

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a colloquio con Bianca Berlinguer, Direttore del TG3, e Mario Monti, Presidente dell'Università Bocconi (ANSA)
Nel Medioevo quando a Roma veniva eletto un papa non gradito all’imperatore, quest’ultimo ne nominava un altro in opposizione al pontefice legittimo, il quale ovviamente non era riconosciuto come tale dalla Chiesa. Più o meno la stessa cosa che vorrebbe fare l’opposizione in Italia da due anni a questa parte: portare a Palazzo Chigi un antipremier.
Che dovrebbe guidare un governo di larghe intese, allargato a più gruppi possibili (PdL+terzo polo+Pd oppure terzo polo+IdV+Pd), e mettere in pratica quelle manovre antipopolari in grado di salvare il paese dal baratro, ma che nessun premier legittimamente eletto si sognerebbe di fare, pena il quasi annullamento dei consensi.
L’ultimo campione dell’opposizione e dei salotti della finanza è Mario Monti. Economista, presidente della Bocconi ed ex commissario europeo, secondo i principali quotidiani e molti esponenti politici (ieri è stata la volta di Rutelli) avrebbe tutte le caratteristiche del premier ideale per traghettare il paese fuori dalla crisi.
E Monti stesso c’ha messo del suo nei giorni scorsi, scrivendo un editoriale comparso domenica sul Corsera in cui suonava le campane a morto per l’attuale governo italiano, che ormai sarebbe eterodiretto da un “governo tecnico sopranazionale e mercatista, con sedi sparse tra Bruxelles, Francoforte, Berlino, Londra e New York”.
Qualcuno ha interpretato l’uscita come una vera e propria autocandidatura alla guida di un esecutivo tecnico, aggirando così le urne. Ma ieri l’ex commissario Ue ha fatto marcia indieto al TG5: “Non ho mai partecipato alla disputa governo tecnico sì, governo tecnico no; a me, come cittadino, piacciono i governi politici, governi che abbiano la caratteristica della leadership”.
E dovremmo credergli: Monti rifiutò sia l’offerta del centrosinistra, della Lega e del presidente Scalfaro, dopo il ribaltone di fine ‘94, di guidare un nuovo governo sia quella dello stesso Berlusconi di fare il ministro degli Esteri nel 2001 e di sostituire Tremonti all’Economia nel 2004.
- Martedì 9 Agosto 2011
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Commenti
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Il 9 Agosto 2011 alle 19:40 pv21 ha scritto:
MIRABILIS >
Era il 9 giugno quando BERLUSCONI dichiarava che “l’attività del governo ha del MIRACOLOSO” tanto da meritare “un monumento”. Prima dell’estate, aggiungeva, avrebbe fatto una “manutenzione” del bilancio da appena 3 miliardi. Per arrivare al pareggio entro il 2014, concludeva, bastava “un intervento inferiore a 1 punto del Pil”.
Poi, il 15 luglio, il Parlamento approvava “di gran corsa” una manovra da circa 70 miliardi.
Ora, incalzato da Trichet (oltre Merkel e Sarkozy), il Premier deve trovare 20 miliardi per pareggiare il bilancio nel 2013.
E’ vero che da qualche settimana le Borse Europee sono attaccate dalla speculazione internazionale.
Se Francoforte e Londra accumulano cali del 15%, Piazza Affari segna un -25%. La Borsa di Milano sconta così gli effetti della mancata crescita.
Nel 2013 il paese sarà “più forte e più libero” con una pressione fiscale sopra il 44%?
Per governare non basta l’avvallo di una casta di PRIMI SUPER CIVES …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 9 Agosto 2011 alle 21:09 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Pd,Anti Democratici contro lo Stato stessi Comunisti ‘84/92.
Bersani e la sua Segreteria è la peggiore associazione anti Democratica ritornato al Comunismo radicalscik in Europa con poteri forti che in queste situazioni ci marciano!In poche parole,se si frena la speculazione facendo ripartire l’Economia,il Pd scomparirebbe come lo furono i Kompagnuzzi dal Parlamento e questa volta non ci sono sconti e bugie che ha network e giornali,ma la verità è sotto gli occhi di tutti:basta ricordarsi della Papyate ed orologeria attacchi Giudiziari,chissà sempre da una Procura affezionata a Marx:per questo ingozzate del flop del‘92 che sognavano il potere,ma ad ottenerlo fu un avviso a Napoli e guarda caso sempre lo stesso ex Pm a miagolare con Bersani Kompagnuzzi,ma sono finiti i giochi sporchi a danno dalla 4^carica dello Stato unica eletta,mentre George non vuole che si sposta una virgola dalla Carta:SMEmo di aver usato il punto quando carri armati dell’Armata Rossa entravano in Ungheria.
http://vincenzoaliasilcontadin.....stato.html
Il 10 Agosto 2011 alle 15:09 nhico ha scritto:
Da Il Riformista. «I governi ”tecnici” di Berlusconi di Emanuele Macaluso. Incipit. “I giornali di Berlusconi conducono una violenta polemica contro i “governi tecnici” e, in particolare, contro l’ipotesi avanzata da diverse sponde di una candidatura di Mario Monti alla guida di un governo di transizione. Come fu quello presieduto da Ciampi. Io penso che i governi, se sono espressi dal parlamento e quindi dai partiti, non sono “tecnici”, ma politici, chiunque li presieda”: honhil 10 ago 2011 09:59 “Io penso che i governi, se sono espressi dal parlamento e quindi dai partiti, non sono “tecnici”, ma politici, chiunque li presieda.” Da siciliano a siciliano: e pensa male. E’ davvero incorreggibile, oggi. Come un ragazzino che spara una minchiata dietro l’altra. Partiamo dei giornali berlusconiani che vogliono azzoppare Monti. Ma il suo giornale e tutti gli altri giornali della cosiddetta stampa libera, cioè quasi tutte le altre testate italiche, con ovviamente Repubblica in testa, non stanno forse cercando da sempre di scalzare Berlusconi da Palazzo Chigi? Senza parlare di certa magistratura. Ma torniamo a Monti e a quelli che lei chiama i governi tecnici presieduti dal Cavaliere. Monti si è già tirato fuori e ha peraltro chiaramente detto che è innamorato pazzo soltanto dei governi politici. Punto e basta. In quanto, poi, ai suoi asseriti governi tecnici presieduti da Berlusconi, questa amenità l’ha letta da qualche parte o è farina del suo sacco? Perché se è frutto di letture sbagliate, deve selezionare meglio quello che legge. Se, invece, è farina del suo sacco, si deve sforzare di essere obiettivo. Per non disinformare i lettori distratti. Perché quando l’attuale premier “nel 1994 scese in campo”, era semplicemente un imprenditore di successo prestato alla politica. Niente di più e niente di meno. E d’allora i governi sono espressione del corpo elettorale (a parte gli scivoloni anticostituzionali e i conseguenti ribaltoni): perché con quella crocetta che mette sulla scheda elettorale, nel chiuso della cabina e in sintonia con la sua coscienza, l’elettore sceglie il capo del governo, la sua maggioranza, e a lui si affida. Ed era questa la novità. Un governo veramente figlio delle elezioni, che mandava al macero i polverosi rituali della politica degli anni precedenti. Facce nuove è nulla più, dunque. Con affetto.»
Il 8 Settembre 2011 alle 12:48 Ricomincia la litania delle larghe intese | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] le opposizioni chiedano le dimissioni del premier Berlusconi e la formazione di un nuovo governo aperto anche ad altre forze, oltre a quelle di maggioranza, e guidato da un tecnico non è una novità di questi [...]
Il 8 Novembre 2011 alle 10:26 Mario Monti a capo del Governo tecnico? Come avere un marziano a Roma | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] marziano a Roma: ci vorrebbe Flaiano per anticipare il probabile esito di un eventuale, verosimile, avvento di Mario Monti alla guida di un governo tecnico che piloti l’Italia lungo la rotta eterodiretta dall’Unione europea, dalla Bce e dal Fondo [...]
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