Il PD e l’eterna sindrome del papa straniero

Il presidente dell'Università Bocconi, Mario Monti (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

Il presidente dell'Università Bocconi, Mario Monti (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

Stavolta a rilanciare l’ipotesi del papa straniero è stato un articolo apparso domenica su La Stampa. Fabio Martini, notista politico che ha firmato il pezzo, riportava un incontro di cui nulla si è saputo e avvenuto in uno storico palazzo della finanza milanese, tra l’ex premier Romano Prodi, un rivale del Cavaliere come Carlo De Benedetti, i banchieri Corrado Passera e Giovanni Bazoli e  l’ex commissario europeo e ora presidente della prestigiosa università Bocconi, Mario Monti. Che sarebbe di nuovo, nel giro di pochi mesi, tornato in voga nei retroscena politici.

Quest’inverno, infatti, era stato Massimo D’Alema in tandem con Gianfranco Fini a proporlo alla guida di un grande schieramento che raggruppasse il Terzo Polo e il centrosinistra. Il flirt durò poche settimane. Ma l’idea di affidarsi a un papa straniero, soprattutto per il Pd, non è nuova e risale almeno a tre anni fa. Da quando cioè Bersani divenne il segretario di partito e in molti videro in lui solo un ottimo ex ministro, ma certo non un leader in grado di trascinare una coalizione.

E così, visto che in casa i campioni non c’erano, bisognava vedere cosa offrisse il mercato. E di nomi ne sono stati fatti tanti, soprattutto dal mondo della finanza e delle imprese: Montezemolo, Profumo e Monti, appunto. Racconta La Stampa, che questa volta sarebbe stato addirittura Prodi, il padre nobile del Partito Democratico, uno che raramente si sbilancia, a fargli la proposta: «Caro Mario, ora tocca a te». Proprio così.

Concetto ribadito dalla presidente del Pd Rosy Bindi che ieri su Repubblica ha approvato l’ipotesi di un leader esterno alla guida di un governo di responsabilità nazionale (il solito Terzo Polo con il centrosinistra). La stampa di destra, invece, ha un’altra interpretazione dell’operazione: l’incontro raccontato dal quotidiano torinese, secondo il Giornale, non sarebbe che la prova del patto segreto tra i poteri forti e il centrosinistra per mettere da parte il Cavaliere.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole di un estate che fatica ancora a farsi vedere. E niente di meglio di un altro nome per speculare sulle sorti della politica italiana sotto l’ombrellone. Tanto poi a settembre tornerà, forse, tutto come prima. Anche se quest’ultimo appello al papa straniero un senso diverso forse ce l’ha: mentre fino a pochi mesi fa, infatti, era una soluzione solo per una parte politica rimasta orfana di una leadership di spessore, stavolta anche dalle parti della maggioranza c’è chi pensa che possa esserlo per tutto l’emiciclo.

Finendo al centro del mirino della speculazione finanziaria (nel 2010 l’Italia era considerata fuori dai Pigs), l’Italia infatti avrebbe bisogno per allontanarsi dal precipizio, come nei primi anni ‘90, di un periodo di «riforme dolorose», come avrebbe confidato il ministro Maroni ai più fidati amici di Varese, che forse nessuno schieramento da solo sarebbe disposto a fare (pena il suicidio elettorale).

Commenti

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Il 28 Luglio 2011 alle 13:36 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

Presidente George,poco credibile poiché non eletto dal Popolo.
Oggi si accorge che Napolitano per restare a galla non è attaccato,anche se a filo doppio con i poteri forti e Pd,ma se cominciasse il tam tam D’Avanzi di pattume e residui di fango putrido di Tricigno,altro dire Bersani del non fango al Pci,pardon al Pd,George,sarebbe ben fritto con attacchi sino alla sua delegittimazione,visto che l’Express media l’hanno fatta franca per ingordigia di alcuni magistrati che hanno oltrepassato il segno del Diritto colpendo il Cavaliere e“Mani Pulite”è offuscata come il cane dio tartufi del Di Pietro che non riuscì a incastrare i Dirigenti di Botteghe Oscure e ma riuscendo a diventare milionario proprio dai rimborsi Spesi Elettorali di.In poche parole non siamo in Gran Bretagna con l’affair Murdoch che ha mostrato il vero valore del Diritto della privacy!http://www.libero-news.it/news/792297/I_Poteri_forti_e_la_spallata_al_Cav_Qua_c_è_la__mano__di_Napolitano.html

Il 9 Agosto 2011 alle 10:27 Mario Monti, l’antipremier | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] pontefice legittimo, il quale ovviamente non era riconosciuto come tale dalla Chiesa. Più o meno la stessa cosa che vorrebbe fare l’opposizione in Italia da due anni a questa parte: portare a Palazzo Chigi un [...]

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