
Ivan Scalfarotto, vicepresidente Pd e animatore del movimento contro la delibera Agcom - D DAY/ANSA/PAT
Intervista di Marco Morello
Diritto d’autore: le opinioni di Matteo Mille (BSA) e Antonello Venditti. A Bergamo un convegno sul tema
«Per combattere la pirateria l’educazione è mille volte meglio della repressione» ripete Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico e animatore della notte della rete del 6 luglio scorso, quando centinaia di blogger, artisti e attivisti del copyleft si riunirono a Roma per protestare contro lo schema di regolamento dell’Agcom sul diritto d’autore.
Cosa contesta in particolare?
«Nelle pieghe di questi provvedimenti c’è sempre il timore di una restrizione della libertà della rete, che è un valore fondamentale, soprattutto in un Paese come il nostro in cui l’accesso ai nuovi media e in genere all’informazione è più ridotto rispetto a quanto avviene altrove».
Però l’Authority ha sottolineato in modo esplicito che la libertà d’espressione sarà pienamente tutelata.
«Bene, ma io pongo una domanda: quali sono gli interessi che andiamo a tutelare? Qual è la spinta, la motivazione per la quale riteniamo che un regolamento del genere sia così urgente? L’allarme sociale è sicuramente altrove».
Tornerete in piazza a protestare?
«Vedremo. Pensare che questo tema sia slegato da considerazioni di politica generale mi sembra ingenuo. Se per esempio si abbina al discorso delle intercettazioni, l’opinione pubblica potrebbe vederci un disegno unico».
Comunque l’Agcom interviene solo in una seconda fase. La logica è prima favorire il dialogo tra chi sente che è stato violato un suo diritto e il presunto autore dell’illecito: le sanzioni, se arrivano, sono un momento successivo.
«Credo però che se l’autore di un blog riceve da una multinazionale una mail con la quale è invitato a cancellare un contenuto, abbia titolo per sentirsi un po’ preoccupato».
Lo giudica un meccanismo intimidatorio?
«Dico soltanto che le cose stanno cambiando, che c’è sempre più gente che le canzoni e i film li compra. E aggiungo che nel caricare contenuti si fa tantissima attenzione a non calpestare i diritti di nessuno. Ha idea di quanto siano stringenti le regole di certi siti?».
Alla fine, dunque, lascerebbe tutto com’è?
«Penserei ad altri tipi di interventi. Per esempio, perché un album su un negozio digitale è venduto a prezzi simili a quelli di un cd, che ha una filiera molto più lunga e costi fissi di produzione e distribuzione?».
Che altro?
«Sarebbe cruciale puntare sull’educazione: bisogna capire che si fa un danno a qualcosa che si ama. Chi scarica film e dischi, al cinema e alla musica vuol bene: difendi il tuo piacere, dovremmo dire. Sanzionare, reprimere, potrebbe essere invece un incitamento a cercare una scappatoia. Sa come si dice: fatta la legge, trovato l’inganno».
- Mercoledì 5 Ottobre 2011
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Ottobre 2011 alle 9:27 I titoloni sulla pirateria musicale italiana: ragioniamoci - The New Blog Times ha scritto:
[...] mio avviso non sbaglia più di tanto, certamente è più “di parte” ma in fin dei conti sostiene tanto che la repressione cieca è inutile, quanto che l’educazione è la strada da seguire e [...]
Il 9 Ottobre 2011 alle 19:17 Notizie e Cronaca : Ivan Scalfarotto: “Contro la pirateria l’educazione è mille volte meglio della repressione” ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 09 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.