
Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli (Ansa)
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La sortita di Diego Della Valle con una pagina a pagamento sui principali quotidiani ha fatto un discreto flop, trovando consenso soltanto nell’area finiana e in quella dll’IdV, ma anche lì con scarsa convinzione. Che ha detto l’industriale della Tod’s? Le solite cose: la classe politica è da buttare, nessuno ha a cuore il bene collettivo, il mondo economico che non vive di concorrenza e mercato è compromesso con la politica e la politica nel suo complesso, destra e sinistra senza trascurare il centro, è da considerare un rifiuto tossico. Nulla di nuovo sotto il sole rovente di questo ottobre estivo e in fondo la notizia, se proprio vogliamo dirla tutta, non c’è.
Ma ci potrebbe essere se ci chiediamo che cosa può nascondersi dietro la sortita dell’industriale. Io personalmente temo che dietro non ci sia assolutamente nulla, neanche un complotto, un retroscena, una congiura. E questo è un problema perché quando la politica soffre, in genere per la legge dei voti e dei pieni si assiste all’emersione di nuovi soggetti che cercano o immaginano di surrogare il potere dato per spacciato. In realtà ci troviamo di fronte a un gioco aperto soltanto alle speculazioni di letteratura fantastica, perché per ora la logica dei numeri e del calendario detta legge: il governo ha la maggioranza, nessuno vuole elezioni anticipate.
Però, ecco il fatto nuovo: la raccolta delle firme per abrogare la legge elettorale detta scherzosamente, e poi seriamente “porcellum” (da “questa legge è una porcata”, frase pronunciata dal senatore Calderoli, che è uno dei suoi autori) è andata trionfalmente, il che significa che il referendum si farà e ci sono pochi dubbi, anzi nessuno, sul suo esito. Se si andrà al referendum senza aver prima varato una nuova legge elettorale, l’attuale legge decadrà e il Parlamento avrà perso la sua legittimità e dovrà in tempi brevi essere sciolto.
Questa prospettiva ha scatenato un vero “cupio dissolvi”, un’ansia di sciogliere Camere e governo, benché queste istituzioni siano perfettamente in carica.
Come finirà? La mia opinione è che tutto questo trambusto non porterà a nulla, come non ha portato a nulla tutto il trambusto che ha investito la politica da quando si sono verificati due atti diversi, ma intrecciati. Il primo è costituito dalle conseguenze delle accuse contro il presidente del Consiglio per la sua vita privata e il secondo è costituito dall’uragano economico mondiale. La versione secondo cui le disgrazie finanziarie dell’Italia dipendono da Silvio Berlusconi, benché suggestiva si è dimostrata falsa il giorno in cui Angela Merkel ha dichiarato di sostenere la Grecia e quando il Bundestag, il Parlamento tedesco, ha ratificato la legge di spesa per questa operazione. Ciò ha fatto volare tutte le borse del mondo, inclusa quella di Piazza Affari, che va su e giù insieme a quelle di Francoforte, Parigi e tutte le altre, il che vuol dire che è ciò che decide la Germania a determinare la fiducia o la sfiducia dei mercati e non le nostre tristi beghe interne.
Questi due diversi scenari, tempesta giudiziaria e tempesta dei mercati, hanno finito per formare una sorta di ologramma, una figura che sembra reale senza esserlo e consiste in uno scenario di fine del governo prima della scadenza, cosa che può legittimamente e fattualmente avvenire se e soltanto se Berlusconi si metterà o se verrà sfiduciato, due eventualità che sembrano e sono molto lontane dalla concreta realtà.
Tuttavia sembra che tutti nel mondo politico si comportino come se invece la questione fosse ormai matura e si dovesse soltanto trovare chi “stacca la spina al governo”. E anche questa è una forzatura letteraria, nel senso della letteratura fantastica, perché l’unico partito che potrebbe staccare la spina è la Lega che a quanto pare non ne ha alcuna intenzione per molti motivi, di cui il primo è costituito dalla sua attuale fragilità elettorale, come si è visto alle amministrative.
In questo quadro di turbolenza la Lega ha tentato di giocare, almeno da un punto di vista emotivo e di facciata, la carta della secessione, ricevendo in ritorno uno schiaffo da parte del presidente Napolitano che ha apertamente sfidato Bossi negando qualsiasi possibilità di procedere al distacco della “Padania” attraverso vie legali e pacifiche.
In questo quadro Silvio Berlusconi ha definito la sua azione nel tempo breve negando spazio alla questione elettorale e puntando su riforme che possano dar fiato all’economia promuovendo la ripresa. Questa appare del resto anche l’unica strada percorribile: dare risposte forti alle parti sociali, controbattere all’attacco di Confindustria con interventi strutturali nella speranza di ricevere una risposta dai mercati. Nel frattempo però, inutile mettere la testa sotto la sabbia, la questione elettorale e referendaria va avanti per conto suo e il Pdl dovrà ben decidere che cosa fare e questo sembra il maggior grattacapo di Alfano che si trova di fronte correnti interne che si stanno disarticolando e ricomponendo su diverse posizioni favorevoli o sfavorevoli alle preferenze.
Il punto è che se è di gran moda dir tutti male del porcellum, cosa su cui sono d’accordo anch’io tant’è che ho firmato per il referendum abrogativo, non esiste alcuna unità, o tendenza prevalente sul tipo di legge che si vorrebbe adottare al suo posto. Ogni partito tende a chiedere la legge più adatta alla sua sopravvivenza, ma così non si troverà mai una soluzione che vada bene per tutti. Questo della nuova legge elettorale è comunque un secondo fronte, imminente ma non di immediata attualità, su cui alla fine si accenderà il vero scontro. Esiste anche un’ipotesi difficile da verificare ma che viene sussurrata: troncare subito la legislatura e votare a primavera con la vecchia legge, così da impedire il referendum e le sue conseguenze. Una grande partita è dunque aperta, benché non siano chiare ancora le regole del gioco e neanche chi sono e da che parte stanno i giocatori.
- Martedì 4 Ottobre 2011
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Il 4 Ottobre 2011 alle 8:33 Mina referendaria sul Palazzo: la legislatura è davvero agli sgoccioli? | Editori Online ha scritto:
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Il 4 Ottobre 2011 alle 9:16 Notizie e Cronaca : Mina referendaria sul Palazzo: la legislatura è davvero agli sgoccioli? ha scritto:
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