«Noi ti garantiamo un iter burocratico snello, non ti facciamo perdere tempo… Però tu ci devi dare i soldi…». Comincia così il lungo racconto per l’acquisizione dell’area Falck di Diego Cotti, imprenditore ed ex politico di Sesto San Giovanni che Panorama pubblica in esclusiva sul numero in edicola da mercoledì 3 agosto. Secondo Cotti, che è già stato sentito dai magistrati di Monza che indagano sulla presunta gestione parallela degli appalti, fu di 20 miliardi di lire la richiesta per agevolare l’acquisto e la riqualificazione delle ex Acciaierie Falck. Denaro, afferma Cotti, che secondo lui era destinato alla segreteria degli allora Democratici di sinistra.
«Pasini compera i terreni, li compera di fatto grazie a noi perché siamo noi i mediatori in questi affari. Ci riconosca la mediazione che si pattuisce abitualmente. I soldi servono non solo a noi, la politica ha dei costi, servono per Milano provincia, servono per scalare il partito, servono per Roma». A parlargli così, secondo Cotti, fu Giordano Vimercati, oggi sotto inchiesta, all’epoca influente capo della segreteria del sindaco di Sesto San Giovanni Filippo Penati. La richiesta sarebbe avvenuta nel suo ufficio, in piazza della Resistenza, nel palazzo del Comune di Sesto San Giovanni a cavallo dell’estate del 2000.
Cotti racconta a Panorama che nell’ufficio di Vimercati, oltre a lui, era presente anche «Filippo». Il quale lasciava parlare il suo funzionario: «Serve per Penati» diceva «per avere un ruolo più importante nel partito».
Diego Cotti è considerato un teste importante perché all’epoca dei fatti rivestiva un duplice ruolo: capogruppo in consiglio comunale della lista civica Sesto per Penati, e genero (oggi separato) del destinatario della richiesta di tangente, il costruttore sestese Giuseppe Pasini, candidato all’acquisto dell’area Falck, che ha raccontato ai pm della stessa richiesta ricevuta dallo staff di Penati.
Nel racconto che ha fatto ai pm e a Panorama Diego Cotti spiega anche il ruolo che doveva essere assegnato alla Ccc, il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna. E cita nuovamente Giordano Vimercati, che in un altro incontro con Cotti, stavolta senza Penati, gli avrebbe spiegato: «L’area Falck la può comprare solo uno che diciamo noi, perché fa parte di un accordo più vasto. La può comprare Pasini se vuole, perché noi abbiamo garantito che lui è un imprenditore serio e corretto e noi lo possiamo gestire perché è amico mio. Però se fa questa cosa deve coinvolgere le cooperative». Cotti specifica: «Non si riferiva a quelle locali, che infatti si infuriarono, ma a quelle emiliane, la Ccc, perché rispondevano ad altri meccanismi».
Oggi Diego Cotti ha scelto di lasciare la Lombardia: «Provo a rifarmi una vita lontano da Sesto», ha detto a Panorama, specificando di non nutrire rancore per nessuno dei protagonisti della storia.
- Martedì 2 Agosto 2011

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Commenti
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Il 2 Agosto 2011 alle 20:47 cantastorione ha scritto:
… a dir il vero più che il sesto sembrerebbe il settimo: non rubare!!!!
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