Cocaina: a Milano il doppio dei consumi italiani. Lo dimostrano le acque di scarico

Ansa

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Le acque del depuratore di Nosedo, che raccoglie gli scarichi della città di Milano, rivelano tracce di cocaina, eroina e cannabis molto superiori alle stime sul consumo di stupefacenti: ogni anno a Milano vengono effettivamente consumati oltre 330 kg di cocaina, quantità doppia rispetto alle statistiche nazionali, le quali calcolano nell’1,2% della popolazione tra i 15 e i 64 anni (circa 10.000 persone a Milano) i consumatori di questa droga.
I dati diffusi dall’Istituto Mario Negri, che ha affiancato alle statistiche sul consumo di stupefacenti l’analisi delle acque del depuratore di Milano, misurano i residui di queste sostanze nelle acque di scarico, per ricavare informazioni sull’effettivo consumo di droghe da parte della popolazione.
I dati provenienti dal monitoraggio dell’impianto di depurazione di Nosedo, che serve circa 1,25 milioni di abitanti, evidenziano un residuo giornaliero medio di 0,5 kg di benzoylecgonina, residuo metabolico della cocaina rintracciabile nelle urine, 200 g di cocaina, 40 g di morfina (derivato dell’eroina) e 25 g di TCH-COOH (residuo della cannabis).

Il progetto - presentato durante la giornata dell’Acqua al Festival dell’Ambiente 2011 - e’ stato avviato nel gennaio 2011 dalla Fondazione AquaLab, in collaborazione con l’universita’ degli Studi di Milano e Milano - Bicocca e il finanziamento della Fondazione Cariplo e prevede l’utilizzo di un bivalve filtratore d’acqua dolce, la Dreissena polymorpha.
Questo mollusco ha la capacita’ di filtrare le sostanze inquinanti (droghe, composti farmaceutici, metalli pesanti), accumulandoli nei propri tessuti. Al termine del suo ciclo vitale, il bivalve e’ rimosso e con esso anche il carico inquinante accumulato.
Per quanto riguarda Milano, dall’analisi delle acque del depuratore di Nosedo, è emerso che l’ammontare dei residui rimane costante in tutti i giorni della settimana, dimostrando come a Milano l’eroina e la cannabis - in assoluto la droga più utilizzata, seguita dalla cocaina e dall’eroina - sono consumate con regolarità, mentre la cocaina registra picchi di consumo nei week end.
Oltre ai residui di droghe, nelle acque di Milano sono presenti tracce di farmaci di uso comune, prodotti per l’igiene personale, metalli pesanti. Questi residui, benché in quantità inferiori ai limiti fissati dalla legge, non sono intercettati dagli impianti di depurazione convenzionali e rimangono nelle acque reflue, utilizzate per l’irrigazione dei campi. L’accumulo di queste sostanze, anche a bassissime concentrazioni, risulta nel tempo dannoso per l’ambiente e la salute.

Qualche anno fa Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, aveva fatto analizzare alcune banconote prese in locali pubblici di Milano.  Tutte le banconote contenevano tracce di droga. Ecco il suo sconcertante racconto:

Cocaina tutte le banconote sono contaminate

di Carmelo Abbate - 7/8/2003

Cercate nelle vostre tasche, aprite il portafoglio, prendete le banconote in euro e guardatele bene. Vedete solo ponti, finestre e portali dell’architettura europea. Eppure, in mezzo c’è della cocaina. Pulviscoli, particelle invisibili agli occhi umani. Ma pur sempre cocaina. Insomma, gli euro sono in circolazione da poco più di un anno e mezzo e già sono tutti contaminati.
La notizia arriva da una analisi svolta dall’Istituto di medicina legale di Milano, diretto dal professor Franco Lodi, su iniziativa di Panorama. Farà pure impressione, ma il risultato è inconfutabile in 76 banconote su 76 esaminate sono state riscontrate tracce di cocaina. Il 100 per cento.
I biglietti da 5, 10, 20 e 50 euro sono stati raccolti da Panorama a Milano tra discoteche e locali modaioli. Da corso Como a Porta Romana, dai Navigli alle Colonne di San Lorenzo, sempre con lo stesso meccanismo consumazione e pagamento con una banconota di grosso taglio. Gli euro di resto sono stati portati direttamente in laboratorio.
Qui sono stati prima trattati con alcol metilico e poi sottoposti a un esame di gas-massa. Cento per cento, dunque, anche se dentro questo dato è bene fare distinzioni. In due biglietti da 10 euro è stata riscontrata una grossa quantità di sostanza (circa 1 milligrammo) con l’ulteriore presenza di alcaloidi minori della cocaina. Gli esperti non hanno dubbi erano stati utilizzati da poco per sniffare.

In altri 8 biglietti da 5, 10, 20 euro è stata trovata una quantità tale da far pensare che siano stati ugualmente usati per tirare, anche se qualche settimana prima. Per il resto, si parla di quantitativi minimi, quasi impercettibili. Eppure presenti.
Certo, siamo solo a Milano. Ma il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare. Prendiamo la Germania. Appena due mesi fa i tecnici dell’Istituto di ricerche biomediche e farmaceutiche di Norimberga hanno diffuso il risultato di un’analisi identica svolta su 600 banconote.
Ebbene, il 90 per cento dei biglietti era sporco di cocaina. Lo studio aveva anche evidenziato come la quantità di polvere bianca sul denaro fosse minore in quei paesi dove il consumo di droga è più basso per esempio Francia, Finlandia e Grecia. Lo stesso istituto ha scoperto che sui biglietti spagnoli, in particolare a Barcellona, la concentrazione di pulviscoli bianchi era cento volte superiore a quella tedesca.
E bisogna ricordare un altro test, svolto a Londra qualche anno fa, che aveva fatto emergere un dato analogamente sconfortante il 99 per cento delle sterline era positivo. Risultati che non possono essere sottovalutati. C’è chi punta il dito contro i bancomat i distributori automatici mescolerebbero il denaro pulito con quello “dopato”, con il risultato di sporcarlo.

LE BANCONOTE USATE PER SNIFFARE

L’indagine sui soldi sporchi è stata condotta a Milano. Il cronista di Panorama ha frequentato locali notturni, discoteche, pub alla moda. Si presentava sempre al bar con una banconota da 100 euro per la sua consumazione. I biglietti ricevuti come resto sono stati classificati, imbustati, consegnati per le analisi all’istituto di medicina legale di Milano. In tutto erano 76 banconote, di tagli diversi. Su tutte, la presenza di tracce di cocaina. O più che tracce due banconote da dieci euro erano state certamente utilizzate per sniffare poco prima di finire nelle mani del giornalista. Altre otto sono sicuramente servite allo stesso scopo, qualche tempo prima. E le altre? Presentano tutte tracce di droga, in quantità variabili. La spiegazione più facile è che siano state infilate in un portafoglio o nella cassa di un bar insieme a banconote sporche. Ma si può pensare che siano state utilizzate da un consumatore, però molto tempo prima di finire sotto i microscopi del laboratorio.

  • biker
  • Giovedì 20 Ottobre 2011

Commenti

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Il 20 Ottobre 2011 alle 13:35 Cocaina: a Milano il doppio dei consumi italiani. Lo dimostrano le acque di scarico | Editori Online ha scritto:

[...] original post here: Cocaina: a Milano il doppio dei consumi italiani. Lo dimostrano le acque di scarico Posted in Stampa Tagged carmelo-abbate, cocaina, festival, germania-appena, istituto mario negri, [...]

Il 18 Gennaio 2012 alle 21:20 50 kertaa Italia : Arkitehti ha scritto:

[...] vedenpuhdistuslaitoksilla tehtyjen analyysien perusteella Milanossa arvioidaan käytettävän yli 330kg kokaiinia [...]

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