Giornata della rabbia: Roma teme un’altra giornata di guerriglia urbana

Il corteo degli studenti a Roma, oggi 7 ottobre 2011. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il corteo degli studenti a Roma, oggi 7 ottobre 2011. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Claudia DacontoGià il nome è tutto un programma: “Giornata internazionale della rabbia”. Sabato prossimo a Roma e in molte altre capitali europee scende in piazza il popolo degli Indignados per manifestare contro le misure anti-crisi imposte agli Stati dagli organi internazionali dell’economia, dalla Bce, al Fondo monetario internazionale alla Banca mondiale, all’insegna dell’austerty e dei tagli alla spesa sociale.
E come anticipato da Panorama già a fine settembre, sono gli stessi servizi di intelligence a segnalare il rischio massimo di incidenti di piazza per far cadere il governo.

Migliaia le adesioni raccolte attraverso siti web, blog e social forum, attenzionati speciali delle ultime ore da parte del ministero dell’Interno, questura della Capitale e Commissione sicurezza urbana presieduta da Fabrizio Santori che a Panorama.it confessa: “Sono molto preoccupato. I messaggi sono allarmanti. Ci sono frange estreme decise a forzare i cordoni di polizia e a deviare dal percorso autorizzato. Se ciò avvenisse davvero, le forze dell’ordine non potranno fare a meno di intervenire”.
Il timore è che possano ripetersi le scene già viste lo scorso 14 dicembre quando il centro storico di Roma fu messo a ferro e fuoco da gruppi di studenti che, senza alcun preavviso e in modo spontaneo, decisero di scatenare la guerriglia con auto e blindati della polizia dati alle fiamme, feriti e decine di fermati.

Tra i numerosi siti monitorati dalla Commissione sicurezza per raccogliere informazioni, indizi e notizie da inoltrare al prefetto e al questore, Santori cita il più famoso e agguerrito Indymedia, ma anche i blog 15ottobre.wordpress.com, neuroniattivi.blogspot.com, chiprotesta.it, Italianrevolution.it, isegretidellacasta.blogspot. E’ qui che si trovano frasi inneggianti alla rivolta come “dobbiamo marciare su Roma e mettere la nostra faccia davanti al Parlamento” e accuse nei confronti degli organi d’informazione nazionali che, a loro dire, “allarmano la rivolta urbana, ben lontana dalla passionale e bakuniana rivolta sociale”, un concetto che di cui lo stesso Santori confessa di non comprendere il senso e nemmeno l’italiano.

Non sempre, certo, si tratta di messaggi così esplicitamente bellicosi. Sul blog 15ottobre.wordpress.com per esempio si chiariscono i motivi della protesta “contro la distruzione dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi che difendono i profitti e la speculazione finanziaria”, di cui anche esimi professori di economia si sono fatti portavoce e sostenitori (vedi l’ultimo libro di Loretta Napoleoni “Il Contagio”). Sul profilo Facebook degli Indignados, dove si sono iscritte più di 3mila persone e che “piace” a quasi a 8mila , e su Twitter si ripetono gli inviti a partecipare al corteo e si dà conto del numero di pullman pronti a raggiungere Roma: centinaia quelli già noleggiati, senza contare chi raggiungerà la città in treno o con mezzi propri. Solo dal mondo antagonista, centri sociali in testa, dovrebbero riversarsi a Roma circa 13mila soggetti.

L’appuntamento è fissato alle 14 in piazza della Repubblica. Se mai ci arriverà, il corteo dovrebbe concludersi in Piazza San Giovanni passando per via Cavour e via Labicana. Ed è proprio sulle possibili deviazioni al tragitto che sono puntati gli occhi di chi ha il compito di vigilare sullo svolgimento della manifestazione. Le zone più delicate sono quelle di più facile accesso a Palazzo Grazioli, Palazzo Chigi e al Senato, quindi piazza Venezia, via del Corso, il passaggio attraverso il rione Monti che collega via Cavour con via Nazionale da dove si raggiunge piazza San Silvestro e quindi il Parlamento.

“L’intenzione che emerge dalla lettura di questi blog è chiara – spiega Santori – si vuole violare il percorso autorizzato per arrivare davanti ai palazzi istituzionali. A quel punto le forze dell’ordine devono intervenire per forza e lì può succedere di tutto”. Un timore che trova giustificazione nelle parole del leader dei Blocchi Precari Metropolitani romani Paolo di Vetta che sabato scorso, in occasione di un incontro tra movimenti e collettivi antagonisti al teatro occupato Volturno, ha aperto l’assemblea dicendo che “molti di noi non vogliono andare a San Giovanni a fare una manifestazione rituale”. Che tradotto significa voler passare ad azioni più eclatanti per “alzare il livello del conflitto sociale”.

Per questo la gestione dell’ordine pubblico sarà affidato a oltre 1000 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri provenienti da tutta Italia, i quali avranno il compito di controllare chiunque si presenti in piazza con un casco da motociclista ma anche solo con una sciarpa al collo che, in caso di scontri, possa servire a nascondere il viso.
“In alcuni blog – va avanti il presidente della Commissione sicurezza urbana – abbiamo trovato addirittura dei decaloghi per affrontare eventuali scontri con le forze dell’ordine. Per esempio su italianrevolution.it c’è scritto di evitare l’uso e soprattutto l’abuso di alcol e droghe leggere e pesanti proprio per rimanere lucidi, ma anche per una questione d’immagine”.

C’è poi la questione infiltrati. Ad ogni manifestazione degenerata in violenza di piazza c’è sempre stato qualcuno che ha alluso, più o meno esplicitamente, alla presenza, tra i gruppi più estremisti, di personaggi addestrati per creare scompiglio al fine di legittimare un abuso di forza da parte di chi ha in mano un manganello. “Una leggenda metropolitana” secondo Santori il quale sottolinea come in passato chiunque sia stato fermato durante una manifestazione per aver compiuto atti di violenza, sia sempre risultato appartenere a centri sociali o a movimenti di questo genere.
“Io non voglio certo passare come quello che alza il livello di guardia per ostacolare chi vuole manifestare in modo pacifico. Ma il nostro compito è quello di garantire la sicurezza delle persone. Di chi vive e lavora nel centro storico, dei commercianti, dei turisti, dei giornalisti e delle forze dell’ordine che saranno impegnati sabato in piazza e di tutta quella gente che pacificamente vuole manifestare il proprio dissenso”.

Guarda il video degli scontri del 15 dicembre a Roma

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Il 12 Ottobre 2011 alle 19:12 Indignados di tutto il mondo in piazza: la mappa delle manifestazioni del 15 ottobre | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] Sabato 15 ottobre in 662 città di 72 paesi del mondo si terranno manifestazioni. Il movimento, sorto sulla scia degli “Indignados” spagnoli si propone di globalizzare la rabbia per la crisi economica mondiale. E in Italia, dove è prevista una grande manifestazione a Roma, si temono problemi di ordine pubblico. [...]

Il 12 Ottobre 2011 alle 23:52 - Vivi Capena ha scritto:

[...] Sabato 15 ottobre in 662 città di 72 paesi del mondo si terranno manifestazioni. Il movimento, sorto sulla scia degli “Indignados” spagnoli si propone di globalizzare la rabbia per la crisi economica mondiale. E in Italia, dove è prevista una grande manifestazione a Roma, si temono problemi di ordine pubblico. [...]

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