Porno anch’io, l’hardcore della porta accanto


Vittoria Risi: dal set di Moana alla Biennale

Vittoria Risi: dal set di Moana alla Biennale

di Antonella Piperno

Il copriletto azzurro un po’ stinto, la biancheria intima da grande magazzino, una frasetta trita sussurrata al partner: «Così mi fai venire subito». Eccoli gli ingredienti del film porno amatoriale. È venuta a saperlo mia madre, che tanti guai ha appena provocato ad Alice Rosi, 25 anni, segretaria del circolo pd di San Miniato, nel Pisano: politicamente impegnata nella vita ufficiale, sfrenata davanti alle telecamere in quella privata. Era stata lei, «curiosa e libera sessualmente», racconta il pornoattore Alex Magni, a proporsi a febbraio per il filmino: «Ha aiutato persino a trovare il set». Poi, pentita, «ha chiesto di bloccare il film a pochi giorni dall’uscita» chiarisce Gerardo Spagnesi, a capo della produzione centoXcento. Niente da fare, c’era la sua firma sulla liberatoria.

Ragazza sfortunata, visto che nonostante la mascherina è stata riconosciuta con notevole scandalo, tale da farle decidere di lasciare i suoi incarichi politici. Ma Alice non è sola: il porno amatoriale coinvolge un esercito di italiani che si mettono in mostra sui set ma anche nei meno impegnativi video internettiani. Casalinghe, impiegati, professionisti: tutti impegnati a postare le loro performance sui vari siti specializzati in «free porn», l’hard gratuito sia per chi fruisce che per chi fornisce. Spopola anche pornotube-italia. com, dove la sezione amatoriale (sottotitolo «coppiette che scopano e tanto altro») è la più nutrita: 142 video contro i 45 relativi al sesso anale e ai 23 di quello orale. E, a dimostrare che più del denaro conta la smania di esibirsi, pure le camgirl che guadagnano da 0,80 a 1,50 euro al minuto spogliandosi davanti alla webcam nei vari camgirls .com e ragazzeinvendita .com ormai sono più dei clienti. E non sono più neanche tanto giovani: le studentesse ormai sono schiacciate da donne più mature che si esibiscono, avvertono sul sito, dalle 21 alle 24, dopo la professione ufficiale. Come la maestra 36enne dal viso acqua e sapone che si fa chiamare Piper75: i suoi amici non sanno della sua presenza online. Racconta di farlo sì per soldi, ma anche perché si eccita «a guardare il pene di chi la contatta».

Un’offerta inarrestabile che ha messo all’angolo il porno professionale. Prima negli Usa, dove per colpa di pirateria e download gratuiti la vendita e il noleggio dei dvd che fino a quattro anni fa rendevano 4,28 miliardi di dollari adesso non arrivano neanche a 3. E ora anche in Italia, dove gli utenti di pornografia online, secondo un’analisi Nielsen riportata su Babilonia, viaggio nell’Italia del sesso (Piemme) dal giornalista Carmelo Abbate di Panorama, sono oltre 7 milioni: il 71 per cento maschi, il 29 donne, tutta gente che ha smesso di comprare gli obsoleti dvd. «Non c’è più un ritorno economico né di popolarità» si lamenta la pornostar di lungo corso Franco Trentalance, costretto a diversificare con i reality e i libri. Anche il re del settore Riccardo Schicchi, pigmalione di Moana Pozzi, si arrende: «L’industria del porno non esiste più, ormai domina il fai-da-te, siamo davanti a una rivoluzione». Lui si sta adeguando con spettacoli live e casting di neofiti che aspirano al porno amatoriale. Prossimo appuntamento il 15 luglio allo strip bar romano Viva Las Vegas.

Schicchi si aspetta centinaia di provinanti, di tutte le età. Perché il declino dell’hard professionistico non è legato soltanto alla concorrenza sul web ma anche a una richiesta di realismo erotico. Tant’è che anche a Sky, che con i film a luci rosse incassa 1 milione di euro a settimana, il genere più richiesto è l’«hot amateur», l’hard casereccio. Ormai i produttori che resistono sono quelli che garantiscono l’italianità del prodotto, come Geomedia, Fm video e CentoXcento: la società che ha prodotto il filmino della Rosi è circondata da bandierine tricolori che garantiscono l’autarchicità del prodotto e soprattutto quella dei dialoghi, più eccitanti del dirty talk estero. Anche Gilda Pedone, ex pornostar ora diventata una piccola Rupert Murdoch dell’amatoriale, punta sul local: i suoi siti Gildaporno. com, Ilpelonelluovo. net e Autoscattiporno. com garantiscono prodotti veraci. E il suo Videopornocasting. com è presentato come «il primo sito di produzione con attori italiani amatoriali». Ai quali chiede, insieme alla liberatoria, di portare il test hiv e il sapone. Ha messo on line anche il promo di La cavia umana, addirittura il primo Bsdm (bondage sadomaso) in romanesco. Osserva Federico Ferrazza, autore di Personal porno (Fazi editore): «Il mercato ha risentito dell’effetto reality, gli spettatori preferiscono eccitarsi con nudi nostrani nei quali possono rispecchiarsi piuttosto che con quelli delle pornostar internazionali con la sesta di seno confezionata dal chirurgo». Non per niente il genere che tira di più ora è quello delle «milf» (acronimo di «mother I love fuck») over 40, meglio se cellulitiche. Parola di Spagnesi: la sua centoXcento tra gli 850 film prodotti in 12 anni ha consegnato alla storia cinematografica pietre miliari come La signora ha fatto il pieno, e Troie in carriera. Per il genere «milf» adesso ha in catalogo Amiche di letto nella cui locandina campeggiano una cinquantenne sfatta in reggicalze e una ragazza intenta a trastullarla.

All’insegna delle tardone è pure il Milf erotic party, l’8 luglio al castello resort di Fiano Romano, sede della
Federsex nonché privé di superlusso. È anche location di film amatoriali, come Lecca lecca che verrà presentato proprio al castello il 15 luglio. Protagoniste due ragazze romane al loro debutto, una impiegata in uno studio commercialista, l’altra studentessa di giurisprudenza. «Sono attratte da questo mondo e vogliono sperimentarsi» spiega il presidente di Federsex Augusto Pistilli. Reperire improvvisate pornostar non è per niente difficile visto che, solo alla CentoXcento, ogni mese si fanno avanti dieci aspiranti, dai 18 ai 70 anni, avvocati, commercialisti e guardie giurate. Molti in arrivo dalla provincia, dove noia, moralismo e l’obbligo delle messe domenicali spingono alla trasgressione. Non è un caso che siano ambientate soprattutto nei piccoli centri le storie più clamorose finite nelle cronache: dalle pornostudentesse di Perugia dei primi anni Novanta alla casalinga annoiata di Sermide (Mantova) moglie di un ignaro operaio turnista e alla pornoprofessoressa di San Vito al Tagliamento (Pordenone) pescata senza veli in rete dai suoi studenti nel 2002, fino, appunto, alla ragazza di San Miniato e alle pornostar che dicono di avere studiato dalle suore.

Solo pochi optano però per scelte definitive. A parte un piccolo rimborso spese, non si guadagna neanche un euro. Ma allora, considerando che è gratuita anche la cessione delle acrobazie ai vari Youporn, vale davvero così la pena esporsi? «È un comportamento della personalità esibizionista ma anche di quella inibita, che utilizza i filmini proprio per liberarsi» analizza il sessuologo Emmanuele A. Jannini «e poi bisogna ricordare che l’esibizionismo è insito nella nostra natura animale. Ci reprimiamo per questioni culturali, ed è proprio la proibizione che genera la trasgressione. E poi l’occasione fa l’uomo ladro, quando non esistevano i cellulari con la telecamera il fenomeno non esisteva». Jannini non ci vede niente di male, sempre che non si cada nel patologico. Riconoscibile quando «filmarsi diventa l’unica pratica sessuale» e quando «genera stress».

Pare che non siano affatto stressati i neofiti del porno che sui set allestiti spesso in casa loro, tra lavatrici e divani vissuti, in due ore danno vita al filmino. Per sopperire alle defaillance erettive sul set c’è sempre anche l’attore professionista Alex Magni, una sicurezza. Continua Spagnesi: «I neoattori si eccitano, si divertono e si ripropongono. Un avvocato ne ha girati dieci». Pochi quelli che richiedono la mascherina per non farsi riconoscere. E pochi anche quelli che, esaurita la trance erotica, ci ripensano chiedendo di bloccare il film. Oltre all’ex segretaria del circolo pd, si è pentita pure una facoltosa 68enne di Ischia, una volta risalita sul traghetto che la riportava nella realtà. Niente da fare neanche per lei.

Commenti

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Il 24 Luglio 2011 alle 11:20 grabmaler ha scritto:

il porno amatoriale é SEMPLICEMENTE spaventoso! ci sono fidanzati e coniugi ignari, traditi e umiliati, ci sono storie che rovinano la loro vita dalla sera alla mattina…., nessuno sembra comprendere la gravità di questo fenomeno, solo i religiosi ne parlano ogni tanto nelle loro prediche al “popolo di Dio”…., conosco persone che hanno subito questa VERGOGNOSA ingiuria e non la dimenticheranno più…., è l’industria disumana dello sfruttamento, del sesso selvaggio e mercenario e della violazione di ogni morale in nome del piacere che DEGRADA il corpo e mortifica i sentimenti! GRABMALER

Il 12 Dicembre 2011 alle 21:17 ojoblog ha scritto:

http://www.ojoblog.it/2011/12/.....-eyeworks/

Il 21 Gennaio 2012 alle 1:27 koog2003 ha scritto:

ma fatti una vita maledetta bigotta va va .. e’ la gente come te che vivendo con il paraocchi ed avendo paura di tutto quello che e’ leggermente diverso dalla comune banalità’ e noia della tua vita rovina questo paese e ruba la libertà’ di espressione alla gente !

Il 7 Febbraio 2012 alle 16:17 aadri69 ha scritto:

Salve. Qualcuno conosce il titolo del film in cui compare la signora di Ischia?
Grazie

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