Sedotti dall’ennesimo taglio a comuni e province?

Una veduta di Lorenzago di Cadore (Belluno), meta delle vacanze di Tremonti, e a rischio cancellazione: ha meno di mille abitanti (Ansa)

Una veduta di Lorenzago di Cadore (Belluno), meta delle vacanze di Tremonti, e a rischio cancellazione: ha meno di mille abitanti (Ansa)

Molti italiani in questi giorni si ritrovano nei panni di quelle zitelle che, delusione dopo delusione, di fronte all’ennesima richiesta di matrimonio ormai sono tentate di rifiutare. Tanto anche questa volta, dicono a se stesse, il principe azzurro di turno non manterrà la parola.

Questo il sospetto, fuor di metafora, (qui un interessante articolo in merito de il Tempo), certo non di tutti, ma almeno di una buona parte degli italiani che troppe volte si sono sentiti promettere in questi anni decisi tagli alla spesa pubblica. Puntualmente mai avvenuti, o solo in minima parte messi in pratica.

Ma come alleggerire il peso della macchina statale? Riducendo gli sprechi, certo, ma anche semplificando l’organizzazione dello Stato tramite l’eliminazione o l’accorpamento, per esempio, degli enti locali.

Come sta scritto (di nuovo, ancora una volta) nel testo (non definitivo, quindi modificabile) dell’ultima manovra da 45,5 miliardi di euro richiesta dalla Bce - dicono i retroscena - in cambio dell’acquisto dei nostri titoli di Stato che rischiano di diventare carta straccia.

Questa volta le province che dovrebbero sparire sarebbero una trentina, quelle sotto i 300 mila abitanti, assieme a qualche migliaia di comuni che non arrivano a 1.000 residenti. Addirittura, nella foga, c’è chi ha proposto di accorpare le regioni (Formigoni) per ridurre le poltrone.

Per il sindaco di Firenze Matteo Renzi, invece, abolire le province, ma solo un po’, è come dire “la ragazza è incinta ma soltanto un po’”: o si eliminano tutte o altrimenti il provvedimento serve a poco.

E forse non ha tutti i torti. Anche lo scorso anno, durante la discussione della finanziaria, si propose il taglio al numero delle province. E, dopo una lunga trattativa, si decise di eliminare solo quelle sotto i 220 mila abitanti, tranne le frontaliere, ossia una decina in tutto. Alla fine non se ne fece più nulla.

Commenti

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Il 19 Agosto 2011 alle 10:18 nicksergio ha scritto:

I politici dovrebbero evitare le battute,un pò non è cosa loro,un pò spesso fanno ridere,ma per altri motivi…la questione sembra semplice:quanto si risparmierebbe abolendo le province?ed è fattibile a liv. di riassorbimento di personale? tutto il resto “è chiacchiere a’ vacante”

Il 19 Agosto 2011 alle 18:12 indigesto ha scritto:

Sarebbe il meno il riassorbimento del personale. Il vero problema sta nella risistemazione dei politici di mezza tacca, comunque portatori di “consenso” (vien un po’ da ridere quando si incappa in questa parola), di intrallazzi e, talvolta, di corruzione a livello locale. A pensarci bene ognuno di questi viene a costare un bel po’ alla comunità. Ma chi si illude che venga posto in atto questo tipo di “cannibalismo”, dei nostri politici ha compreso ben poco!

Il 20 Agosto 2011 alle 9:02 zsezsezse ha scritto:

Casini che dice dimezziamo i parlamentari, ma prima aboliamo le province. C’è sempre un ma che fa sì che i geni politici che ci governano non siano mai toccati. Iniziamo dalle cose facili e fattibili. Ripensiamo alle miriadi di società esterne che gesticono servizi che dovrebbero essere competenza di province e regioni (Ato rifuti, acqua, ATC, comunità montane, ecc…) con miriadi di poltone ben pagate per i trombati della politica. Lì sì che c’è da tagliare. qualche politico che ne parla? Chissà perchè? Nessuno parla più delle comunità montane?
A chiedere sembre abolizioni varie poi va a finire che qualche genio politico abolisca i Comuni e poi magari anche la scuola e perchè no privatizziamo i vigili del fuoco e la sanità … Smontiamo lo Sato pezzo a pezzo e poi sarà caos, per non parlare dei costi burocratrici per tentare di riorganizzare i sevizi e gli enti (ben maggiori dei
vantaggi che si ottengono dalle abolizioni).
Se questo vogliamo continuamo a chiedere abolizioni senza senso, da bravi pecoroni ignoranti che non si interessano e non approfondiscono le questioni.
Non facciamoci prendere in giro, chi sbandiera abolizioni di enti costituzionalmente garantiti vuole solo un indebolimento della struttura democratica. Svegliamoci, i geni politici ci fanno combattere guerre ideologiche fra poveracci, per nascondere i veri problemi, e noi pecoroni invece di rispondere “ci state proponendo un sacco di c….zzate” diamo adito alle loro idiozie.

Il 20 Agosto 2011 alle 13:28 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

Crisi e manovra senza manovratore
Che non ce un solo Politico capace di stimolare la crescita?
Tagli,Iva,e Ticket sono la base di crescita o fattori di aumenti di prezzi,quindi il fruitore cittadino come Cipputi pensionato e figli con poco più di mille euro non la prende a quel posto 3volte?Io ex Dirigente sindacale farei tagli sì,ma a inutili sindacalisti,controlli a controllori e mi spiego,se l’Inps con i suoi Funzionari,Sindacalisti e avvocati usano la Giustizia per non pagare il dovuto al pensionato nemmeno dopo 16a e come diavolo si può fare circolante ed aumento di consumi?La crescita abbine col lavoro e se non ce spremere le meningi per crearlo,ma non ve dubbio che la Tav,Mose, Bretella, Ponte e altre Infrastrutture urge,allora perché non accelerare al massimo e non rallentare perché Marxisti di No Tav e pochi imbecilli con illegalità evidente ci deride?Io credo che l’uso coatto per deportandoli in fattorie create a hoc,sarebbe utile ad alfabetizzarli per renderli Democratici.Dismissioni?Perché è un tabù alienare per tot anni a privati i miliardi di reperti,tesori giacenti in scantinati di musei che vedono solo pochi studiosi?Ora possibile che anziché sprecare miliardi in missioni umanitari che causano migliaia di morti e non invece di aprire Scuole ed Università,arti e mestieri per istruire i giovani nel Nord Africa e Paesi poveri:quest’accelerazione di lavori,oltre risparmiare inutile Exodus 1947 d’oggi,ma si risparmierebbe miliardi per soccorso in Med e sul territorio e l’operazione alfabetizzerebbe questi Popoli che creerebbe lavoro a circa un milione di giovani laureati e diplomati senza contare di anziani operai ed attrezzisti?Inoltre è risaputo,ed è successo a mio nonno Michelangelo Muliero,che,seppure agiato a New York,dopo 8a,nel 1908 preferì ritornare al Paesello dagli States,pensate quanti extracomunitari che soffrono di questa famosa ed odiosa malattia, denominata“nostalgia”dovuto all’espatrio forzoso dal Paese natio o per non morire sotto le bombe,fame e pestilenze?
http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/

Il 22 Agosto 2011 alle 3:52 antoniop48 ha scritto:

L’Italia vista da fuori e come un Piaggio Porter che porta il peso di un camion, non lo puo tirare; purtroppo il sovrappeso e fatto dalla politica e dagli evasori per i quali il cittadino e sovratassato.

Allora via le province tutte ed in piu accorpare le regioni piu piccole, via le comunita montane,trovare il modo di occupare il personale in esubero in attivita producenti, dimezzare i parlamentari e ridurre le tasse a individui e compagnie solo questo puo permettere all’ industria di essere piu competitive cosi da aumentare la domanda il che fara aumentare l’occupazione.
Ed infine cercare di convincere gli Italiani a comperare italiano se vogliono occupazione.

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