
Il premier esce dall'aula senza degnare di uno sguardo Giulio Tremonti (Ansa/Giuseppe Lami)
Il governo va sotto alla Camera sul rendiconto generale dello Stato. Per le assenze nella maggioranza, l’Aula ieri ha bocciato per un voto l’articolo 1 del provvedimento anche grazie ad alcune defezioni pesanti, in primis quella di Giulio Tremonti. Ma mancavano anche Claudio Scajola e diversi ex Responsabili, nonché Umberto Bossi (incolpevole, a quanto pare, perché stava rispondendo ai giornalisti fuori dall’Emiciclo senza accorgersi che si stava votando).
Il leader della Lega però ridimensiona la portata del voto: “Per adesso” il governo non crolla, “per adesso” va avanti. Anche perché la bocciatura del bilancio dello Stato è dovuta “solo a un piccolo infortunio, nulla di politico“.
Dal vertice di maggioranza convocato subito dal presidente del Consiglio a palazzo Grazioli è emersa la soluzione per rispondere alla battuta d’arresto: Silvio Berlusconi andrà in Aula, forse giovedì o addirittura oggi, per chiedere che il Parlamento rinnovi la fiducia al governo su una “comunicazione politica” in cui sosterrà che mandare all’aria l’Esecutivo nel bel mezzo di una crisi economica mondiale è da veri “irresponsabili”.
Un modo per dare immediata risposta ai dubbi di quanti, dalle opposizioni fino al Quirinale, dubitano che il Cavaliere disponga ancora di una maggioranza parlamentare. “A fronte di interpretazioni del tutto erronee e forzate delle opposizioni sulle implicazioni del voto negativo all’art. 1 della legge sul rendiconto, il governo e la maggioranza reputano necessario richiedere la fiducia al Parlamento. Ciò avverrà sulla base delle comunicazioni politiche che il presidente del consiglio intende rendere in Aula”, ha spiegato Paolo Bonaiuti al termine del vertice.
“Indipendentemente da queste comunicazioni” ha aggiunto il portavoce del premier, “sul merito del provvedimento relativo al rendiconto generale dell’amministrazione dello stato, si è convinti che il voto negativo all’art. 1 non sia ostativo all’approvazione di tutti gli altri articoli del provvedimento stesso”.
Parole che non chiariscono del tutto come, tecnicamente, l’Esecutivo intenda procedere sul fronte del provvedimento, anche se sembrano indicare che la strada scelta sia quella modificare l’articolo bocciato dall’Aula e votare gli altri mancanti. Una soluzione che tuttavia potrebbe scontrarsi con i regolamenti, per questo si ipotizza anche la presentazione di un nuovo testo, varato dal Consiglio dei ministri, che ricalchi quello di ieri.
Facile prevedere quello che Berlusconi dirà alla Camera: “Andare alle elezioni nel bel mezzo di questa crisi economica mondiale è da veri irresponsabili” ha sottolineato davanti ai vertici del Pdl e della Lega. “L’Italia ha bisogno di un governo che vari il decreto per lo sviluppo e faccia le riforme necessarie“.

Il tabellone delle votazioni alla Camera (Ansa/Giuseppe Lami)
- Mercoledì 12 Ottobre 2011
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Il 12 Ottobre 2011 alle 10:51 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Ai mestieranti della Politica SMEmo che l’Italia è una Repubblica Parlamentare.
Io credo che a tutti quelli che vogliono un altro Governo o pretendere andare al voto senza passare dalle regole Parlamentare con voto di fiducia, si dovrebbe dargli una mano con papelo da sottoscrivere che se in 6 mesi non riescono a migliorare la crisi, oltre alle dimissioni saranno presi a calci nel c**lo per 100 giri del perimetro del Parlamento.
http://www.splinder.com/myblog.....iew/659606
http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/
http://vincenzoaliasilcontadin.....o-che.html
Il 12 Ottobre 2011 alle 19:27 pv21 ha scritto:
Sovranità >
Siamo all’ultimo quarto della legislatura.
La maggioranza non ha saputo approvare il Rendiconto di Bilancio del 2010. Non c’è problema. Basta porre la fiducia e si va avanti.
Del resto la maggioranza è stata già battuta altre 90 volte e per ben 50 volte il governo è ricorso al voto di fiducia.
Da un anno il Parlamento è bloccato da una maggioranza “purchessia” fedele solo all’appello del “TUTTO tranne elezioni”.
E’ una modalità quantomeno “singolare” di superare le incertezze e le divergenze “interne” e che mortifica il ruolo e penalizza l’operatività di Istituzioni demandate a risolvere i problemi del paese.
Una soluzione “estrema” ci sarebbe.
In una pausa dei lavori di Camera e Senato gruppi di cittadini, in modo del tutto pacifico, dovrebbero insediarsi nelle rispettive Aule occupando ogni spazio agibile. Si verrebbe così a comporre una catena umana tale da rendere impraticabile ogni tentativo di sgombero.
Il tutto con il sostegno esterno di larga parte dell’opinione pubblica.
Il Presidente della Repubblica non potrebbe che far propria la MANIFESTA volontà popolare di un ritorno alle urne.
La sovranità APPARTIENE al popolo e non può essere “ostaggio” di una casta di PRIMI SUPER CIVES …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 12 Ottobre 2011 alle 21:01 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Opposizioni fuori sull’Aventino.
Chiamarli ancora“Onorevoli?”Come spiegare la decisione comune assunta dai capigruppo Pd,Udc,Api,Fli e Idv che si possono definire Democratici,Cattolici Cristiani o avere Valori?Io credo che sono alla frutta,l’elettorato li punirà per non avere tutelato i loro interessi comportandosi con Niet e partire all’aria fresca dell’Aventino,se passassero Leggi poco gradite senza il loro interessamento ma solo ai 15.000€ e restare su scranni della Casta poi a sentire le lamentele:‘O Sud! E”Non arrivano alla fine del mese, mentre loro si possono comprare yahct,Vigne Rosse leasing altri ceppi Finanziari alla casa dopo anni di sudore loro invece,titolo di Cavaliere ed onori,dopo avere lasciato a marcire nella M**da esseri umani sotto i ponti di Tor di Quinto o come avere un braccio Sinistro uno che faceva Pena-ti non vi pare?Naturalmente senza contare chi SMEmorato di avere una casa a Montecarlo o per qualcuno la pagare per lui!
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