

Il presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini, durante la festa tricolore a Mirabello (Ferrara) l'11 settembre 2011 (Ansa/Sergio Pesci)
Durante il suo discorso a Mirabello Gianfranco Fini ha detto di non avere timore a firmare il referendum per abolire l’attuale legge elettorale “se è l’unico mezzo per togliere di mezzo una legge che ha la responsabilità di aver aumentato il fossato che divide la società civile dal palazzo”.
Ma una volta arrivato ai gazebo ha cambiato idea: “Non firmo”. E perché? Forse per rispettare il suo ruolo di Presidente della Camera, azzarda un cronista dell’Ansa. Da Fini nessuna risposta.
Eppure in molti, sia tra gli amici sia tra i nemici, gli avevano suggerito di scrollarsi di dosso questo ruolo e di iniziare a mettere la faccia su determinate scelte politiche, anche per dare vita alla cosiddetta fase di due di Futuro e Libertà.
Per dire, in un sondaggio nove militanti su dieci gli hanno chiesto di impegnarsi di più. Nel partito e non come presidente della Camera.
E che dovrebbe farlo “senza se e senza ma”, “a mani libere e senza vincoli istituzionali”, come gli ha ricordato il falco fianiano Fabio Granata, interprete di questa corrente di pensiero.
Ma Fini che ne pensa? Ieri, per esempio, ha glissato prudentemente su questo passaggio.
In questo periodo, poi, è più che mai silenzioso: quasi scomparso sui giornali durante l’acceso dibattito sulla manovra, era riemerso (letteralmente sul settimanale Oggi in alcune immagini che lo ritraevano nelle acque di Giannutri mentre pescava stelle marine) e agli inizi di settembre sui quotidiani, ma per interposta persona.
Il fedelissimo Italo Bocchino, dieci giorni fa, spiegava che “Fini scenderà in campo quando ci saranno le elezioni: quando sarà il momento opportuno, scenderà in campo”.
E ieri sempre Bocchino, introducendo il suo discorso alla base, gli ha chiesto ancora una volta di mettersi al comando e di condurre la macchina per lo meno al traguardo.
Anche perché Fli è finito all’ultimo posto (almeno stando a un sondaggio Demos pubblicato su Repubblica sette giorni fa): dallo scorso settembre, quando è nato, è passato dal 6,1% al 3,3%.
- Lunedì 12 Settembre 2011
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Commenti
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Il 12 Settembre 2011 alle 15:52 nhico ha scritto:
«Tutti alla finestra, con l’orologio in mano, per contare i minuti che mancano al crollo di Berlusconi, in modo da potere compiere gesti e rituali al tempo giusto.» E in questa ineffabile attesa lo Stivale continua ad essere rosicchiato da topi di fogna domestici e internazionali. Grasso che cola per gli sbandieratori dell’ antiberlusconismo. Che considerano l’impoverimento dell’Italia e degli italiani un accettabilissimo effetto collaterale. Anche Eugeniuccio Scalfari, puntuale come la morte, nel suo domenicale di eri, nella consueta settimanale predizione della caduta del governo Berlusconi, un esercizio sciamanico che lo tiene impegnato da anni e anni e che certamente l’aiuta a tenere in piedi il suo ego, tuttavia pagando pegno, niente è gratis in questo mondo (e forse anche nell’altro), con quelle tante medaglie di pala di ficodindia assegnategli alla carriera di veggente e politologo, testualmente scriveva: «Tenere ancora in piedi un morto che cammina è la cosa peggiore che ci possa accadere.» Poi, siccome niente si crea e niente si distrugge ma tutto si ricicla, Fini, il capo di un partito che già defunto è, affidandosi ad una lunga perifrasi dice che bisogna guardare avanti. A quell’avanti senza Berlusconi. Di certo, però, il Cav., più di Fini e di tutti quelli che stanno alla finestra dentro e fuori il Pdl, ha la possibilità di essere protagonista anche dopo che sarà passata “la nottata”.
Il 12 Settembre 2011 alle 18:40 pv21 ha scritto:
Dilemma >
Il Ministro SACCONI, durante un pubblico dibattito, nel dissertare di relazioni industriali ha citato, a mo’ di parabola, l’aneddoto di quella SUORA che, UNICA dell’intero Convento, non fu violentata dai briganti solo “perché DISSE di NO”.
Non si è però capito se Sacconi approvasse o meno il “diniego” della suora.
Un DUBBIO non da poco considerato che la FIOM è l’UNICO sindacato che ha detto NO agli accordi “capestro” voluti dalla Fiat di Marchionne per Pomigliano e Mirafiori.
Così come la CGIL è l’UNICA confederazione sindacale ad aver ripetuto il proprio NO all’art.8 della manovra governativa.
Trasparenza e coerenza non sono le “prerogative” di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 12 Settembre 2011 alle 22:01 cantastorione ha scritto:
….No, Gianfango non mollerà mai lo scranno di Montecitorio… e chi glielo fa fare???…. è il primo, ma anche l’ultimo della sua sfolgorante carriera..!!!
Il 12 Settembre 2011 alle 22:19 Zione ha scritto:
Fini, questo ignobile individuo, dovrebbe avvertire il peso della Vergogna; già solo per lo schifo suscitato dalla casa di Montecarlo e togliersi definitivamene dai marroni degli Italiani, che ha tradito vigliaccamente anche con la truffaldina società (di fatto) della sua squallida parentela.
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