

Aula del Senato vuota mentre si incardina il testo della manovra economica, 17 agosto 2011 (ANSA/CLAUDIO PERI)
Cosa ci fa vedere questa foto? L’aula del Senato a Palazzo Madama. Che al primo colpo d’occhio sembra vuota. Ma guardando meglio, invece, si scorgono alcune figure: sono, più o meno, una decina.
E’ cominciato così l’iter parlamentare della manovra da 45,5 miliardi varata venerdì scorso in tempi record dal governo e approdata ieri al Senato davanti a sette senatori dell’opposizione (Mariangela Bastico, Carlo Pegorer, Lionello Cosentino, Vannino Chiti, Maria Ida Germontani, Luigi Li Gotti e Stefano Pedica) e solo quattro della maggioranza (Anna Cinzia Bonfrisco, Paolo Barelli, Raffaele Fantetti e Giacomo Santini). Il presidente Schifani era assente.
Certo, quella di ieri è stata una seduta tecnica, secondo la prassi costituzionale, per assegnare alle commissioni competenti il testo - e del resto il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franceschini, lo scorso anno per giustificare una seduta deserta a Montecitorio (l’Italia giocava una partita ai mondiali) disse che le aule parlamentari sono di norma vuote persino durante le discussioni: si riempono solo al momento del voto.
L’esame del decreto nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato inizierà la prossima settimana, mentre la prossima seduta dell’Aula è convocata per il 5 settembre.
Comunque il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, che rappresentava l’esecutivo, ha ammesso che in effetti, “dato il momento”, forse sarebbe stata opportuna una presenza più massiccia dei senatori.
Il senatore pidiellino Santini, riporta l’Ansa, scherzando con i cronisti ha detto che “scene di questo genere” lo fanno “pentire di essere entrato in politica”. O forse diceva sul serio?
- Giovedì 18 Agosto 2011
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Commenti
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Il 18 Agosto 2011 alle 14:44 nicksergio ha scritto:
c’è poco da scherzare…sono scene vergognose,sia visto il delicatissimo momento politico sia il livello di privilegio,inaudito ed inedito nel resto del mondo,dei nostri senatori…che altro dire?vergogna,vergogna,vergogna!
Il 18 Agosto 2011 alle 15:31 riccardofaralli ha scritto:
1)I parlamentari sono troppi, ne basterebbero 2/300 in una sola aula
2)Dovrebbero essere pagati, bene, ma a gettone
3)Dovrebbero essere scelti dagli elettori e non dai partiti
4)Dovrebbero avere un certo background culturale che a moltissimi degli attuali manca
5)Dovrebbero periodicamente essere sottoposti a controlli antidroga e antialcool come si fa, giustamente, per gli automobilisti.
6)Dovrebbero essere onesti e la migliore espressione della società.
Riccardo Faralli - Arezzo
Il 18 Agosto 2011 alle 19:59 pv21 ha scritto:
Berluscheide >
Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “AFFONDARE le mani” nelle tasche degli italiani.
Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun DUBBIO per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea.
Nessun RAMMARICO per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900.
E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse.
Mai un “accenno” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei nove anni di suoi governi.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita, continua a gravare sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 18 Agosto 2011 alle 20:48 gino00 ha scritto:
Molti senatori si sono indignati della “polemica” e della “critica” (Pd Anna Finocchiaro, Pdl Maurizio Gasparri). I senatori devrebbero dare un esempio, era presente il 4% dei senatori. Per loro è una prassi ritenendo che se uno sbaglio lo si è fatto più volte sia giusto contnuare a farlo per sempre. Per loro la presenza era (è e sarà) una cosa futile e incomprensibile (esclusi 10/11 senatori). Potrebbe essere che quei 10 presenti fossero dalla parte del torto - hanno fatto male ad essere presenti.
Che esempio ci ha dato la “Casta”? Di non essere all’altezza della situazione (mettendo dentro tutti, anche l’opposizione). Per cui un governo provvisorio di tecnici urge disperatamente.
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