Cari politici, attenti all’ira dei moderati

Il discorso di Craxi alla Camera il 29 aprile 1993 (Ansa - archivio)

Il discorso di Craxi alla Camera il 29 aprile 1993 (Ansa - archivio)

Possibile che la classe dirigente nata dalle ceneri della Prima Repubblica rischi di fare la fine di quella protagonista degli anni di Tangentopoli? Per alcuni osservatori non è affatto un’ipotesi da scartare. E le probabilità di un nuovo cambio di regime, in senso politico, sono assai alte.

E se a lanciare l’allarme è la stampa cattolica, espressione di un sentiment diffuso in una parte dell’elettorato moderato, allora c’è di che preoccuparsi. Anche se nel Palazzo, ultimamente, pare facciano finta di niente. Famiglia Cristiana (molto critica nei confronti del governo in questa legislatura) nell’ultimo numero definisce la manovra sui conti pubblici, approvata in tempi da record la scorsa settimana per evitare ulteriori speculazioni sui bond italiani, un «miracolo a metà» con un risvolto «iniquo e vergognoso, che dà la misura della pochezza di questa classe politica. Si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, ma la politica non ci rimette un solo euro. L’amara medicina è solo per il Paese, non per il Palazzo».

E pochi giorni prima un editorialista cattolico da sempre vicino al centrodestra, come Antonio Socci, dalle colonne del quotidiano Libero sottolineava come il clima di oggi ricordi «moltissimo quello che si avvertiva nel 1992» quando «fu la rabbia del ceto medio» a fare «da detonatore facendo saltare per aria la classe politica della Prima Repubblica». Del resto, le argomentazioni di Socci sono le stesse del settimanale dei paolini: chi non assume in prima persona lo stesso fardello dei cittadini (una manovra che in 4 anni doveva esser di 40 miliardi e che nel giro di dieci giorni è raddoppiata), non ha nessuna credibilità, visto che i tagli ai costi abnormi della politica sono in realtà lievi o addirittura rimandati. E la bozza di Calderoli per dimezzare il numero di parlamentari non servirà come palliativo: i cittadini sono stanchi. Troppe volte i tagli alla Casta sono stati promessi e mai mantenuti. Senza contare le troppe inchieste della magistratura (amplificate dalla stampa, anche se non di rado finiscono in una bolla di sapone) che vedono coinvolti i parlamentari italiani, da destra a sinistra, dalla P4 a Tedesco, passando per Papa, Romano e Milanese, e che certo non aiutano a migliorare l’immagine di una classe dirigente sempre più lontana dai cittadini (o almeno così appare in questi mesi).

Insomma, come scrive esplicitamente Socci, e lascia intendere anche Famiglia Cristiana, tira una brutta aria: la stessa di 19 anni fa. Quando l’Italia era sull’orlo del crac e un’intera classe dirigente venne travolta dallo scandalo del finanziamento illecito ai partiti. La stessa che nel biennio 1992 -1993 salvò il paese dal baratro, con manovre anche allora definite lacrime e sangue (basti pensare a quella di Amato e di Ciampi). Come è andata a finire poi, lo sappiamo tutti.

Commenti

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Il 20 Luglio 2011 alle 12:16 Cari politici, attenti all’ira dei moderati | Notizie Più ha scritto:

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Il 20 Luglio 2011 alle 13:44 indigesto ha scritto:

Si, magari finirà a schifio, come dicono i siciliani, ma poi tutto riprenderà daccapo!
E’ il nostro sistema, egregio massimo morici, che non va: non la democrazia, se interpretata bene. E’ la classe politica, e di per essa i partiti, che si è dilatata a dismisura per dare spazio ai portatori di voti, mafiosi e non.
La Costituzione, fatta in un periodo in cui si sentiva fame di partecipazione, è troppo blanda con i partiti, che andrebbero disciplinati e sorvegliati secondo regole ferree da un Organo appositamente istituito, magari europeo. Del resto le lotte nell’ambito dei partiti per raggiungere nomine e candidature, dove di norma non affiorano i migliori, nonchè la lotta senza quartiere tra i partiti e gli stessi schieramenti, sono un prezioso indicatore di quanto il potere sia ambito. E non mi si venga a parlare di passione. Passione si, ma per il danaro, comunque ottenuto!

Il 20 Luglio 2011 alle 16:13 vico2006 ha scritto:

Per fare le riforme, urgenti ed indispensabili,occorre la massima coesione ed uniformità di intenti tra i membri della maggioranza.-Non lo puoi fare togliendo poltrone e prebende e benefit ormai radicati da decenni-.
Dopo le riforme,tempo permettendo a disposizione di questa legislatura,grande pulizia da spese inutili sulla politica e non solo.Questo dovrebbe essere il primo programma di governo. Purtroppo,non andrà così,-troppo semplice,troppo logico.

Il 20 Luglio 2011 alle 18:14 thanatos ha scritto:

La proposta di Calderoli è piuttosto buona sopratutto per la diminuzione degli onorevoli a vari livelli,per lo stipendio commisurato al rendimento e maggiori poteri al premier.Sarebbe stata migliore se avesse aggiunto che questi onorevoli pagassero a prezzo di mercato il pranzo,il barbiere e colazioni varie oltre naturalmente al ridimensionameno delle pensioni,dei viaggi aerei,delle auto blu e cosette del genere.

Il 20 Luglio 2011 alle 18:24 thanatos ha scritto:

Aggiungo che non credo che tutte queste riforme,anche se indispensabili ed estremamente gradite dai cittadini ,vedranno mai realizzate.Probabilmente vedremo una manifestazione di onorevoli con striscioni del tipo “Giù le mani dai nostri portafogli ” .Magari con il supporto dei Centri sociali e dei no global.

Il 20 Luglio 2011 alle 18:54 pv21 ha scritto:

MEGLIO di PEGGIO >

Già a fine 2009 Berlusconi affermò che eravamo usciti dalla crisi “meglio di altri”. Ancora oggi il Premier ed i suoi Ministri ripetono che “il paese è ricco” e che la situazione è “meglio di quella di altri paesi”. Dalla disoccupazione al tenore di vita, dall’economia alla tenuta dei conti pubblici.

Eppure 1 giovane su 3 è senza occupazione, la spesa alimentare è calata del 3% in un anno ed il tasso di crescita è metà della media europea.
La Borsa è regredita sui valori minimi del 2009 e nei primi 5 mesi del 2011 il Debito pubblico è aumentato di 54 miliardi sfiorando quota 1900.

Ecco allora una manovra blindata per “AGGIUSTARE” i conti e pareggiare il bilancio 2014.
Fonti autorevoli fanno però osservare che senza la crescita gli “aggiustamenti” non finiranno mai.
Un Pil che cresce dell’1% non può “tenere il passo” di inflazione ed interessi in aumento del 3%.
Moltiplicare “tagli” ed imposte rischia di deprimere ancor più l’economia.

Certi slogans “consolatori” reggono solo nel teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

Il 21 Luglio 2011 alle 11:06 nicksergio ha scritto:

manovra improvvisata,con la calcolatrice in una mano ed il cellulare nell’altra(per ricevere gli stop dalle varie lobbies…)i costi della politica in italia sono i più alti del mondo,così come i privilegi..aspettarsi che questa classe politica,la peggiore dai tempi della repubblica,possa emendarsi e autoridursi stipendi e prebende è fantascienza …se la popolazione si stufasse finiremmo a P. Loreto..la speranza è l’ultima a morire

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