

Roberto Benigni prende in braccio Enrico Berlinguer segretario del Pci durante una manifestazione per la pace il 16 giugno 1983 (ANSA)
«La risposta è no». Pier Luigi Bersani giovedì scorso era stato lapidario rispondendo a un cronista del Messaggero che gli chiedeva se ci fosse una questione morale nel Pd, dopo l’arresto di un suo ex braccio destro, Franco Pronzato, coordinatore nazionale del trasporto aereo per il partito e contemporaneamente consigliere d’amministrazione dell’Enac. Concetto ribadito ieri dal senatore Nicola La Torre: «Non c’è alcuna questione morale».
La classe dirigente del Pd insomma non risponde alle critiche piovute da più parti in questi giorni. Da Gad Lerner («Il verticismo dei “nominati” e l’affarismo dei lottizzati sono degenerazioni che si tengono l’una con l’altra») a Gerardo D’Ambrosio, ex capo della procura di Milano ai tempi di Tangentopoli e senatore del Pd («La questione morale c’è. I vertici si rileggano Berlinguer»), fino al maitre à penser del Fatto Quotidiano, Paolo Flores d’Arcais: «La questione morale è diventata per il Pd un problema, a causa della corruzione che investe le seconde e terze file delle sue gerarchie. Una questione morale grande come una casa che la nomenklatura di partito nega, ma anche la base rimuove».
Lerner chiede al Pd di correggersi e di dare il buon esempio. D’Arcais e D’Ambrosio vanno oltre e chiedono di tornare ai tempi in cui appunto la questione morale costituiva «l’architrave della diversità rispetto alla partitocrazia imperante». Diversità. Una parola chiave per capire un certo pensiero dominante (da sempre) nella sinistra. Diversi ieri dal penta partito (Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli), diversi oggi dal centrodestra (PdL e Lega). Per questo d’Arcais rimprovera agli eredi del Pci - Massimo D’Alema prima di tutti, che oggi su Il Fatto Quotidiano spiega che parlare di “suoi fedelissimi” inquisiti (come il senatore Alberto Tedesco o l’onorevole Cesare De Piccoli) sarebbe diffamatorio - di aver tradito la lezione di Berlinguer:
«Anziché dare profondità politica alla “rivoluzione della legalità” che l’azione giudiziaria contro Tangentopoli scoperchiava come improcrastinabile, alcuni personaggi ai vertici del partito, tra una “gioiosa macchina da guerra” e un inciucio bicamerale, pensarono bene di inalberare il vessillo del “primato della politica”, guardando con malcelata ostilità alla doverosa azione dei magistrati, e finirono per intralciarla sempre più apertamente, votando infinite leggi bipartisan contro la giustizia, in amorosi sensi col berlusconismo».
Perché i puri non dialogano con l’avversario; tanto meno trovano possibili intese in nome dell’interesse nazionale. Con il diverso, infatti, non ci si mischia a priori. Il problema allora non è quello giudiziario, che riguarda alcuni, ma culturale. Difficile, infatti, fare i conti con la realtà, quando si sono passati anni a tracciare distinguo: di là i ladri, di qua (ossia a sinistra) gli onesti; di là il conflitto di interessi, di qua la trasparenza; di là politici affaristi, di qua amministratori responsabili. Poi, però, una mattina spunta il Pronzato di turno. E si scopre che l’innocenza non era che il ricordo di un sogno sbiadito.
- Venerdì 8 Luglio 2011
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Commenti
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Il 8 Luglio 2011 alle 10:57 Il Berlinguer della questione morale agita i sonni di Bersani | Notizie Più ha scritto:
[...] here: Il Berlinguer della questione morale agita i sonni di Bersani Segnala presso: Articoli CorrelatiL’ultima di Micromega? L’antropologia dei [...]
Il 8 Luglio 2011 alle 11:55 indigesto ha scritto:
Le “questioni morali” non possono che far sorridere! Quella di Berliguer fu prodromica a tangentopoli, già da allora covata ma scatenata qualche anno dopo contro i partiti di governo, a cui il PCI comunque si era consociato. Oggi si vorrebbe uno schieramento di sinistra costituito da francescani. Ma via! finiamola con queste idiozie! Se ci si potesse astrarre dalla natura umana tornerebbe facile realizzare tutte le “utopie”, a cui ancora fanno riferimento (e bisogna vedere quanto in buonafede) i ritardati politici che s’indignano.
Quando compaiono devianze, ovunque compaiano, è bene che intervenga la giustizia. Battersi il petto è semplicemente da ipocriti!
Il 27 Luglio 2011 alle 11:58 L’ossimoro del centrosinistra: “Siamo diversi ma uguali” | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] quotidiano di Travaglio (e non solo) lo incalza sulla questione morale. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, decide di prendere carta e penna per scrivere al [...]
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