaro, Angelo Capodicasa, Nicola Cristaldi, Leoluca Orlando, Vladimiro Crisafulli, Giuseppe Firrarello, Salvo Fleres, Fabio Granata, Ugo Grimaldi, Dore Misuraca, Alessandro Pagano, Raffaele Stancanelli, Sebastiano Burgaretta Aparo e il presidente della Provincia di Messina anni Ricevuto) hanno cumulato le pensioni regionali con l’indennità di parlamentari, ma il consiglio di presidenza dell’Ars ha sospeso il doppio incasso e il tar ha respinto il ricorso di Fleres (Pdl).

Ne avevano pensata anche un’altra: se uno non viene rieletto e non ha diritto alla pensione? Magari merita un’indennità di reinserimento perché inabile al lavoro, come avrebbe accertato una commissione medica nominata dall’Ars. Purtroppo i giornali ne hanno scritto e pare che nessuno sia più improvvisamente inabile.

(hanno collaborato: Marco Cobianchi, Gianluca Ferraris, Donatella Marino, Riccardo Arena, Enzo Beretta, Antonio Calitri, Simone Di Meo, Emanuele Farina, Letizia Larici, Cristina Manetti, Fabio Melia, Daniele Pajar, Dario Pellizzari, Maria Pirro, Elena Porcelli, Canio Smaldone, Giorgio Sturlese Tosi)

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 4 Luglio 2011 alle 14:39 indigesto ha scritto:

E’ questa l’italietta dei Ras e dei Capotribù locali; politicanti che di politico hanno solo i voti delle loro clientele, spesso mafiose, da portare alle elezioni del parlamento centrale a suon di ricatti. Non è questo il modo di intendere una democrazia, arricchendo una specie di personaggi con “legittime” prebende e proteggendo i loro intrallazzi, ulteriore fonte dei loro arricchimenti.
Da qui le lotte spietate tra partiti e candidati lungo un’interminabile campagna elettorale che blocca qualsiasi iniziativa, se mai, tra i tanti, vi fosse ancora qualcuno disponibile a portarne avanti! E’ chimerico sperare in una moralizzazione del sistema, è solo probabile qualche ridicolo provvedimento di facciata. Solo una presa di coscienza del popolo potrebbe salvarci da tanto sfacelo; cosa purtroppo altrettanto chimerica!

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101