

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi (ANSA/DAVIDE BOLZONI)
Che la patrimoniale fosse nell’aria, gli italiani se ne erano accorti dall’inverno appena trascorso. Ossia da quando l’ex premier Giuliano Amato è tornato a riparlarne in un’intervista al Corsera.
E il dibattito, prima ristretto a una parte della classe dirigente, si è esteso via via ai quotidiani. Così l’idea di un prelievo forzoso sui conti correnti è tornata di moda, almeno come soluzione estrema per abbattere il nostro enorme debito pubblico ormai oltre i 1.900 miliardi di euro e riportare il rapporto debito/Pil, ora al 120%, a livelli più sostenibili.
Il governo però ha sempre escluso questa soluzione: “Non è nel nostro dna”, si diceva e si dice ancora dalle parti della maggioranza. Ma anche nel centrodestra da alcune settimane serpeggia l’idea di una stangata sui conti correnti o sulle rendite fnanziarie.
Soprattutto tra i leghisti, ma anche alcuni ministri del PdL, che non vorrebbero metter mano alle pensioni, come invece ha chiesto la Bce.
Così il sindaco di Verona, Flavio Tosi, uno dei quarantenni più promettenti e in vista del Carroccio, lunedì sera su La7 è tornato a riproporre la soluzione Amato: “Forse bisognerebbe introdurla o pensare a una tassa sulle grandi rendite finanziarie perché oggi siamo nelle condizioni per farlo”.
“Nel momento in cui bisogna andare a prendere delle risorse - ha spiegato - bisogna anche decidere bene dove andarle a prendere visto che si parla di crescita economica e di una necessità di tutelare la spesa delle famiglie perché se tagli alle famiglie l’ economia va indietro, penso bisognerebbe pensarci”.
Ma chi andare a colpire? “Dai 100 - 200 mila euro, ma bisogna vedere se considerare la casa o meno”, ha detto Tosi. Il ceto medio dovrebbe preoccuparsi?
Forse sì, perché il premier Berlusconi in teoria su questo fronte non cede, ma la Lega sembra aver puntato i piedi. E i soldi, necessari per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013, non crescono certo sugli alberi.
Per trovarli o si tagliano le pensioni (oltre alle altre misure allo studio del governo e indicate dalla Bce) o si aumentano le tasse e si autorizza un prelievo forzoso sui conti correnti o sulle rendite. Tertium non datur. Il Cdm per decidere in merito sarà convocato entro il 18 agosto. Il ceto medio incrocia le dita.
- Giovedì 11 Agosto 2011
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Commenti
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Il 11 Agosto 2011 alle 18:30 Si scrive Tosi, si legge Amato | Notizie Più ha scritto:
[...] original post here: Si scrive Tosi, si legge Amato Segnala presso: Articoli CorrelatiTorna lo spettro della patrimonialeEto’o spaventa i tifosi [...]
Il 12 Agosto 2011 alle 10:38 nhico ha scritto:
C’è una sola via maestra, se si vuole davvero risanare lo Stato: colpire l’evasione fiscale. Si devono mettere da parte tutti i palliativi messi in atto finora e passare alle maniere forti. Peraltro, l’unica cosa da fare, se non si vuole che i cittadini che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo scendano in strada per prendere a randellate il famelico parassita chiamato Stato. E non si continui a dire che stanare i sanguisuga non è facile, perché così non è. Anzi, non solo è possibilissimo è anche molto semplice. Poiché mafia ed evasione fiscale sono i due cancri che corrodono l’economia, vanno combattuti allo stesso modo. Allora, agli evasori, che si sequestri tutta la parte dei loro patrimoni non riconducibili (o che non ne possono spiegare la provenienza) alla dichiarazione dei redditi negli ultimi venti anni. Potranno salvare i loro patrimoni pagando le tasse evase negli ultimi cinque anni. Basta una leggina di un solo capitolo. La Guardia di finanza e gli Uffici delle entrane, con i controlli incrociati, faranno il resto. Se lo Stato deve essere drastico, che lo sia con le persone giuste. E lasci in pace i reddito dipendenti. La campana della stretta deve suonare soltanto per l’evasore. In quanto alla lettera della Bce, oltre ad essere stata scritta a Roma come Bossi pensa, Monti “Draghi, Giorgio e i loro amichetti”, non devono essere del tutto estranei. Anzi.
Il 15 Agosto 2011 alle 17:41 pv21 ha scritto:
BERLUSCHEIDE >
Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “AFFONDARE le mani” nelle tasche degli italiani.
Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, confessa Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun “DUBBIO” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea.
Nessun “RAMMARICO” per un Debito pubblico cresciuto in 3 anni di oltre 290 miliardi superando quota 1900.
E’ dal 1994 che il Premier promette di abbassare le tasse.
Mai un solo “CENNO” alle centinaia di miliardi di Debito accumulati dai suoi vari governi e che rappresentano 1/3 dell’intero attuale ammontare.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita, continua a gravare sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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