

Un sito web che ha iniziato il conto alla rovescia in vista di un default italiano previsto l'11 novembre 2011
L’Italia e la Grecia sono in una situazione molto fragile. Una frase che sarebbe scappata alla cancelliera Angela Merkel nei giorni scorsi, come riporta l’agenzia Reuters, in un incontro a porte chiuse con i parlamentari del suo partito, la Cdu, e che da molti è stata interpretata così: l’Italia è come la Grecia.
Ieri, quando lo spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi sfiorava quota 370 punti base, il governatore di Bankitalia e da novembre futuro presidente della Bce, Mario Draghi, ha avvertito che “i paesi membri dell’eurozona non devono dare per scontato” il programma di acquisto dei titoli di stato deciso dalla Bce.
Trichet, l’attuale presidente in carica dell’Eurotower, si è spinto a dire che l’Europa dovrebbe addirittura imporre misure di bilancio in quei paesi che non rieascano a prendere misure adeguate.
Messaggi indirizzati al governo spagnolo e (soprattutto) a quello italiano, visto che a settembre il Tesoro si appresta a collocare titoli pubblici per oltre 61 miliardi di euro.
Ma siamo davvero messi così male? Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota giunta ieri a maggioranza e opposizione, si è detto sicuro che si è ancora in tempo per introdurre nuove “misure capaci di rafforzare” la manovra, approdata ieri in aula al Senato per l’approvazione, anche questa volta (immaginiamo) in tempi rapidi, e dare un forte segnale ai mercati dove cerchiamo di vendere disperatamente i nostri titoli di Stato.
Ma Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Bce, a luglio aveva detto che l’Italia “non fallirà mai” perché “è un Paese ricco”. Come ha ricordato Pietro Modiano, presidente di Nomisma, ieri all’Infedele di Gad Lerner su La7, infatti, il nostro debito è sì di 1.900 miliardi circa, ma il patrimonio in mano agli italiani sarebbe otto - nove volte superiore. Insomma, ormai l’avrete capito: stavolta tira sul serio aria di patrimoniale. Quella vera, in stile Amato. E non solo.
- Martedì 6 Settembre 2011
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Commenti
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Il 7 Settembre 2011 alle 0:05 pv21 ha scritto:
Quantunque …
BOSSI non vuol sentir parlare di pensioni e BERLUSCONI è del tutto allergico alla “patrimoniale”.
Ecco allora le ulteriori “misure” di CREDIBILITA’ ed EFFICACIA tanto auspicate da Napolitano, Bce, …
Adeguamento ai tempi del pubblico impiego per il pensionamento delle donne nel settore privato e contributo di solidarietà del 3% per i redditi sopra i 300mila euro.
Da notare.
La modifica pensionistica entrerà in vigore dal 2014.
Il gettito atteso dal contributo (DEDUCIBILE) chiesto ai super ricchi sarà di circa 200 milioni nel 2013.
Sono quindi scelte INCONSISTENTI rispetto ai “numeri” di una manovra da 50 miliardi e non hanno effetto sulla crescita.
Ci sarà ancora tempo per un’altra manovra?
Basta contare sulla “FIDUCIA” di una casta di PRIMI SUPER CIVES attenta a …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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