
Nichi Vendola e Susanna Camusso, durante la manifestazione in occasione dello sciopero generale, oggi 6 settembre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
“Abbattiamo il muro della crisi”. Apre con questo striscione, lo stesso del 6 maggio scorso, quando la Cgil scelse di usare l’arma dello sciopero generale, la manifestazione romana del maggior sindacato italiano. Iniziative in 100 città contro la manovra economica del governo che la segretaria generale Susanna Camusso, nel giorno dello sciopero generale, bolla come “incivile, iniqua e irresponsabile”. Sotto accusa, in particolare, l’articolo 8 del decreto legge, quello che prevede la possibilità di licenziare derogare dal contratto nazionale di lavoro sulla base di accordi aziendali. C’è polemica ancora una volta sulle cifre dell’adesione allo sciopero. “Bassa? – ha replicato Camusso al ministro del Welfare Maurizio Sacconi – si metta gli occhiali”. Ecco le voci che abbiamo raccolto a Roma.
- Martedì 6 Settembre 2011
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Commenti
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Il 7 Settembre 2011 alle 10:54 nhico ha scritto:
La Cgil ha sfornato un altro sciopero nazionale. La coreografia è sempre la stessa. Bandiere bruciate e infamanti attacchi alle altre sigle sindacali. Ed ora, a sciopero finito, al di là e al di qua del solito balletto sulle cifre delle adesioni, che si fa? E ancora. A cosa sono serviti tutti i precedenti scioperi generali indetti dalla stessa Camusso e dai suoi predecessori? Le risposte a questa domanda possono essere tante e tutte forse avrebbero una loro ragione logica, ma di certo nessuno di questi scioperi ha migliorato la condizione degli operai. Anzi. Se è vero, come è vero, che ad ogni sciopero il culo dei lavoratori si è trovato sempre più vicino ai piedi. Però è servito a Repubblica per fare un editoriale senza firma in calce dal titolo “Il Paese da salvare”. Un vero appello a Napolitano a prendere il potere. Appello che, con un po’ di malizia, può essere interpretato così. Fermi tutti, arriva Carlo De Benedetti. Certo, non in prima persona, ma i possibili delegati sono già messi in fila. Il progetto è semplice. Se sono riusciti a scippare a Berlusconi circa 564,2 milioni di euro, per la vicenda del Lodo Mondadori già tantissimi anni prima chiusa con reciproci vantaggi (a dirlo in una conferenza stampa, subito dopo l’avvenuto accordo, è stato lo stesso ingegnere), perché non tentare, mettendo nel sacco anche il presidente Napolitano, di mettere le mani sulla stagionata ma ancora piacente Italia? Ma oggi è un altro giorno. Le borse sorridono. Con lo sciopero di ieri non centrano niente. Proprio. Eppure, sembra una sonora pernacchia all’indirizzo della Camusso.
Il 7 Settembre 2011 alle 20:36 ncc1701 ha scritto:
Se penso che quasi certamente questi signori qui di sinistra,non per loro meriti, andranno al governo alle prossime elezioni mi viene il voltastomaco: assenza totale di idee, soliti slogan gridati da mesi, una accozzaglia di persone che la pensano in maniera contrapposta, solo capaci di tassare il Nord e fare spesa pubblica…ripeto, che tristezza…
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