Patrimoniale: si fa ma non si dice

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti oggi alla Camera (ANSA / ETTORE FERRARI)

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti oggi alla Camera (ANSA / ETTORE FERRARI)

Tra le misure poco popolari e assai meno liberali, ce n’è una in particolare che risulta indigesta al premier Berlusconi: quella che Tremonti ha chiamato “contributo di solidarietà” sui redditi superiori ai 90 mila euro.

Modi, insomma, per non pronunciare quella parola che è sempre stata un tabù per il centrodestra. “Si chiami patrimoniale o eurotassa o Mario Bianchi - ha sbottato il vicecapogruppo Osvaldo Napoli (PdL) - la stagione delle una tantum rimanda alla remota stagione del primo centrosinistra”.

Tanto che una piccola fronda interna (Malan, Crosetto, Stracquadanio e Bertolini) minaccia di votare no. L’idea del contributo di solidarietà, infatti, ricorda parecchio l’eurotassa del primo governo Prodi, che consentì all’Italia di entrare nella moneta unica, grazie a un prelievo straordinario sui redditi superiori a 60 - 100 mila euro.

Certo, a parole la patrimoniale non la vuole nessuno. Contrario Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori. E contraria la Lega che ieri, per bocca del capogruppo Reguzzoni, l’ha perentoriamente esclusa, anche se tra i sostenitori del prelievo notturno sui conti correnti ci sono esponenti di spicco del Carroccio, come il sindaco di Verona.

E se Tremonti ieri è stato criticatissimo da più parti, persino dal Senatùr, l’alleato fedele che ha definito il suo discorso “fumoso”, la verità è che un’altra chance in mano al ministro dell’Economia proprio non si vede.

Non è un caso, infatti, che la patrimoniale, così come l’aumento della tassa sulle rendite finanziare al 20% (esclusi i titoli di Stato), piaccia solo ai sindacati.

Metter mano solo alle pensioni, infatti, farebbe scattare il malcontento nelle classi più deboli, fomentate da una Cgil già sul piede di guerra, pronta a riproporre in Italia scene viste ad Atene nei mesi scorsi. E ciò spiegherebbe i forti dubbi del Carroccio in merito.

Così per controbilanciare i sacrifici alle classi medio basse (chiesti dalla Bce), si è pensato di mettere le mani nel portafoglio dei più ricchi. “Tutto è possibile”, ha detto Letta giorni fa. Il consiglio dei ministri deciderà oggi o al massimo giovedì prossimo.

Il guaio, però, è che con i provvedimenti una tantum l’Italia ci campa da vent’anni. E a quanto si vede, siamo sempre rimasti sul baratro.

Commenti

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Il 13 Agosto 2011 alle 14:19 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

E la chiamano Carta!‘A Fecc du pipigas!
Premesso che la crisi impone sacrifici,ma perché un deputato percepisce oltre 15ml€,mentre un bravo operaio una miseria?Mi ricordo che il leader dei Cobas dell’Alfa Romeo che non volle ricevere l’investitura di Assessore,poiché per lui,erano eccessive le 12mln£ alla regione Lombardia.Art.3 della Costituzione:Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali.Salvo errori ed omissioni,infatti,non vale per criminali e Casta e quote rosa?Diciamolo ad alta voce,perché un galeotto,magari un criminale incallito che se ne straf**te dei cittadini danneggiando il patrimonio deve ricevere la Sanità gratis,interventi diversi,acqua,luce,vitto e alloggio,elettricità Ici,Irpef e riscaldamento che pagherà pantalone compreso i danni?Perché privilegiare le quote rose,se tutte donne capace non va bene?
http://www.splinder.com/myblog.....iew/659606
http://vincenzoaliasilcontadin.....u-pipigas/

Il 15 Agosto 2011 alle 17:34 pv21 ha scritto:

DOUBLE-FACE >

BERLUSCONI, baluardo delle “grandi ricchezze”, con il cuore che gronda sangue è ben FELICE di scambiare il “contributo di solidarietà” dei più abbienti con l’aumento dell’IVA anche sui generi di necessità.
TREMONTI, faro della finanza creativa, è pronto a convertire il Tfr, RISPARMIO dei lavoratori, in reddito corrente da SPENDERE subito.
BOSSI, alfiere dell’identità padana, si sta armando per rinnegare l’abolizione di province e comuni.
SACCONI, araldo della competitività, è pronto a sacrificare le conquiste contrattuali per “inseguire” i 20 mld della Fabbrica Italia di Marchionne.

Quella pubblicata sulla Gazzetta è soltanto la “prima bozza” della manovra?
Non si esce dalla crisi con le “manovre” di una casta di PRIMI SUPER CIVES attenta a privilegi e interessi …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

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