

L'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio (ANSA/ENZO LAIACONA)
Chissà che idea si è fatto dei dittatori dei paesi arabi e nord africani l’eurodeputato del Carroccio Mario Borghezio. Ieri, per esempio, ha detto che quella di Gheddafi, inventore della repubblica islamico - socialista (Jamahiriya) libica, “morto combattendo nel ridotto dei suoi ultimi fedeli, è indubbiamente una fine gloriosa”. E ha concluso il suo ragionamento con un “onore al templare di Allah”. Ma Allah e templare (i crociati che combatterono in Terra Santa) sono termini che stridono, un po’ come dire evangelizzazione jihadista. Ma tant’è.
Anche perché Borghezio lo scorso anno puntava il dito contro un progetto di islamizzazione dell’Europa da parte del leader libico, che avrebbe fatto partire appositamente migliaia di barconi dai porti libici carichi di immigrati fedeli a Maometto. Non solo. Ospite dell’Annunziata su Raitre, citando quello che il presidente americano Frankin Roosevelt avrebbe detto del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza per spiegare i rapporti tra Italia e Libia, disse che Gheddafi era “un figlio di puttana, il nostro figlio di puttana”.
Ora i casi sono due: o all’onorevole piace stupire i lettori (ieri è stato l’unico politico italiano a definire Gheddafi “un grande leader, un vero rivoluzionario, non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio”); o a lui i dittatori, i nemici della democrazia, piacciono sul serio. Quando rimangono a casa loro.
BORGHEZIO OSPITE DI LUCIA ANNUNZIATA
- Venerdì 21 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 21 Ottobre 2011 alle 17:29 indigesto ha scritto:
Son queste le cose che meglio caratterizzano la “Lega pacchiana”: una specie di Carro di Tespi utile a portare in giro la Commedia dell’arte..arte di sollazzare e prendere per i fondelli i bifolchi diverdedipinti!
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