La temutissima manifestazione intitolata «Diamoci un taglio» contro il cantiere della Tav in Val Susa si è trasformata in una pacifica kermesse, quasi in una festa. Il tutto grazie al comportamento dei valligiani, arrabbiati, ma in questa occasione composti, e delle forze dell’ordine che non hanno reagito quando la prevista zona rossa allestita intorno alle reti del cantiere è stata violata in più punti. Guarda il video
Certo era impensabile poter controllare un’area completamente boschiva. E infatti è stato impossibile bloccare un migliaio di manifestanti che partiti dal comune di Giaglione hanno raggiunto il loro obiettivo attraverso sentieri impervi o guadando il torrente. Alla fine gli anti Tav hanno potuto raggiungere la Baita ai piedi del cantiere dove era stato organizzato un punto di ristoro. Qui i manifestanti (tra loro diversi volti noti alle forze dell’ordine, in questa circostanza, però, pacifici e non travisati) hanno fronteggiato le forze dell’ordine per circa un’ora.
Ma a parte qualche slogan («Più castagne, meno Maroni» oppure «Giù le mani dalla Val Susa») contro le divise, non si sono registrati atti di violenza. Il merito è anche dell’ottima attività di prevenzione svolta dalle forze dell’ordine e in particolare dalla Digos di Torino. Ieri durante la perquisizione di quattro appartamenti della valle occupati da anarco-insurrezionalisti, gli investigatori hanno trovato due cittadini baschi e un greco che è stato denunciato per il possesso di diverse scimitarre.
Oggi sono state portate in questura per l’indentificazione un’altra quindicina di persone: hanno ricevuto il foglio di via tre bergamaschi e una donna trentina trovati in possesso di bastoni e maschere antigas. Altri due piemontesi sono stati denunciati per lo stesso motivo qualche ora dopo; invece un pescarese e un cuneese sono stati allontanati in quanto già colpiti da provvedimento di allontanamento. Anche i carabinieri hanno fatto almeno cinque denunce. Hanno dissuaso molti facinorosi pure i controlli capillari effettuati nei posti di blocco a partire da giovedì. Solo nella giornata di oggi sono state controllate cento auto e duecentocinquanta passeggeri.
I valligiani doc esultano. Carlo, maestro elementare e, per oggi, osservatore No Tav dice: «Questa è la protesta che piace a noi. Di black bloc non si è vista nemmeno l’ombra». Il merito è anche di gente come lui, di Federico, maestro di sci, o di Sandro, informatico, che quando hanno notato alcuni ragazzi avvicinarsi troppo alle forze dell’ordine, sono intervenuti per calmare gli animi. Con i risultato che la manifestazione è diventata una tranquilla scampagnata nei boschi. E non pochi sono tornati a casa con un bel sacchetto di castagne.
Guarda il video di Giacomo Amadori
- Domenica 23 Ottobre 2011

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