di Gaetano Amici
Melania Rea secondo i magistrati di Ascoli Piceno e Teramo viene uccisa dal marito perché Salvatore Parolisi si trova in un “imbuto” psicologico tra due donne che lo comprimono: la moglie Melania e l’amante Ludovica. La passione che travolge Ludovica e Salvatore è dirompente. I due chattano in modo hard al computer con la webcam e lui chiede a lei di fargli vedere parti intime. Questo rapporto ossessivo travolge anche la drammaticità dei momenti che seguono l’omicidio avvenuto il 18 aprile nei pressi del Chiosco della Pineta nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo).
Parolisi inventa la scusa di acquistare fiori per Melania per telefonare a Ludovica:
È l’8 maggio. A Somma Vesuviana si sono già svolti i funerali di Melania, lei riposa nella sua tomba. È sera. Salvatore Parolisi esce dall’abitazione della famiglia Rea perché vuole acquistare dei fiori da portare a Melania in questo giorno particolare. E’ solo un’abile scusa anche se i fiori li acquisterà effettivamente, ma sono l’alibi per parlare con la donna con la quale tradiva la moglie da due anni. Fa molti chilometri per poter parlare al telefono con Ludovica. È una telefonata intensa, i due piangono anche. Lui cerca di chiarire perché in televisione ha detto che amava Melania. Lei dice piangendo che lui si è inventato tutto. È incontenibile: “mi avevi detto che non mi avresti mai mentito”.
La frase “sospetta” della sorella Francesca
In un altro file che i carabinieri tramite una microspia registrano a bordo dell’auto di Parolisi c’è la conversazione nella quale la sorella Francesca pronuncia la parola “cliente”. Una frase che ha interessato molto i pm Davide Rosati e Greta Aloisi che a Teramo si stanno preparando al processo e hanno dato il parere negativo all’incidente probatorio richiesto dalla difesa del caporalmaggiore che voleva la riesumazione di Melania per stabilire l’ora del decesso.
Salvatore Parolisi rivela a zio Rino il tradimento
In un’altra intercettazione lo zio Rino è in auto con Salvatore Parolisi che gli racconta del tradimento e della volontà di dirlo ai genitori di Melania.
La denuncia telefonica ai carabinieri della scomparsa di Melania
E’ il 18 aprile, Salvatore Parolisi chiede alla titolare del ristorante bar “Il Cacciatore” sul pianoro del colle S. Marco di chiamare i carabinieri
Il telefonista anonimo fa scoprire il cadavere di Melania
Una telefonata arriva il 20 aprile alla Questura di Teramo. Un uomo che dalla voce potrebbe sembrare un sessantenne dice che ha visto un corpo nel bosco. Ha un forte accento abruzzese e nella telefonata si ascolta anche una seconda voce che direbbe “stai tranquillo Miché”, ma potrebbe essere un persona che sta passando accanto alla cabina telefonica. I Ris stanno verificando se la voce è vicina al telefonista o esterna alla cabina telefonica.
- Mercoledì 21 Settembre 2011

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