Biotestamento: sapete cos’è una Dat?

Una veduta di Montecitorio (Brambatti/Ansa)

Una veduta di Montecitorio (Brambatti/Ansa)

La Camera ieri ha approvato il ddl sul biotestamento. Un sì che arriva dopo più di due anni da quello del Senato, dove il testo dovrà tornare per l’approvazione definitiva. Insomma, non è finita ancora. E c’è spazio ancora per le polemiche.

Che, considerato il tema delicatissimo ed eticamente sensibile, sono più che legittime. Tuttavia una prima riflessione nasce proprio dalla tempistica: possibile che per varare una legge si impieghi più di due anni? Certo, difficile è anche trovare la quadra tra le istanze dei laici e quelle dei cattolici, il cui peso nel ddl in questione è fuori discussione. Infatti, è passato alla Camera con un’ampia maggioranza 278 sì contro 205 no. Segno che sui temi etici gran parte del PdL e l’UdC votano all’unisono. Senza contare i 14 astenuti del Pd (immaginiamo cattolici), che comunque non avrebbero migliorato le cose per chi si oppone a questo disegno di legge.

Ma il fatto è che sono passati troppi mesi, anzi anni, dal primo sì al Senato, e manca ancora il secondo passaggio a Palazzo Madama, tanto per capire come possa essere tortuoso, a volte, l’iter legislativo italiano. E il vuoto normativo ha dato adito in questo tempo alle più diverse interpretazioni dei giudici, costretti a decidere di volta in volta cosa si potesse fare e cosa no negli ospedali. «Questa legge rappresenta la riaffermazione del primato del Parlamento rispetto ai provvedimenti creativi dell’ordine giudiziario» , ha detto il ministro del Welfare Sacconi, tra i sostenitori più convinti di questo disegno di legge.

Ma oltre all’aspetto procedurale, c’è poi anche quello nel merito. E qui, a prescindere da come la si pensi (a favore o contro il ddl), è indubbio che si sia finiti a spaccare il capello su definizioni e termini talmente tecnici che non aiutano certo i cittadini a focalizzare un tema già di per sé di difficile comprensione. Sapete, per esempio, cosa sono le Dat sui cui si accapigliano politici e opinionisti vari? Sono le dichiarazioni anticipate di trattamento, altro modo per nominare il biotestamento (il ddl in realtà ha infatti il seguente titolo: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento). Stando alla nuova versione della legge, che non è rivolta solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche ai malati terminali, la Dat (ossia il biotestamento) sarà valida solo se un collegio di medici avrà accertato nel paziente l’assenza di «attività cerebrale integrativa cortico - sottocorticale»; definizione quest’ultima non solo incomprensibile ai più, ma persino non accettata da tutta la comunità scientifica.

Inoltre, gli emendamenti approvati ieri vanno a rafforzare il ruolo del medico, che già non era vincolato a rispettare le volontà del paziente. Quest’ultimo, infatti, non potrà più contare sul ricorso a un collegio di medici per risolvere le eventuali controversie con il fiduciario da lui nominato né ricorrere eventualmente al giudice tutelare qualora mancasse questa figura. L’idratazione e alimentazione artificiali, inoltre, non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento e potranno essere interrotte solo in casi limite: per i malati terminali e quando non sono più efficaci. Insomma, scritta così, la legge svuota completamente le possibilità che potevano essere concesse ai pazienti di decidere se sottoporsi o no a trattamenti artificiali per restare in vita, anche quando si è colpiti da danni irreversibili. A questo punto sarebbe stato più semplice scrivere una norma che vietasse qualsiasi forma di eutanasia passiva (espressione che chissà perché tutti evitano di utilizzare), piuttosto che abbandonarsi a bizantismi di vario tipo.

Commenti

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Il 14 Luglio 2011 alle 16:14 nicksergio ha scritto:

immondo provvedimento legislativo,che non entrerà mai in vigore perchè anticostituzionale(in caso contrario ci costringerete ad un ennesimo referendum abrogativo)il parlamento non ha voluto capire che l’unico soggetto abilitato a prendere decisioni non è il medico ma l’ammalato:eppure è un concetto facile facile,persino i nostri politici potrebbero arrivarci…

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