Nichi Vendola: vi spiego perché non odio Berlusconi


Leader ingombranti: Nichi Vendola

O rivoluzione o morte: politica, s’intende. Nichi Vendola, governatore della Puglia dal 2005, mutuando slogan guevariani pensa al ritiro: «E non per civetteria». Seduto su una sedia girevole del suo ufficio sul lungomare di Bari, il leader del Sel sembra più indulgente e misurato del solito. Non cannoneggia sul Pd, non estremizza la lotta al governo, racconta affettuosi aneddoti sul Cavaliere. Fuori, impazza una campagna elettorale fuori stagione: Bari è tappezzata di manifesti che lo tacciano di malgoverno. E la Banca d’Italia ha appena licenziato dati sconfortanti sullo stato dell’economia pugliese.

L’opposizione le dà della sanguisuga: «Cento milioni di nuove tasse» è l’ultimo slogan.
Abbiamo dovuto ritoccare le aliquote dell’Irpef.

Aveva giurato: «Se aumenterò le tasse, colpirò solo banche e assicurazioni».
Non è colpa nostra se il ministero dell’Economia aveva sovrastimato le nuove entrate di 100 milioni.

Voi invece sembra che sottostimiate il disavanzo nella sanità: 683 milioni.
Abbiamo sforato il patto di stabilità soltanto nel 2006 e nel 2008.

Nel 2005, prima del suo avvento, il bilancio era a posto.
La giunta precedente era in avanzo per un bond da 800 milioni di euro, capestro e truffaldino. Il deficit rimane
lo stesso, ma lo nascondevano sotto il tappeto.

«Riapriremo i reparti chiusi e restituiremo il maltolto ai pugliesi»: lei ha vinto anche grazie a promesse elettorali come questa. Invece avete chiuso 18 ospedali, il disavanzo cresce, per una mammografia si aspetta un anno e mezzo.
Considerazioni tardive: ho rivinto le elezioni anche nel 2010. Quando avevo sulla testa le indagini, il casino dei conti e liste d’attesa. La verità è atleticamente preparata a reggere l’urto della propaganda.

Domande, non propaganda.
La realtà è che abbiamo cercato di portare la dotazione sanitaria dall’archeologia alla modernità. Ma la trama affaristica era bipartisan e sedimentata nei decenni, con complicità lobbistiche significative. Io ho denunciato il luna park affaristico, ho cacciato i direttori generali, ho mandato via parte della giunta.

Una delle sue illustri vittime è l’ex assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, coinvolto in un’inchiesta sulle nomine nelle asl. Il Senato la scorsa settimana ha negato l’arresto. «Se faccio io una raccomandazione, merito la galera» si è sfogato su «Repubblica» dopo lo scampato pericolo. E ha aggiunto: «Se la fa Vendola, si chiama spoils system».
Nessuno è mia vittima. Ho solo accolto le dimissioni di Tedesco, poi l’ho sostituito. Io ho sempre espresso piena fiducia nella magistratura. Il fatto che la mia posizione sia stata archiviata dimostra totale estraneità al malaffare nella sanità.

Altro bubbone pugliese sono i rifiuti: nel suo programma elettorale del 2005 l’obiettivo era raggiungere il 55 per cento della raccolta differenziata. Siete fermi al 16. Per un partito che si chiama Sinistra ecologia e libertà non è un gran biglietto da visita.
Purtroppo abbiamo comuni con una raccolta differenziata altissima, altri fermi a zero.

Sempre dal suo programma: basta termovalorizzatori. Avete chiuso quelli pubblici. Poco dopo sono stati riscostruiti dal gruppo Marcegaglia.
Il piano precedente era una chiavica! I termovalorizzatori pubblici erano obsoleti.

Ha cambiato idea, quindi.
Una scelta residuale va bene. Ora non ci servono altre fornaci, non voglio fare della monnezza un business.

Michele Emiliano, sindaco di Bari, la accusa di incompetenza nella gestione dei rifiuti. Rischiamo di diventare come Napoli, aggiunge.
Lo dicono da anni… Com’è possibile però che prendiamo 110 mila tonnellate di monnezza dalla Campania?

Cosa risponde a Emiliano?
Non rispondo.

Come un centrista?
Non gli rispondo.

Gli ultimi dati economici sulla Puglia preoccupano: il pil pro capite diminusce del 13 per cento, la disoccupazione sale al 13,5.
Avevamo rimesso in moto la regione, poi la crisi è arrivata violenta. Purtroppo abbiamo un apparato industriale meno robusto degli altri, e il governo latita.

Governo che lei si candida a guidare, in alternativa al centrodestra. I suoi futuri cobelligeranti la guardano però con circospezione: Pier Luigi Bersani, leader del Pd, dice che lei è «alleato da verificare».
L’ha smentito.

Ci ha creduto.
Amministro una delle regioni più importanti d’Italia. Sono un presidente rieletto dopo avere vinto primarie e secondarie. Non si può discutere di me come di un’ipotesi.

Eppure, nessuno nel Pd pare entusiasta di sfidarla alle primarie.
Le primarie hanno rappresentato la leva fondamentale di una rivoluzione che ha portato la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano e Luigi De Magistris a Napoli. Troverei curioso dover rinunciare adesso a questo strumento.

Magari le dicono: no, grazie.
Non credo ci sia questa possibilità.

Vociferano di un accordo di desistenza: Bersani, segretario del Pd, candidato premier; lei suo vice. Le piace il ticket?
Noo…

Sicurissimo?
Io non ho problemi di natura personale. Le mie ambizioni sono sinteticamente descritte dalla voglia di uscire fuori dalla vita pubblica. Faccio politica da 35 anni.

Come Walter Veltroni, che da un decennio annuncia imminenti e durature permanenze in Africa? Non le crede nessuno.
Non sto parlando di Africa. Ho altri progetti.

Quali?
Girare il mondo. Passare un anno a New York. Un altro a Salvador de Bahia. Vorrei scrivere libri, imparare, studiare.

Inverosimile.
Ma lo giuro!

Idealmente tutti vorrebbero aprire un baretto su una spiaggia sudamericana…
L’idea di una fuoriuscita dalla politica non è civetteria. È un fatto sincero. Ho costruito la mia vita immaginando di poterla reinventare da capo. Non voglio immaginare di fare sempre la stessa cosa.

Se non ottiene quello che vuole, si rifugia quindi a Salvador de Bahia?
Non ho aspirazioni individuali. Non sono un uomo in carriera. Ragiono secondo un convincimento profondo, che condivido con parte rilevante del popolo di sinistra: è tempo di decidere come entrare in questo tempo storico. Continuare la lotta politica mettendosi la maglietta di riformista e radicale è insopportabile. Bisogna affrontare i problemi. Io provo a cambiare le cose. Quello che dico, del resto, accade.

Il profeta del centrosinistra.
Lo prova quello che è successo per i referendum su acqua e nucleare. Una parte rilevante del centrosinistra ha fatto propaganda a favore in modo accanitamente militante. La contesa l’ha risolta il popolo.

L’autostima non difetta.
Che succede in questi giorni? Una cosa molto semplice. Con questa Finanziaria, si sta decidendo che lo Stato non si occupa più di diritti sociali. Delega tutto: biotestamento, privatizzazioni, welfare. Diventa controllore orwelliano solo della vita domestica: inizio e fine vita, preferenze sessuali. Un mix di liberismo selvaggio e autoritarismo disciplinare che mi fa orrore.

Musica per le orecchie dei vendoliani.
Io voglio mettere in campo un’altra idea del pubblico, dei beni comuni, del rapporto con il privato.

Nel 2013 abbandonerà la Puglia per fare il leader nazionale a tempo pieno?
Nel 2013 per forza. Il mio mandato sarà scaduto.

Lei scade nel 2015, presidente…
Mmm… Sì, mi sono sbagliato…

Lapsus freudiano: non ne può più di occuparsi di asl e festival?
Lo dicono dal 2005: il presidente è depresso, se ne vuole andare. Sono ancora in Puglia, come vede.

Resta o va via?
Non sono scollegabile dal contesto. Da qui al 2013 scoppierà una guerra: l’Italia uscirà dal welfare e cambierà il contratto sociale. Ma io spero ci sia un governo di centrosinistra già dalla primavera del 2012. In autunno saremo già in piena rivoluzione.

Con Sel pronto alla lotta, lei che invade le televisioni.
Ma se sto facendo la dieta…

L’ultima settimana, forse.
Nel momento della massima esposizione mediatica, rifiutavo nove volte su 10. Andavo a Ballarò, poi aspettavo un mese prima di Annozero.

Pensare che c’è chi smania.
A volte bisogna riprendere fiato prima di ributtarsi nella mischia.

Non è che la dieta le ha fatto male? Il Sel, dopo mesi di robusta crescita, nei sondaggi adesso è in calo.
I media hanno ascritto il successo dei referendum all’Italia dei valori e ai Verdi. Mentre sugli incidenti in Val di Susa si vedeva solo la mia faccia.

Per forza, lei se le cerca.
Ho polemizzato meno del governatore ligure, Claudio Burlando.

Urge ristabilire la verità.
Tutti gli istituti demoscopici dicono che siamo tra il 6 e l’8 per cento. Ma abbiamo un potenziale del 14: il Sel esploderà a livello nazionale.

Anche nei sondaggi sul gradimento dei leader lei scende.
Sono sopra Berlusconi e Bersani?

Sì.
A differenza di loro, ho un partito virtuale: mai entrato in Parlamento, senza finanziamenti. Non abbiamo un soldo.

I suoi moderni comitati elettorali chiamati «Fabbriche» dominano però la rete. Come Silvio Berlusconi dominava la tv nel 1994. Lei è il politico europeo con più amici su Facebook: più di mezzo milione.
I linguaggi giovanili vengono veicolati soprattutto sui social network. E bastava vedere le pagine internet di alcuni avversari per capire che le mie erano vittorie annunciate.

Il paragone con il Cavaliere quindi regge.
Mi vuole fare dire che sono il Berlusconi di sinistra, ho capito.

Lei a Berlusconi sta simpatico, pare.
Lo so.

Come fa a saperlo?
Me lo dice, è sempre affettuoso nei miei confronti. Ha avuto delle delicatezze umane di cui gli sono grato. Mi è stato davvero vicino nel momento della perdita di mio padre. Ricordo una lunghissima telefonata: ha detto parole molto profonde, che mi hanno colpito davvero. Queste io le considero cose importanti. L’idea che per cambiare un ciclo si debba coltivare odio verso chi incarna il potere non funziona più.

Oggi il leader del Pdl è Angelino Alfano.
Ha una certa freschezza, una certa affabilità. Una persona gradevole per tanti versi.

Fa il moderato?
È sbagliato considerare gli avversari brutti, sporchi e cattivi.

E pure l’ecumenico? Non la riconoscerà nessuno.
La buona politica significa coltivare relazioni umane ricche, anche con l’opposizione. Si ritiene che chi calca il proscenio pubblico debba essere cinico e figlio di… Io mi vanto di non esserlo.

Commenti

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Il 1 Agosto 2011 alle 15:59 cantastorione ha scritto:

..beh, uno in grado di ribaltare la realtà come il sig Vendola, altro che diventare il leader della sinistra…. questo è più falso di Fidel Castro, di Kim il Sung… e di molti altri affabulatori comunisti…messi insieme…!!

Il 2 Agosto 2011 alle 15:50 giovanniplantamura ha scritto:

Ma come fà C.Storione a chiamare Sig. Vendola, se lo sano tutti a quale sponda appartiene.Il popolo pugliese come al solito si è fatto abbindolare dalle promesse fatte in campagna elettorare, quando si accorge è troppo tardi. Stiamo pagango la benzina più di altre regioni, ha messo mani all’irpef, ha messo la tassa sulla ricetta medica, da quanto governa la Regione è sempre in giro a fare propaganda per altri,della regione che l’ha eletto non se ne frega proprio niente. Vuole fare il Presidente del C.speriamo che tutti gli Italiani non facciano come i Pugliesi, altrimenti stiamo freschi,facciamo veramente la fine della repubblica di Cuba. Ma vi rendete conto che come dice lui stesso, sono 35 anni che fa politica, ma cosa si ricorda di bello, utili,sostanzioso che abbia data agli Italiani, non ha mai creato un bel niente, ha mangiato sempre a spese dei contribuenti,ilsuo motto era sempre protestare protestare protestare, accurare altri di latrocinio, mentre e luiche prenderlo a calci in culo e spedirlo in quelle Nazioni a Regime comunisti.

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