Tommaso Sodano, il vero ispiratore del piano anti-rifiuti a Napoli

La conferenza stampa sull'emergenza rifiuti a Napoli convocata d'urgenza, il 23 giugno 2011, dal sindaco Luigi De Magistris e dal vice sindaco, nonché assessore all'Ambiente, Tommaso Sodano.

La conferenza stampa sull'emergenza rifiuti a Napoli convocata d'urgenza, il 23 giugno 2011, dal sindaco Luigi De Magistris e dal vice sindaco, nonché assessore all'Ambiente, Tommaso Sodano.

Maria Pirro Di Maria Pirro

La falsa partenza nell’estensione del piano di raccolta differenziata? «Polemiche stucchevoli. Si tratta di 7 giorni rispetto a 17 anni di ritardo». L’obiettivo 70% entro fine anno? Un equivoco. Quanto alla partenza di una nave, per trasferire all’estero tonnellate di spazzatura prodotte nel capoluogo campano: «Abbiamo sbagliato a dire metà settembre. Avremmo dovuto dire autunno, probabilmente, con il senno di poi. Ma questi erano i programmi che ci erano stati progettati».

Già componente della commissione d’inchiesta sulle ecomafie e poi presidente della commissione ambiente in Parlamento, spina nel fianco di amministratori e imprenditori chiamati a gestire l’emergenza rifiuti in Campania: prima, certo, di passare all’amministrazione di Napoli. Vicesindaco e assessore all’ambiente, il «politico di razza» della giunta de Magistris, con una laurea in agraria: Tommaso Sodano replica così alle obiezioni sulle difficoltà (ancora evidenti) nell’innescare un ciclo virtuoso nella gestione dei rifiuti.
Andamento lento nella differenziata. Per invertire questa tendenza, si riparte da Scampia, periferia degradata della città: circa 31mila gli abitanti coinvolti nel piano di raccolta porta a porta, primo segnale sul campo targato de Magistris. Per le prossime tre settimane è annunciata la distribuzione dei kit in modo da poter procedere alla separazione della spazzatura in 4 frazioni, da depositare in orari e giorni prestabiliti nei nuovi contenitori sotto casa: plastica e alluminio, rifiuto organico, carta e parte indifferenziata, l’unica, quest’ultima, da smaltire in discarica. Tuttavia, intoppi per provvedere all’eliminazione dei vecchi cassonetti dalle strade si sono registrati anche alla vigilia della presentazione Operazione Scampia, l’ultimo: lo sciopero degli addetti Lavajet motivato da ritardi nel pagamento degli stipendi. «Sciopero imprevedibile» replica Sodano.
Obiettivo 70%. Ancora lontana la meta agognata: raccolta differenziata sotto i livelli di guardia. «Il dato di agosto, sostanzialmente, è lo stesso della vecchia amministrazione: 17%, una percentuale molto bassa» ammette il vicesindaco. E aggiunge: «Il nostro primo dato sarà al termine di questo trimestre, ma arriveremo al 70% di differenziata, quando la raccolta porta a porta sarà estesa a tutta la città».
Sos fondi. Il problema è come finanziare il servizio. Con «le risorse promesse dal ministro dell’ambiente Prestigiamo: si è impegnato dal 1 gennaio 2012 a finanziare il porta a porta per 500 mila abitanti»; «per poi estendere il servizio all’intera città il discorso sui finanziamenti è aperto». Secondo Sodano, «occorrono poche decine di milioni che, al momento, non abbiamo. Speriamo che a brevissimo si possano sbloccare attraverso un accesso diretto ai fondi».
Campane per il vetro traboccanti. In attesa dell’estensione del servizio porta a porta, si segnalano difficoltà anche per i napoletani di buona volontà che desiderano contribuire alla riduzione dei rifiuti attraverso la differenziazione dei materiali riciclabili. «In città mancano migliaia di cassonetti, vanno sostituiti. Così le campane per il vetro: bruciate durante l’emergenza, sono insufficienti. Ma tutto questo è un lavoro che si deve organizzare e ci vorrà del tempo» ammette il vicesindaco.
Sversatoi a cielo aperto. Come non bastasse sono 66 siti, «luoghi abituali» martoriati dai rifiuti, «vere e proprie mini-discariche. La maggior parte nelle aree d’accesso alla città», tutte già censite dall’amministrazione. Cittadini incivili, e commercianti che non collaborano abbastanza. Che fare? «Da pochi giorni è stato creato un nucleo di polizia locale ambientale». Cinquecento, intanto, le multe in tre mesi.
Altolà dell’Europa al caos rifiuti. C’è poi il rischio di sanzione dall’Europa, «se non riconoscono i passi avanti». Rischio imminente, sottolinea il vicesindaco: «Potrebbe esserci un provvedimento tra il 27-28 settembre… Noi siamo lavorando con la Regione per dire non è rimasto tutto immutato rispetto a sei mesi fa». Anche perché, «con 30 milioni di euro, dall’Unione destinati a Napoli, se sbloccati, potremmo estendere il porta a porta quasi all’intera città».
Gli impianti che mancano. Altra croce nello smaltimento dei rifiuti che rende il capoluogo mai auto-sufficiente. La partita rimane tutta da giocare: «Siamo anche disperatamente cercando di avere compostaggio nel territorio comunale, provinciale, campano».
La nave per l’estero. Soluzione alternativa per eliminare i rifiuti nei territori già assediati da discariche illegali, e legali, sino a quando non saranno costruite le strutture di trattamento della spazzatura attese da tempo. A proposito dei tempi dilatati, dice Sodano: «Abbiamo avuto difficoltà nel trovare personale adeguato a caricare la stiva. E, per le gare a evidenza pubblica, per motivi di trasparenza non è stato possibile chiudere la procedura ad agosto. Ecco perché far slittare il tutto a settembre, lunedì 5, il primo giorno utile».

Con il senno di poi, meglio non sbilanciarsi sulle date d’avvio dei viaggi della monnezza: «L’unica certezza è che la nave partirà, i contratti sono stati firmati», anche se, aggiunge Sodano, «scopro oggi che potrebbero esserci tempi anche lunghi sull’iter delle autorizzazioni…. Io mi fermo a quello che ha dichiarato l’assessore regionale Romano davanti al ministro Prestigiamo: 2-3 giorni al massimo». Attorno ai rifiuti, denuncia Sodano, «per prima cosa, abbiamo dovuto ricostruire un rapporto di fiducia di modo da poter avviare le trattative con le società estere; dopo di che abbiamo rinunciato e superato l’intermediazione degli anni passati», quando «è chiaro che si è fatto una sorta di cartello anche nel nostro Paese». La frazione umida della spazzatura, ad esempio. «Ha un valore a bocca d’impianto di 60-70-90 euro a tonnellata. Noi stiamo pagando 160-180-200 euro a tonnellata. Da anni. Da anni…».

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Il 26 Settembre 2011 alle 21:20 Tommaso Sodano, il vero ispiratore del piano anti-rifiuti a Napoli | Editori Online ha scritto:

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