“Il nostro Paese è solido. La crisi c’è e nessuno la nega ma attraverso il dialogo con le forze sociali e con il contributo dell’opposizione l’Italia riuscirà a sottrarsi agli attacchi della speculazione e a centrare i propri obbiettivi di crescita a partire da quello del pareggio di bilancio nel 2014”.
Silvio Berlusconi interviene alla Camera per fare il punto sulla situazione economica italiana alle prese con la crisi internazionale e per convincere, soprattutto i mercati, della bontà della manovra e provare così a invertire una tendenza che da alcune settimane vede l’Italia pericolosamente sotto tiro. Da qui la promessa di provvedimenti imminenti da decidere insieme alle parti sociali e con il contributo dell’opposizione a iniziare dalla delega fiscale e assistenziale.
Assente il leader leghista Umberto Bossi, ma con Giulio Tremonti seduto al suo fianco, Berlusconi ha parlato alla Camera a mercati chiusi con la Borsa che, dopo aver resistito per tutto il giorno in terreno positivo, ha chiuso invece di nuovo in perdita del 2%.
La crisi “va fronteggiata con coerenza e fermezza, senza seguire i nervosismi dei mercati’” ha detto il premier nel suo intervento a Montecitorio sottolineando come il nostro Paese non stia peggio di altri e il fatto che i mercati non abbiano considerato la solidità del nostro sistema bancario e le condizioni patrimoniali delle famiglie. “Abbiamo i fondamentali economici – ha detto il premier - le nostre banche sono liquide, hanno superato gli stress test, nel mese di luglio si è registrato meno ore di cassa integrazione, non è venuta meno la voglia di fare impresa”.
Sui tagli alle spese della politica, a fronte dei poco significativi interventi - oggi il Senato ha deciso una sforbiciata di 120 milioni al proprio bilancio - il premier ha annunciato il livellamento degli stipendi di chi riveste cariche pubbliche a quelli europei e limiti all’uso delle auto blu.
Sul tema crescita e lavoro, alle parti sociali il presidente del Consiglio ha chiesto collaborazione per individuare insieme misure utili alla crescita e al lavoro. Alla vigilia dell’incontro di domani con il governo il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia aveva invocato “un governo che governi, con priorità la crescita”, l’Abi la riforma fiscale mentre i sindacati misure per sostenere lo sviluppo e per affrontare le emergenze sociali a partire dall’allarme lavoro. Proprio a quest’ultimo proposito, Berlusconi ha annunciato che è arrivato il momento “di verificare il grado di consenso sulla bozza di riforma dello Statuto dei Lavoratori”.
Al termine del suo intervento Silvio Berlusconi ha infine ricordato e fatto proprio l’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla coesione sociale e politica. “La stabilità – ha detto - è da sempre l’arma vincente contro la speculazione. Ognuno si rimbocchi le maniche e faccia la sua parte per portare l’Italia fuori da questa crisi che non è italiana ma planetaria”. Brusio dai banchi dell’opposizione quando il premier ha ricordato di essere lui stesso un imprenditore che ha tre aziende in Borsa e che quindi “è nella trincea finanziaria consapevole ogni giorno di quel che accade sui mercati finanziari”.
Prima che il premier prendesse la parola in aula, il leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani aveva invocato una “novità politica” escludendo di fatto qualsiasi dialogo con la maggioranza mentre il vicesegretario del Pd Enrico Letta ha attaccato direttamente il premier “sfiduciato dai mercati” e invocato o un governo tecnico o elezioni subito nell’arco di due mesi.
In Europa, invece, oggi è stato il presidente della Commissione Manuel Barroso a provare a smorzare le tensioni di questi giorni sui mercati dei titoli sovrani. “Riflettono – ha detto Barroso - una crescente preoccupazione tra gli investitori sulla capacitò sistemica dell’area euro di rispondere all’evoluzione della crisi”. A Lussemburgo, inoltre, il commissario Ue per gli affari Europei Olli Rehn ha confermato al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti la fiducia dell’Europa nelle misure assunte dall’ Italia. Una forte apertura di credito nei confronti del nostro Paese che contrasta, tuttavia, con lo scetticismo dei mercati che, probabilmente, non credono ancora che la nostra manovra da 80 miliardi di euro possa essere davvero applicata.
- Mercoledì 3 Agosto 2011

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Commenti
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Il 3 Agosto 2011 alle 22:15 Berlusconi alla Camera: “Siamo solidi. Anch’io in trincea” | Notizie Più ha scritto:
[...] more here: Berlusconi alla Camera: “Siamo solidi. Anch’io in trincea” Segnala presso: Articoli CorrelatiBerlusconi alla Camera: “Siamo solidi. Anch’io in [...]
Il 3 Agosto 2011 alle 22:21 carlo.tosi ha scritto:
berlusconi che parla DOPO che la borsa ha chiuso? Per non influenzare i mercati? è la miglior barzelletta di quest’anno! Figuriamoci se la borsa reagisce alle parole di questo omuncolo e polituncolo da strapazzo! Avesse parlato ad esempio Obama o la Merkel, allora si che la borsa avrebbe in qualche modo reagito, ma per berlusconi, proprio no! Tanto lui dell’economia del paese non impora nulla, a lui importano solo i processi, le intercettazioni e la guerra contro i giudici comunisti.
Il 4 Agosto 2011 alle 7:13 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Bersani,peggior sordo chi non vuol sentire.
Io credo che il Pd dovrà fare i conti con gli Italiani per la sua ipocrisia,possibile che quello che propone Berlusconi è solo scontro per poterlo deridere?Anche un imbecille l’abbia capito,lui no,che siamo sotto attacco dagli speculatori a livello planetario,mentre il Comunistello, anziché dare coesione fa sarcasmo?Insomma,chi vorrebbe al governo Montezemolo o Monti,cioè,proprio quello che da Commissario Ue,ci rimbrottava?Magari George che usa lo stesso metodo con 40auto blu e noi pagare il“pizzo”ticket o semplici farmaci che costano più del vino,visto che,un contadino per produrlo ci mette un anno di lavoro?Piuttosto esca dal guscio Soviet,ci risparmi il sarcasmo e le stupidate delle“Mani Pulite”e“Valori”che,a quante pare,sono Favoletta di chiamarsi“Democratici”come per i Casinisti“Cristiani”perchè in“Chiesa”con dispensa piena,mentre un pensionato frigo vuoto,grazie all’Aventino,pieno di ticket da pagare?
http://www.splinder.com/myblog.....iew/659606
http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/
Il 4 Agosto 2011 alle 12:50 nhico ha scritto:
Bersani non va oltre la solita litania: il Cav deve dimettersi. Forse è arrivata l’ora che si deve spremere un pochino di più le meningi e parlare di politica. Seguiamo per un momento il Bersani Pensiero. Berlusconi è cotto. Non è più lucido. Se ne deve andare. Bene, che si vada alle elezioni. Le scorciatoie non sono previste in democrazia. Eppure Bersani e Di Pietro non vanno oltre il loro mantra quotidiano, dimostrando che anche loro, poi, non sono molto più lucidi dell’altro. Se veramente, come asseriscono , loro hanno una marcia in più del premier, è arrivata l’ora di innestarla. Invece, niente. A parte l’assalto, per niente virtuale, della diligenza del buonsenso. Oltre che delle casse dello Stato, da parte del già fu braccio destro di Bersani e dei tantissimi suoi emuli. Ma volendo restare al più indagato dei predatori piddini. Da LiveSicilia. « L’indagine su Penati: ecco il siciliano coinvolto(Incipit. “Nella vicenda legata alle presunte tangenti a Filippo Penati, che sta sconvolgendo il Partito Democratico, c’è un personaggio che affiora dalle carte delle indagini della procura di Monza il cui ruolo è ancora tutto da scoprire. Si tratta di Francesco Agnello, “un professionista di origini siciliane, rappresentante di politici di centrosinistra che si era proposto come mediatore tra noi(leggi Sicilia) e le cooperative che erano intenzionate ad acquistare una parte delle aree Falck”. E Ancora. “Il suo nome è legato a una serie di società siciliane che si occupano di facilitare l’insediamento della grande distribuzione, coop soprattutto. Si chiamano “Sviluppo Palermo”, “Sviluppo Catania”, “Sviluppo Messina”, “Sviluppo Trapani”, “Sviluppo Ragusa”, “Sviluppo Licata”): scritto da honhil 3 ago 2011 16:45 pm Filippo Penati, Giuseppe Lumia, Francesco Agnello, Giampaolo Salami e Omer Degli Esposti, dei buoni samaritani dello sviluppo. “Sviluppo Palermo”, “Sviluppo Catania”, “Sviluppo Messina”, “Sviluppo Trapani”, “Sviluppo Ragusa”, “Sviluppo Licata”, le loro opere di bene (in Sicilia). Orate gente.» Ma per il segretario del Pd, nel Pd, tutto va ben, Madama la Marchesa. E forse anche in Italia, se riuscisse a scalzare di sella l’odiato nemico. Amen.
Il 4 Agosto 2011 alle 22:58 bruno1946 ha scritto:
“Berlusconi si deve dimettere”, strano programmma di governo, solo un’idiota puo’ proporlo e puo’ capirlo.
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