

L'ex premier Romano Prodi (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
Un lancio dell’agenzia Radiocor Il Sole 24 ore di ieri riferiva di un giro d’incontri al massimo livello in Cina per l’ex premier Romano Prodi.
L’ex presidente del consiglio e della Commissione europea avrebbe avuto un colloquio privato con l’attuale vice primo ministro e futuro primo ministro Li Keqiang, “personaggio determinante per la politica cinese accanto a Xi Jinping, che sarà il futuro presidente della Cina e che è venuto in Italia all’inizio del giugno scorso”, spiega Radiocor, per dispensare qualche consiglio sull’attuale crisi del debito europea.
La notizia trapelata alcuni giorni dal FT, e poi smentita dall’Ansa che ha parlato solo di investimenti in Italia, riguardava infatti l’ipotesi di acquisto da parte della Cina del 4% del debito italiano.
E Prodi, in questo scenario, sarebbe sceso in campo nel ruolo di interlocutore privilegiato (è l’unico politico europeo ammesso a tenere corsi alla scuola del partito comunista cinese ed è ospite regolare della tv di Stato cinese come commentatore di politca estera). Un’ulteriore mossa del governo italiano, quella di affidarsi all’ex premier di centrosinistra per convincere Pechino a comprare i nostri titoli di Stato?
E’ lo stesso Prodi nel pomeriggio a smentire: “Sarebbe stato irragionevole se l’avessi fatto. Quando mi è stato chiesto ho fatto un quadro sereno del nostro Paese, per esempio facendo presente che il nostro deficit é minimo rispetto a quello degli Usa”.
Prodi al servizio degli eterni rivali Berlusconi - Tremonti? “I cinesi sanno che se dico qualcosa io certamente il mio Governo fa diversamente. Tremonti e Berlusconi non mi chiederanno di mediare con la Cina, ma io sono sempre al servizio del mio Paese”.
Risposta a tratti sibillina, quella dell’ex premier. Che per ora si limita a impartire lezioni: “Berlusconi disse che bollivano i bambini e ricordano bene tutto. Ai cinesi bisogna dire al verità perché hanno una memoria incredibile e bisogna impostare un discorso di lungo periodo. Ognuna delle due parti deve guadagnare qualcosa. Loro hanno paura di essere schiacciati in un rapporto a due con gli Usa e per loro l’Europa diventa un punto di riferimento straordinario”.
- Giovedì 15 Settembre 2011
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Commenti
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Il 15 Settembre 2011 alle 15:19 nonna.papera ha scritto:
Io ho l’impressione che Romano Prodi creda di essere la reincarnazione di Padre Matteo Ricci, missionario gesuita del 16° secolo vissuto in Cina per 18 anni…infatti, da sempre non perde occasione per guardare alla Cina con interesse e simpatia: ai suoi occhi la Cina è sempre stata una grande opportunità e non una minaccia. Io non sono mai stata d’accordo con lui; anch’io seguo con attenzione lo sviluppo dei rapporti italiani con quel Paese, ma già negli anni ‘90 ero impensierita dall’invasione di merci cinesi a basso costo e dall’ingresso della Cina nel WTO. Penso che siamo stati superficiali e frettolosi nei confronti di un Paese che a parti invertite avrebbe adottato molta più cautela con noi e le nostre merci.Nel giro di poco più di due decenni e partendo da una condizione di sottosviluppo, la Cina ha ora in mano un quarto del debito pubblico Usa, compra terra e materie prime in Africa e la competizione con i suoi costi (secondo Prodi andava battuta con la qualità e la ricerca, ma non tutto si può fare così) ha fatto chiudere i battenti a interi settori produttivi, per esempio il tessile per l’abbigliamento e l’arredamento. La Cina è il capitalismo senza democrazia e diritti umani: non scordiamolo mai. La democrazia - imperfetta come tutte le cose dell’uomo - è la migliore forma di governo che l’umanità si sia mai data: ma è anche una pianticella fragile, che va protetta anche contro l’opinione pubblica e soprattutto attraverso la gestione dell’economia.Ho invece l’impressione che Prodi se ne dimentichi sistematicamente, in favore di una visione ecumenica tipica della Chiesa cattolica e che mal si attaglia ad un uomo politico che dovrebbe avere una visione laica della propria missione.
Il 15 Settembre 2011 alle 16:47 giuntas ha scritto:
Dopo la vendita all’Europa(1.936,27 lire contro un Euro). Adesso ci prova con la Cina.
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