Il vero vincitore della giornata di ieri, segnata dal sì all’arresto del pidiellino Papa alla Camera, mentre il Senato votava no a quello del piddino Tedesco, è stato Roberto Maroni (Lega). E’ passata la sua linea a Montecitorio, dove il ministro questa volta si è seduto tra i banchi dei suoi deputati, vigilando sull’ultimo atto della sua strategia. Ieri, poi, Bossi non c’era in aula.
Un’assenza che ha alimentato più di un sospetto nel PdL: nel Carroccio comanda ancora il Senatùr, che aveva dato garanzie su Papa a Berlusconi pochi giorni fa? O forse Bossi ha preferito mandare avanti Maroni per dare un segnale agli alleati nella maggioranza? Il risultato, comunque, è stato quello di misurare il peso di Maroni a Montecitorio. Che secondo l’ex premier D’Alema varrebbe una trentina di voti. Un luogotenente, anonimo, del ministro invece si è tenuto più largo: 43 voti su 56. Per il no, infatti, spingeva il capogruppo Marco Reguzzoni, che però dalla sua aveva solo una dozzina di leghisti; e alla fine ha cambiato idea.
Un altro maronita (come vengono chiamati in Transatlantico i seguaci del ministro) ha aggiunto, parlando con un’agenzia, che ieri «la Lega ha definitivamente sterzato», assicurando che lo strappo finale ci sarà: a settembre, al massimo a ottobre, quando «cambierà tutto». Come? Lo spiegano i leghisti vicini al ministro: l’obiettivo, dicono, non è il governo tecnico, ma un governo di centrodestra con Alfano premier, e Maroni ovviamente vice, sostenuto da una maggioranza ancora più solida di quella attuale, grazie al rientro di Fli e all’ingresso dell’Udc.
Fantapolitica? Forse no. Ieri Maroni, che invece di starsene tra i banchi del governo, si aggirava tra quelli dei deputati, è stato visto parlare prima con Massimo D’Alema, poi con Italo Bocchino e, per interposta persona, con Pier Ferdinando Casini. Ma per raggiungere il suo obiettivo il ministro dell’Interno deve superare altri due ostacoli. Prima deve sostituire il capogruppo Reguzzoni (considerato troppo filo berlusconiano) con Giacomo Stucchi, il nome dato in pole position. Poi deve convincere il Cavaliere a fare un passo indietro. Ce la farà? I seguaci di Maroni assicurano che da qui a due mesi «qualcosa si trova». Intanto, oggi le camicie verdi (in prima fila il viceministro Roberto Castelli, che comunque ieri a In Onda di La7 ha assicurato che la Lega rimane un «fedele alleato di Berlusconi») non voteranno il decreto di rifinanziamento delle missioni. La guerriglia interna alla maggioranza è iniziata.
- Giovedì 21 Luglio 2011

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Commenti
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Il 21 Luglio 2011 alle 16:26 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Le ali della Libertà: i Comunisti con dna antitaliano e poco Patrioti nei fatti.
Da ieri siamo ufficialmente sotto una “dittatura dei Giudici” e che ne dici Napolitano col suo monito oltre ad essere tardivo, visto che nei fatti lascia ad un’esponente dell’Udc a capo del Csm con a capo Casini-sta e Cesa voltagabbana nulla a che fare con l’ex Dc: parlano da Cristiani, ma si comportano da Giustizialisti, s’è comportano peggio dei Tribunali d’Est, mentre la Chiesa con l’aiutino a De Magistris a Napoli, e un Comunista a Milano ha perso la strada di chiamarsi Cattolica, ora Napoli è nella m**da, Milano a breve pagheranno il conto salato e la Libertà rimane per i furbetti di Botteghe Oscuro che il segugio perse l’olfatto dei miliardi di tangenti davanti all’ascensore. Assistiamo che per i magistrati, la Sinistra non applicabile il reato “ Non potevano non sapere” però che strano assolvono Tedesco e non Papà? La verità? La Sinistra ha le “Mani Pulite” salvo che fanno Pena-ti, perciò non si accettano previsione il piano è stato deciso in Tangentopoli: oggi per “ rovesciare l’Italia come un calzino ” distruggono la Democrazia conquistato col sangue di nostri padri! Io sono sicuro che Sandro Pertini, Bettino Craxi ed Alcide De Gasperi si rivolteranno dalla tomba!Grazie disonorevoli Comunisti, sono chi hanno spezzato le ali della Libertà della Repubblica non più Democratica.
Il 21 Luglio 2011 alle 19:59 indigesto ha scritto:
Tra i Bossi ed i Maroni che caratterizzano la Lega finirà che il popolo diverdedipinto, che già ci capisce poco, non ci capirà più niente. Bisognerà in ogni caso vedere cosa ne pensano all’estero, soprattutto quelle potenze che fanno e disfano stati a loro piacimento.
Il 21 Luglio 2011 alle 23:08 pasalaam ha scritto:
Personalmente penso che Tremonti sia un pallone gonfiato, poco competente, borioso e meschino. Maroni é invece un fallito. Come ministro dell’interno fà pena
Cretino come pochi, ha lasciato che spiassero il suo presidente del consiglio durante dieci mesi, cosa mai vista in un Paese civile. Potrebbe dire che non sapeva e allora sarebbe più cratino di quello che sembra, potrebbe dire che ha lasciato fare ed allora sarebbe il traditore che sembra.
Incapace come pochi, non ha migliorato la sicurezza degli italiani e tutto quello che ha saputo fare contro i clandestini é stato di piagnucolere.
Non si faccia illusioni, brilla di luce riflessa, senza Berlusconi finirà sindaco di un comune della bergamasca. È un incarico perfettamente adatto al suo livello intellettuale.
Il 24 Luglio 2011 alle 19:25 pv21 ha scritto:
RIBALTA >
Con il “suo” federalismo leghista BOSSI prometteva più soldi in tasca al popolo padano.
Con il suo contratto del 2001 BERLUSCONI prometteva di ridurre le tasse (22 e 33%).
Il federalismo “votato” ha prodotto l’aumento di imposte e addizionali locali e del costo dei servizi sociali.
La manovra appena “votata” produrrà tagli alle agevolazioni fiscali delle famiglie, ivi compresa la prima casa.
BERLUSCONI ripete che stiamo “meglio di altri” e che “gli italiani sono benestanti”. BOSSI se la prende con la missione in Libia e con l’adozione dello euro. Intanto inaugura a Monza gli uffici di futura rappresentanza di 3-4 Ministeri.
Fino a quando riusciranno a “distrarre” i cittadini dal presentare il conto?
Senza rilanciare la crescita intervenire con tagli e tasse porta a deprimere l’economia ed a ricorrere a nuovi “aggiustamenti” di bilancio.
Direbbero allora i latini, come piace a Tremonti, “simul stabunt, simul cadent” (insieme stanno e insieme cadranno).
La storia ci insegna che la FEBBRE DEL TRIBUNO non rinuncia mai ai propri interessi fino a …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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