
Matteo Mille, presidente del comitato italiano di BSA, l'organizzazione che si occupa di tutelare il diritto d'autore in rete
Di Marco Morello
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«La pirateria prolifera grazie all’impunità che vige on line, alla mancanza di regole ad hoc. In Italia ci sono ottime norme per proteggere il diritto d’autore quando la violazione è tangibile, per esempio in caso di vendita di software illegale su cd o dvd. Ma quando si prescinde dal supporto fisico, di fronte a un reato che è solo digitale, la tutela si fa fumosa, parecchio carente». A parlare è Matteo Mille, presidente del comitato italiano di BSA, abbreviazione di Business Software Alliance, la principale organizzazione internazionale che si batte per il rispetto della proprietà intellettuale.
Insomma l’Agcom (scarica lo schema di regolamento pdf) si limiterebbe a colmare un vuoto normativo.
«E farebbe un favore a tutto il Paese. L’Italia, da anni, è sotto osservazione da parte degli investitori americani per i suoi problemi nella difesa della proprietà intellettuale. Ebbene, anche loro si sono accorti che qualcosa sta cambiando, che c’è una nuova consapevolezza. E potrebbero decidere di mutare atteggiamento, di stimolare gli investimenti nel nostro mercato».
Entriamo nel merito dello schema del provvedimento dell’Autorità. Lo reputa efficace?
«È lungimirante, è un ottimo punto di partenza, ma secondo Bsa ci sono tempi eccessivamente lunghi nella gestione delle comunicazioni tra le parti coinvolte. Per la rimozione si arriva a venti giorni: veramente troppi se si pensa che la maggior parte dei download, e dunque dei profitti pubblicitari delle pagine viste, si concentra nei primi tre giorni dalla pubblicazione».
La vostra proposta?
«Accorciare quantomeno la prima fase, quella in cui la parte offesa si rivolge direttamente a chi ha pubblicato il contenuto. Gli sono concesse 96 ore per rimuoverlo, noi pensiamo che 48 siano più che sufficienti prima di chiamare in causa l’Autorità».
Che altro?
«È parziale che il procedimento colpisca direttamente solo siti italiani al 100%. Ce ne sono molti ospitati da provider stranieri che sono zeppi di contenuti illegali tagliati per il pubblico del nostro Paese. Anche lì bisogna pensare a meccanismi più efficaci e a una tempistica accorciata».
Parliamo sempre e comunque di sanzioni rivolte a chi pubblica, non a chi scarica.
«Sono per punire lo spacciatore, non il drogato, purché sappia che a drogarsi fa male. Non è solo questione di parassitismo: chi copia contenuti non fa crescere il mercato, causa perdite di posti di lavoro e subisce un danno diretto, perché le aziende non sono più stimolate a investire in ricerca e dunque la qualità del prodotto finale ne risente. È un circolo vizioso di cui tutti pagano le conseguenze. A cominciare da chi scarica».
- Mercoledì 5 Ottobre 2011
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Il 5 Ottobre 2011 alle 16:29 Matteo Mille (BSA): “Vi spiego perché la pirateria online colpisce i diritti di tutti” | Editori Online ha scritto:
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Il 10 Ottobre 2011 alle 5:17 Notizie e Cronaca : Matteo Mille (BSA): “Vi spiego perché la pirateria online colpisce i diritti di tutti” ha scritto:
[...] Italia Pubblicato: 10 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Notizie e Cronaca [...]
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