Napolitano e il protagonismo delle toghe

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine dell'incontro saluta i Magistrati ordinari in tirocinio (Ansa/Paolo Giandotti - ufficio stampa Quirinale)

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine dell'incontro saluta i Magistrati ordinari in tirocinio (Ansa/Paolo Giandotti - ufficio stampa Quirinale)

C’è un passaggio del discorso tenuto ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai magistrati tirocinanti che mette il dito nella piaga dei rapporti tra politica e magistratura. Un’anomalia che ha segnato, tra le altre, la Seconda Repubblica sin dalla nascita. Vale la pena riportarlo per intero:

«Fin dal 2007 ho invitato i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti “esposizioni mediatiche”, a non sentirsi investiti di “improprie ed esorbitanti missioni”, a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialità dei singoli, dell’ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale. L’affermazione e il riconoscimento del ruolo dei magistrati non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone (…) Vanno perciò evitate condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura. Ciò accade ad esempio, quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza, riserbo e sobrietà».

Il capo dello Stato non ha citato casi particolari, come impone l’imparzialità del suo ruolo. Eppure dalle sue parole si possono cogliere alcuni riferimenti alla situazione politica odierna. Perché quando Napolitano ha invitato i giudici a «non cedere a fuorvianti “esposizioni mediatiche”» è difficile non pensare al procuratore aggiunto di Palermo Antonino Ingroia, che giusto lo scorso mese ha partecipato alla manifestazione Tutti in piedi! per i 110 anni della Fiom, assieme a Dandini, Santoro & Co.; e ricordando ai giovani giudici di non alimentare in futuro uno «sterile scontro tra politica e magistratura», quando «il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività», forse il capo dello Stato si riferiva proprio alla recente nomina ad assessore alla Trasparenza e sicurezza del Comune di  Napoli del pm Giuseppe Narducci, il magistrato che aveva condotto indagini sui “rivali” del neosindaco dell’IdV Luigi De Magistris (guarda caso un ex pm).

INGROIA SUL PALCO DELLA FESTA PER I 110 ANNI DELLA FIOM

Commenti

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Il 22 Luglio 2011 alle 12:59 nhico ha scritto:

Da buon napoletano, il presidente ha fatto la sua brava sceneggiata. Le sue sono parole senza peso. Peggio, sono pronunciate dal palcoscenico della vanagloria. Ipocrisia pura. Quasi un sotterraneo incoraggiamento ai pm alla Woodcock. Perché non è dal pulpito quirinalizio che il capo del Csm deve fare le sue prediche alla magistratura, ma le sue disposizioni presidenziali, come capo dello stato e dei magistrati, le deve imporre dallo scranno più alto di quell’organo di autogoverno. Parlare a nuora, perché suocera intenda, è soltanto lo sfoggio di un cattivo esempio. E se poi si vuole affondare il coltello nella piaga, se è fin dal 2007 che invita «i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti “esposizioni mediatiche”, a non sentirsi investiti di “improprie ed esorbitanti missioni”, a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialità dei singoli, dell’ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale», ma i magistrati continuano a farlo, con sempre più protagonismo ed esposizione mediatica (pm Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto di Palermo, docet), seguitare a dire le stesse cose, sapendo di continuare ad essere inascoltato significa mortificare la sua funzione. Mentre il mondo ci sta a guardare e i magistrati tirocinanti cominciano ad apprendere che tutto sarà loro permesso. Magari mentre le parole continueranno a volare.

Il 22 Luglio 2011 alle 16:47 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

Napolitano? Senti parla di Libertà il D’Ambrosio…
Cosa pretendere da un vecchio Comunista che alzò le spalle all’Ungheria, quando i carri armati okkupavano il Paese?
Adesso il Gip gli nega i diritti da Parlamentare, ma questi signori chi li ha eletti pappagone?Vi sembrano”uomini”chi nega la Libertà d’espressione e di Parola?Dove sono quei”signori”che con la FiNSIone che scesero in piazza per paura di museruole di Berlusconi: ecco di quale Democrazia si nutrono tutta l’opposizione, compreso il digiunatore di professione che piace eleggere terroristi con la scusa che proviene dalla porta di Caino fregandosi di Abele!Che cosa dire,di un magna pane e cicorie di Rutelli che straparla, ma incassa 6,5 mln di Spese Elettorali per un partitino?

Il 22 Luglio 2011 alle 23:55 bruno1946 ha scritto:

Togliatti nel 1946 promulgo’ l’amnistia perche’ aveva paura dei magistrati ereditati dal fascismo, poi la sinistra coltivo’ i nuovi magistrati fin dall’universita’ con il voto politico altrimenti la maggior parte non sarebbero arrivati alla laurea.
Poi bastava e basta essere simpatizzante di sinistra per avere la carriera garantita, come nei regimi comunisti.

Adesso Napolitano viene a piagnuccolare che certi magistrati sono tutto furoche’ tali, ma allora chi e’ il capo della magistratura e cosa fa per riportare la magistratura nello spirito della legge? NIENTE!

Il presidente puo’ continuare a dormire che delle sue esternazioni il paese puo’ farne a meno.

Il 23 Luglio 2011 alle 11:07 lapolide ha scritto:

Paradossale…! Incredibile……!

=Dal Messaggero.it.del 21-lugglio-2011=

Ci sono voluti ben 5 anni, 2 mesi, 71 giorni e quattro contestatissimi scrutinii per eleggere l’attuale “Uomo del Colle” a Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano,( con i voti dei soli vetero comunisti e compagnucci vari!) prima di trovare sulla carta stampata dello Stivale, una frase politicamente sensata e favorevole (udite, udite) verso l’odiato nemico, mafioso, Silvio Berlusconi reo di qualsiasi atto impuro, scomunicante, commesso verso le Istituzioni e la Società Italiana.
L’ho trovata sul giornale di Sinistra “il Messaggero” del 21 luglio 2011 (che qui riporto parzialmente) e che non sia stata di ostacolo al Governo di Centro Destra in carica.
Incorniciatela come fosse un quadro d’Autore famoso e tramandatela ai figli e nipoti presenti e futuri, affinchè resti loro come monito specialmente verso coloro che in futuro intendessero cimentarsi nella carriera politica dei Sacri Palazzi Romani, attualmente ridotti così a “Schifio” etico-morale-comportamentale.
La frase, che faceva da titolo all’articolo che riporto in minima parte, così recitava:

“Napolitano: scontro politica-magistratura è intollerabile; evitare confusione nei ruoli tra politica e magistratura.
Il presidente: intercettazioni solo quando assolutamente indispensabili.

ROMA - Il presidente della Repubblica è intervenuto oggi sui temi della giustizia parlando agli uditori giudiziari ricevuti al Quirinale. Tra le altre cose Giorgio Napolitano ha invitato al massimo scrupolo nell’applicazione delle misure cautelari e a ricorrere alle intercettazioni solo quando assolutamente indispensabili. Al termine del suo discorso Giorgio Napolitano si è intrattenuto con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e con il vicepresidente del Csm Michele Vietti(….)
«Intollerabile lo scontro tra politica e magistratura >>. Napolitano ha chiesto ai magistrati di «evitare condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura… ( to be continued)

—————
(lapolide)

Il 23 Luglio 2011 alle 12:44 lapolide ha scritto:

Paradossale…! Incredibile……!

Ci si può fidare di un vetero comunista ? MAI!
Oggi 23-07-2011 Re Giorgio ha cambiato già idea; su “Il Giornale” a pg. 7, Gian Maria De Francesco, posta un articolo il cui titolo recita: Napolitano cambia idea : ora sta con i magistrati.
Per il Capo dello Stato adesso <>.

Non ci capisco più niente; pentimento o attacco improvviso di (rispettosa) sclerosi ? Che facimm’ò guagliò ?
lapolide.

Il 23 Luglio 2011 alle 21:39 lenovo ha scritto:

In primis, “girarci attorno” non mi si confa, e poi, se mi si perdona la schiettezza, Napolitano ha abbondantemente abusato della nostra intelligenza.

Già, perche il maestro di understatement quella banalissima ovvietà avrebbe dovuto pronunciarla anni fa quando la guerra di potere della magistratura rossa, quella con una “missione”, cacciare Berlusconi, sarebbe forse stato possibile arginare e fermare.

Oggi ci vorrebbe un Cossiga con le p….e. Napolitano è troppo parte in causa.

Il suo discorsetto/compitino arriva troppo tardi e le sue parole hanno il valore di quella del giocatore incallito che dice “non ci casco più”.

Leno

Il 23 Luglio 2011 alle 23:16 Zione ha scritto:

A proposito della turpe proposta da parte di qualche pezzo grosso della Giudiceria, di arrestare i Giornalisti che pubblicano notizie giudiziarie secretate, come mai nonno Giorgio non dice che sarebbe diritto di primogenitura l’arresto dei Giudicioni che usano divulgare tali notizie ???

Evidentemente, qualche Fellonaccio, infingardamente e molto sciaguratamente, confondendo forse per scarsa cultura o peggio ancora per meschino opportunismo, quanto giustamente affermato dal prode Masaniello, ritiene che il pesce puzza dalla coda e non dalla testa; ma non è affatto così !!!

Il 24 Luglio 2011 alle 17:25 lapolide ha scritto:

ERRATA CORRIGE.

Mi sono accorto, in ritardo, che nel mio scritto del 23 luglio 2011,titolato “Paradossale…! Incredibile…!” ho usato i simboli anzichè “” e quindi sono state cancellate le frasi in esse contenute.
Oggi le riporto, altrimenti poco si capisce.

Piesse: Gli aggettivi paradossale, incredibile non sono stati da me scelti a caso, perché conosco come pensa e agisce in politichese l’uomo komunista.
Infatti .ci si può fidare di un vetero komunista e di quel che dice ? MAI !
Oggi 23-07-2011, Re GIORGIO (48 ore dopo) ha cambiato pensiero .
Su “Il Giornale” a pg. 7, Gian Maria De Francesco, ha postato un articolo il
cui titolo recita: “Napolitano cambia idea : ora sta con i magistrati”.
Il Capo dello Stato adesso dice ” sono inamissibili gli attacchi alla Magistratura “.
(Aggiungo : deve essere stato redarguito da Tonno Palamara !)

lapolide.

Il 25 Luglio 2011 alle 17:37 Zione ha scritto:

Zione, pur seriamente preoccupato per la salute … , riferendosi agli Assassini Giudiziari premette: “Io quann vec’ a Mort, a (g)uard e rir; Boija Fauss !”.

Il temibile e scellerato Capobanda degli Infingardi, che premiano, anzichè punire certi sciagurati Cialtroni affetti da istinto criminale, a suo tempo si distinse molto per conclamata Ignoranza e Macellazione di sventurati malcapitati, a cui la Fortuna non fu amica, perché li lasciò affogare Innocenti, nel Tribunale che una masnada di Furfanti Associati stava trasformando in una disgustante Cloaca.

Tali nefandezze gli assicurarono una pingue carriera, col privilegio di sguazzare impunemente nel Porcile e di soddisfare così la sua insaziabile fame del pastone, sempre abbondante nel grande truogolo; per cui questa Abbietta Canaglia, sarà ben contento di constatare che la turpe strada dell’Infamia, da lui e dai suoi Ignobili Compari tanto barbaramente tracciata, continua ad essere irrorata dal sangue delle loro Innocenti Vittime.

Il 26 Luglio 2011 alle 22:16 Zione ha scritto:

Certi Eccellentissimi Cialtroni inveterati, nel raccomandarsi fra di loro, ricorrono al vecchio e mai abbandonato adagio : “Calunniate, calunniate forte mi raccomando, tanto qualcosa resterà sempre e male che vada a NOI nessuno ci può toccare !”

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