
L’8 novembre prossimo, la Corte d’appello di Caltanissetta deciderà se promuovere la revisione del processo a Bruno Contrada, il dirigente del Sisde condannato nel maggio 2007 per concorso esterno in associazione mafiosa. Alcune dichiarazioni false del pentito Vincenzo Scarantino, contenute nel libro del pubblico ministero Antonio Ingroia Nel labirinto degli dei, ma curiosamente non depositate nel fascicolo processuale, hanno contribuito alla decisione dei giudici di Caltanissetta di valutare la richiesta di revisione proposta dall’avvocato difensore, Giuseppe Lipera. Contrada si trova agli arresti domiciliari per motivi di salute. Le domande di Panorama gli sono pervenute attraverso l’avvocato Lipera, il tono appena più colloquiale dell’intervista è stato reso possibile da una riformulazione dell’in tervista stessa dopo le prime risposte, ed è stata favorito ancora dall’avvocato, che perciò va ringraziato due volte.
Ricorda le sue parole dopo la condanna definitiva? «Avevo pronta la pistola con il colpo in canna, poi ho guardato la fotografia di mio figlio in divisa da poliziotto e non mi sono sparato. Morirò qui, in carcere».
Me le ricordo. Avevo moglie e due figli: non mi sono sparato in nome loro.
La revisione del suo processo è stata dichiarata ammissibile dalla Corte d’appello di Caltanissetta. Ha fiducia?
Nessuna certezza, ma fiducia sì. Per la mia innocenza, per lo scrupolo dell’avvocato Lipera, per le nuove notizie emerse e per il fatto che, nel 2001, venni già assolto con formula piena da tre magistrati.
Lei resterà comunque un perseguitato per una parte del Paese e un traditore per un’altra.
I secondi pensano così a causa di una cattiva informazione; io non li accuso di malafede. Salvo qualcuno. Ma conto di fare cambiare opinione a una buona parte di loro.
Che cos’è l’onore, dottor Contrada?
Una cosa che vale più della libertà.
Della sua libertà?
Certo, della mia libertà personale. Non ho mai perduto il mio onore, e nessuno deve perciò restituirmelo, ma se, paradossalmente, mi venisse riconosciuto l’onore a prezzo della galera, la accetterei serenamente.
Perché qualcuno avrebbe dovuto lottare con tutte le forze per rovinarla?
Non perché «avrebbe dovuto lottare», la correggo: perché ha lottato.
Perché?
Se bracchi per tutta la vita dei delinquenti, e li fai condannare, ti crei nemici disposti a tutto.
Di chi sta parlando?
Gaspare Mutolo fu il primo ad accusarmi. Era uno dei criminali mafiosi che avevo più inseguito, incriminato e fatto condannare. Aveva ucciso un mio collega di 20 anni, napoletano come me, che amavo come un figlio. E, con Mutolo, Rosario Riccobono, il suo capocosca, al quale non avevo dato tregua. Loro due furono i primi.
Ottennero credito.
Dalla Direzione investigativa antimafia. Da loro vennero interrogati, e nei loro locali, con piena delega della Procura di Palermo.
È vero che il mafioso Francesco Marino Mannoia dichiarò a verbale di non sapere nulla di Contrada, ma quel verbale sparì dagli atti giudiziari del suo primo processo?
Venne interrogato su di me nel 1993, in due occasioni, dai magistrati di Palermo e da quelli di Caltanissetta, e in entrambe le occasioni Mannoia rispose di sapere soltanto che Bruno Contrada era un alto funzionario di polizia attivo a Palermo. E che non era collegato con la mafia. Non sapeva altro, punto e basta.
Poi i verbali sparirono.
Non vennero allegati al fascicolo del pubblico ministero, non vennero portati a conoscenza dell’imputato, cioè mia, né a conoscenza del tribunale.
Si scopre adesso che sarebbe capitata cosa analoga a proposito delle false dichiarazioni del pentito Scarantino, giudicate tali nel corso delle indagini e poi ficcate in un libro, ma non allegate agli atti dal pubblico ministero Ingroia.
La correggo: non «sarebbe», è capitata. Impedendo di nuovo all’imputato di capire il contesto e i motivi per cui le dichiarazioni false venivano propalate. Azzoppandone quindi la possibilità di difesa. Ed evitando, nel contempo, di incriminare il comprovato bugiardo per falsa testimonianza e calunnia.
Tema, fra l’altro, del processo di revisione.
Appunto. Non l’unico.
Cioè?
Tutte le accuse contro di me, e dico tutte, non muovono da cognizione diretta, ma «de relato». Al 90 per cento apprese da defunti. Mutolo disse su di me che aveva appreso da Riccobono, defunto nel 1981. Masino Buscetta aveva saputo da Stefano Bontade, defunto da 11 anni. De relato, insomma, ed «ex mortuo». E senza mai che io, in cambio dei supposti favori alla mafia, avessi una contropartita.
Mai?
Mai. Avrei prestato la mia opera alla mafia «gratis et amore». Questa verità resta, tra l’altro, consacrata nelle 1.745 pagine delle motivazioni della condanna di primo grado là dove, a pagina 1.743, il tribunale asserì che non c’era nessun obbligo giuridico di stabilire per quale motivo io, da servitore dello Stato, avessi posto in essere una condotta delittuosa. Poteva sembrare assurdo, concessero i giudici, ma tant’è: così era.
Se lei fosse morto in carcere, dottor Contrada, la partita si sarebbe chiusa senza tante complicazioni.
Avendo avuto modo di conoscere la natura umana, in 80 anni, penso che effettivamente qualcuno abbia nutrito questa speranza.
Chi?
Non glielo dirò.
C’è qualcuno, tra quanti alimentarono le accuse nei suoi confronti, che nel corso di questi 19 anni le abbia fatto sapere di avere modificato la sua posizione?
Ufficialmente non ho avuto le scuse di nessuno, né le ho mai chieste; ma sono certo che ci sia chi si è pentito del suo comportamento. L’avevo detto mentre entravo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: «Io non potrò vederlo, vista la mia età, ma sono certo che dovrà succedere».
Fu lei, quando era in polizia, a proporre la formazione della Direzione investigativa antimafia?
No, fu merito di Giovanni Falcone. Dieci anni prima, dopo la morte di Pio La Torre, nel maggio 1992, io in effetti proposi la costituzione di un organismo interforze tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, dedito esclusivamente alla lotta alla mafia in collaborazione stretta con le procure della Repubblica interessate.
Lo propose in un rapporto giudiziario?
Come dirigente del Sisde, e coordinatore di Sicilia e Sardegna. La proposta arrivò all’attenzione del ministero dell’Interno e della presidenza del Consiglio dei ministri.
E non se ne fece nulla.
Più tardi, sì.
La sua lunga vicenda processuale ha attraversato stagioni politiche di sinistra e di destra, dottor Contrada.
Certo.
Senza che si siano avvertite particolari differenze nei confronti del suo caso.
Come dovrebbe essere giusto.
Be’, all’origine dei suoi guai non si ricorda una sinistra così distaccata. Credo che lei rammenti bene il nome di Luciano Violante.
Era presidente della commissione Antimafia nel periodo in cui vennero svolte le indagini preliminari nei miei confronti.
Ebbe qualche ruolo?
Non so. Convocò in commissione i pentiti Buscetta, Mutolo e Marchese, vale a dire i miei accusatori, i quali subito dopo infatti mi accusarono.
Coincidenza?
Non so. Dovrebbe suonare naturale che una commissione Antimafia voglia ascoltare i mafiosi pentiti.
Ricorderà anche Marcello Pera, di Forza Italia, allora presidente del Senato…
Ricordo una dichiarazione alla stampa dove dichiarò come non fosse opportuno che attribuissi responsabilità alcuna delle mie disgrazie al dottor Gianni De Gennaro, vicedirettore della Direzione investigativa antimafia quando venni arrestato, e molto presto suo direttore. Poi, quando venni assolto, nel 2001, un secondo articolo del senatore Pera mi chiese, per il bene delle istituzioni, di non rivolgere accuse allo stesso De Gennaro.
Aveva diretto le indagini su di lei.
Vicediretto prima e diretto dopo.
Venne anche a testimoniare contro di lei in tribunale?
Personalmente mai: mandò tutti i suoi uomini.
Anche lei, però, ebbe alcune testimonianze a suo favore.
Cinque capi della polizia; quattro direttori generali del Sisde, prefetti di prima classe; tre alti commissari per la lotta alla mafia; 20 prefetti; 30 questori; decine e decine di funzionari di polizia; tutti i funzionari della Squadra mobile di Palermo con cui avevo lavorato; molti funzionari del Sisde di Palermo e di Roma; tutti i funzionari dell’Alto commissariato per la lotta alla mafia; moltissimi ufficiali dei Carabinieri, di cui quattro generali; moltissimi ufficiali della Guardia di finanza; moltissimi sottufficiali ispettori con sottufficiali e agenti della Polizia e dei Carabinieri.
Qualcuno di loro venne incriminato per falsa testimonianza?
Il pubblico ministero, dottor Ingroia, chiese la trasmissione delle deposizioni al suo ufficio per valutare l’eventualità di un’incriminazione.
Li incriminò?
No. La richiesta della stessa procura fu di archiviare tutti. Il giudice delle indagini preliminari, vista la richiesta, accolse e archiviò.
Ripropongo la domanda: ha fiducia nella magistratura per la revisione del suo processo?
Ho fiducia che si possano trovare dei giudici che mi offrano la possibilità di mostrare le ragioni della mia innocenza, completa e assoluta.
La speranza è l’ultima a morire.
Non mi piace l’espressione, preferisco Eugenio Montale: l’unica nostra speranza è l’imprevisto.
- Lunedì 24 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 24 Ottobre 2011 alle 21:56 zione ha scritto:
Zione e il famigerato e suinesco Giudiciume “Piemontese”, dall’opulento truogolo e ciclopica Fellonìa.
Buondì cerea Cumpagn, me car Cumpagn e bravi Sumà; se ce ne è rimasto ancora qualcuno di quelli Originali, che avendo avuto come me l’Onore di conoscere anche qualche colonna del P.C.I. clandestino e del famigerato reparto “Stella Rossa” dove la Fiat metteva a bagno i veri Compagni, come Fulvio Bernardini, Ernesto Mollar, Puss (Alessio Pozzi) ma io ho avuto anche modo di frequentare e stimare anche “i giovani” come Neri, Morgantini, Cesare Bianco, Bruno Redoglia (l’Urs, Orso Bruno) e tanti altri, che hanno creduto che l’Utopia Rossa sarebbe stata realizzabile, ed hanno partecipato per Coscienza e dovere alle LOTTE nelle Officine e in tante Aziende del Piemonte, principalmente per dare un aiuto a chi era più debole e più ricattabile dal “Padrone” (le Maestranze generiche) ma spesso sono diventati loro stessi il capro espiatorio della repressione congiunta esercitata dalla Proprietà, dal “Sindacato”, dal Partito e dall’abbietta Giudiceria Sovversiva.
-
Ciò premesso, mi piacerebbe leggere un vostro giudizio sull’Assassina Banda Rossa dall’anima nera, che sta distruggendo il Paese, a cominciare da certi miserabili Vermi giudiziari, ma gradirei anche un parere sul Dottor Contrada, fedele Servitore del Paese e che dallo stesso e almeno finora è stato mal ripagato, perché si è dato credito a quello che dicevano di “aver sentito” una mezza dozzina di prezzolati e interessati “Pentiti” contro la parola di qualche centinaio di alti Funzionari e massimi Dirigenti dello Stato e dite pure qualcosa su quanto è successo ultimamente a Roma sui Falsi rivoluzionari che si sono infiltrati nel pacifico Movimento degli Indignati, mettendoli in cattiva luce e vanificando così gli sforzi fatti per la buona riuscita della Manifestazione.
-
Costoro, dimostrando l’istinto criminale che li muove, hanno vigliaccamente aggredito la Democrazia e lo Stato, distruggendo anche l’unica ricchezza rappresentata da una vecchia bicicletta che un dignitoso Invalido con 250 Euro al mese, nostro fratello e Compagno teneva per la necessità di andare a curarsi, dopo che usciva dalla Mensa dei Poveri; hanno dato fuoco anche a qualche vecchia auto che serviva a qualche povero Cristo per andare a LAVORARE, anche se stentando e buttando il sangue in qualche modo, pur di guadagnare una misera zuppa giornaliera da portare a casa, specie quando la truppa è grossa ed è preoccupata dalla lunga attesa (Mammà, io me mmor’e famm; ma Papà, quann ven ?).
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Certo è che se questi stupidi Vandali, fossero cresciuti in Famiglie morigerate e Lavorerebbero, o studierebbero seriamente, oppure si Arrangerebbero a fare o a cercare di fare qualcosa per sopravvivere, certamente non avrebbero fatto tante CAROGNATE, incluso l’empio sacrilegio alla Madonna e il blasfemo oltraggio a Pannella, che a viso scoperto, ha sempre lottato per la Libertà; questo solo perchè la percentuale degli Scellerati in campo sarebbe stata irrilevante; ma evidentemente avendo la mangiatoia bassa e qualche nefasto esempio di passata attività bellicosa e beluina di qualche loro degenerato genitore che si vanta perché “ha fatto il 68” e con quello si è buscato una laurea e una professione rubata a chi l’avrebbe meritata, facendo così anche una grande e ricca carriera, grazie ad Infami Comparaggi Mafiosi.
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Pertanto ora non ci sarebbe qualche infingardo come Di Pietro, che dopo aver istigato la Canea, si finge indignato e chiede Leggi Eccezionali, affinché poi la TURPE Giudiceria organizzata continui a fare il suo porco comodo, con tutte le nefandezze a cui ci ha abituato da tempo, già nella Cloaca del Tribunale di Torino, con la scusa del Terrorismo e a cominciare dal criminale Tradimento fatto al Popolo, colla guittesca farsa/tragedia del prolifico, fruttifero e Brigantesco processo a Mario Longobardi di Orbassano, colpevole non solo di essere all’epoca un assessore Socialista, ma in aggiunta era anche un Meridionale … per continuare poi con Mani Sporche e per non finirla più, di comportarsi impunemente da Miserabili Vermi; o Banditi Giudiziari che dir si voglia; come e seppure in minima parte ciò viene dimostrato anche dal continuo defecamento sulla Legge, a danno del laborioso e probo Capo del Governo. http://civicacollegno.blogspot......amico.htm
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Si prega, nel comune interesse, qualche giovane, gagliardo e stoico Avvocato alle prime armi (“d’Ufficio” e nel caso fosse pure Volontario all’assistenza dei Poveri Vecchi, sarebbe ancora meglio) di seguire i Forum ed anche di approfondire la Legge sui SEQUESTRI di Persona, da parte di Banditi, Briganti e Affini, che razzolano temerariamente nei luoghi sacri più impensati; perché può darsi che a breve si possa anche guadagnare la giornata, ovviamente dallo Stato e in più la riconoscenza personale con qualche pur rispettabile biglietto da dieci o venti Euro; in caso di esito positivo e situazione finanziaria del momento permettendo …
-
Per adesione. — A. V. G. Associazione Vittime del Giudiciume –. Letto e sottoscritto dal paziente Zione, pugnace Fondatore e socio unico; senescente, acciaccato nel fisico (ma forse ancor di più nella mente, a causa di orripilanti Giudicioni Politici, molto ben dotati di titanica ignoranza e Faraonica Scelleratezza) e facile da ferrettare e mettere ai topi (e da far scomparire, anche per sempre …), se soltanto si trovasse a passare, per Improvvisa Pazzia, in una qualsiasi Cloaca Tribunalizia (Torino insegna) o anche affine … dove albergano, ingrassano e impestano i grandi Ratti di chiavica, invece di trovarsi a combattere in buona compagnia, alla luce del giorno e senza maschera, su questa BARRICATA, dove svetta maestoso il sacro Albero della Libertà e dove si lotta per la dignità e per l’onore, ma soprattutto, per rendere al deriso, calpestato e ferocemente offeso Popolo Italiano, la sua Usurpata Giustizia.
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Io sono qui anche per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti e sono troppi; sarò qui, resterò qui anche per loro. http://it.wikipedia.org/wiki/E.....zo_Tortora
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Caso Bertolaso. Puh, ma che orribile tanfo di fogna; Vergogna, Eccellentissimi Cialtroni. Governo, urge Rivoluzionaria Riforma dell’Ingiustizia e la massima attenzione sui Giudicioni; grazie da tuoi Oltraggiati Cittadini; stop. http://www.guidobertolaso.net/.....-login.php
Il 25 Ottobre 2011 alle 0:26 zione ha scritto:
LA GIUSTIZIA ITALIANA ? — UNA VERGOGNA !!!
Salve a tutti cari lettori, voglio illustrarvi in poche righe la mia disavventura giudiziaria, con conseguente disastro personale, morale ed economico. — Sono un Agente Finanziario (o meglio lo ero) e nel portare avanti una attività (in Campania) oggi è veramente difficile. — Opero in questo campo dal 2004; e con grosso impegno sono riuscito fino al 17-12-2008 a portare avanti questa attività.
Ma il giorno 18-12-2008 alle 3:00 di notte, sono stato raggiunto a casa da una notifica di CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, con il capo d’imputazione del 416 - bis.
Un fulmine a ciel sereno, anche e soprattutto perché nella mia vita e quella dei miei familiari, nessuno mai ha avuto problemi con la GIUSTIZIA, anzi ho fatto il Carabiniere Ausiliario nel 97/98.
La mia foto è stata pubblicata per circa 15 giorni su tutti i quotidiani locali, le Società per le cui operavo hanno immediatamente sospeso e revocato i mandati; tutti i collaboratori che operavano con la mia struttura, per esigenze lavorative hanno trovato altre collocazioni.
Il partito di cui ricoprivo la carica di coordinatore cittadino, (Forza Italia) mi ha espulso, commissariando la sezione, mia moglie incinta di 5 mesi , è dovuta restare a letto fino alla fine della gravidanza su ordine del ginecologo. — Un disastro morale, psicologico ed economico.
Sono rimasto nel carcere per 20 giorni, condividendo la cella con VERI MALVIVENTI, solo il giorno 7 gennaio 2009 dopo che il Tribunale del Riesame ha esaminato la mia posizione e ha deciso la liberazione immediata. — A distanza di 6 mesi dalla mia liberazione nella mia agenzia non entra nemmeno più un cliente; sono totalmente rovinato dal punto di vista lavorativo, morale e psicologico; non riesco più a dormire di notte e vivo costantemente nella paura, nell’ansia e nel pensare : “Ora cosa mi succederà ancora ?”.
Mi chiedo e Vi chiedo, ma si può rovinare la VITA a un cittadino Italiano che paga le tasse, solo perché nell’ambito del suo lavoro (far da tramite con le banche per la concessione di finanziamenti) 3/4 clienti sono stati coinvolti in un’inchiesta giudiziaria ? — Si può arrestare una persona senza alcuna minima prova ? — Si può rovinare l’esistenza e l’immagine di un cittadino Italiano, solo perchè qualche PM suppone e sostiene degli intrecci che non esistono?
Si può andare in galera perchè non si dispone di amicizie importanti ? — Adesso sia Il PM che il GIP vivono la loro vita tranquillamente, perchè “IL FATTO NON SUSSISTE” e il problema rimane a questo umile Cittadino, che si ritrova a 33 anni con una Moglie e un Figlio di 1 MESE, a fare i conti con la vita e con due possibilità di scelta: “o t’inventi qualcos’altro, o la fai finita con la vita”.
Con estrema amarezza; salerno 996. — Utente registrato il 18-02-09 — http://forum.panorama.it/viewt.....652#p27265
Il 25 Ottobre 2011 alle 12:44 zione ha scritto:
Ave Dottor Contrada, Illustre Compagno della lunga catena del Dolore; trascrivo un’altra maglia della triste Anabasi giudiziaria che ci affratella nella disgrazia e credo che sarebbe utile una sua saggia parola di sollievo, ma solo nel caso che non Le dovesse nuocere ulteriormente … per queste due Vittime (del Giudiciume ?) che a differenza di noi “Grandi” accusa molto peggio gli infami colpi della Sfortuna, del Destino e della Disumana Scelleratezza.
http://www.guidobertolaso.net/.....2#comments
Commento di Patrizia. Inserito 16 ottobre 2011 at 13:54
Buongiorno, Dr. Bertolaso … l’altro giorno ho seguito Matrix e guardando il suo volto mi sembrava di specchiarmi.
Già … anche io sono dentro un vortice giudiziario da ben 6 anni e chissà quando finirà e come. Sono un’appartenente alla Polizia di Stato, per cui, in attesa di giudizio definitivo, sono sospesa dal servizio, con stipendio dimezzato; vivo a Milano, in affitto, sono sola e così, per sopravvivere, non potendo “ufficialmente” svolgere alcuna attività (pena la destituzione) faccio le pulizie a casa di una signora.
No, non me ne vergogno, assolutamente: ci tengo alla mia dignità ed è l’unica cosa che l’indagine ed il processo non potranno mai togliermi, nonostante le brutture e le bugie scritte prima dai colleghi che hanno fatto l’indagine, poi dalla procura che ha sostenuto le accuse.
Vorrei rassicurarla, dirle di stare tranquillo perchè la verità verrà fuori, ma la mia esperienza me lo impedisce: non è vero che la Giustizia è Giusta.
Mi scusi se non riesco ad esprimermi, ma ho troppo dolore nella mia anima e non vedo la luce … mi manca da morire il mio amato lavoro; vorrei urlarlo, andare in tv e dire al mondo che mi stanno uccidendo dentro piano-piano … ma non posso, perchè (sebbene sospesa dal servizio) sono sempre un appartenente alla Polizia …
Così, non mi resta che mandarle un abbraccio immenso, ricordandole che ciò che lei è non è ciò che scrivono Magistrati e giornalisti indegni . Ciò che lei è e sarà è semplicemente quello che vede allo specchio ogni mattina e l’affetto e la stima di questa nostra povera Italia …
Non molli. La sofferenza sarà terribile e lunga, ma la prego, non molli mai.
Il 5 Novembre 2011 alle 23:40 zione ha scritto:
“Quando per la porta della Magistratura entra la politica, la Giustizia esce dalla finestra”, così parlò Calamandrei; ragion per cui, laborioso e Legittimo Governo, tieni presente che il pesce puzza dalla testa, come diceva il prode Masaniello; ma quando ti deciderai a ripristinare la pubblica e salutare GOGNA per punire in modo esemplare certi (anche “illustrissimi e coltissimi”) Ignoranti, Buffoni e Criminali Associati; che finora l’hanno fatta franca, grazie anche all’omertosa compiacenza dovuta alla pusillanimità o all’infingardaggine di squallidi individui di vari mestieri, che forse per calcolo o paura di ritorsioni, non hanno manifestato il loro sdegno; procedi subito, in modo da permettere alla nostra Offesa Umanità di alleggerire un poco il proprio immenso Dolore, con un potente calcio in culo a tutti i Miserabili Vermi che hanno Assassinato il vivere civile, e con esso la Pace e la Dignità della gente per bene, Onesta e Morigerata.
—–
Ricordati che hai il Sacro Dovere di intervenire subito e con fermezza; quest’obbligo ti deriva dai soprusi, dalle angherie e dalle Brigantesche Macellazioni Giudiziarie che subiscono i poveri Cristi, quando in un disgraziato giorno della propria vita, stranamente il Signore si distrae, perché invece di farli cadere per la via e far rompere loro solo le gambe per punirli forse di qualche lieve (e involontaria) scortesia fatta a qualcuno, chissà perché invece li fa incappare nella Lebbra delle Istituzioni e li precipita così in un orrido abisso senza fine, servendosi del sempre Impunito Giudiciume; perciò devi andare avanti sulla via maestra del Diritto, vigliaccamente infangato, che va tutelato col giusto rigore della FORZA della LEGGE, fino ad ora così barbaramente calpestata da tristi Legulei, che continuamente e pubblicamente vi defecano sopra con spavalda Superbia.
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Con questa puzzolentissima e putrefatta giustizia, capita (quando si è graziati dal Cielo e non si soccombe prima, andando così ad ingrossare il gran Libro dei Martiri) che pure quando si viene Assolti, dopo lunghi anni di sconvolgimento morale, di immiserimento per spese di Ingiustizia e a volte anche con totale distruzione dell’intera FAMIGLIA, che resta sempre il forte disgusto di aver avuto a che fare con una particolare masnada di specializzati Ribaldi; per cui si resta annichiliti per il resto della vita e difficilmente passa qualche giorno o peggio ancora tutta la notte, senza che il pensiero non torni ossessivamente sulla passata disgrazia, a cui si aggiunge lo Schifo ulteriore di subire pure lo scellerato scherno e i gratuiti attacchi da parte del Cialtronume giornalistico e del Carognume forumistico.
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Quindi è necessario e urgente Riformarla al più presto, questa tribale “Giustizia Infame” (che ha trasformato certi antichi e nobili Tribunali in nauseabonde Cloache; a cominciare dalla Fogna di Torino, in cui ha tramato, ordito e dove (forse ? …) impesta ancora qualcuno di quei grandissimi e schifosissimi Ratti delle Chiaviche e) che nata per adesione, alla banditesca Cospirazione Politica, favorisce solo i grandi Felloni Giudiziari, dalle “prestigiose e fulgide Carriere …” e i loro abbietti Compari, anche con privilegiate prebende per (“importanti incarichi”, sì e tali infatti lo sono, ma in massima parte soltanto per il copioso SANGUE che succhiano impunemente al Popolo, peggio ancora di come fanno con somma perfidia, gli scellerati Gargagnan e gli immondi Usurai) come Missioni, Perizie, Commissioni, Viaggi, Collaudi, Simposî e via dicendo; in modo da rivedere così pure le Mafiose Confraternite dei Giudicioni canaglie e della turpe Giudiceria organizzata.
Il 4 Marzo 2012 alle 0:13 zione ha scritto:
La Mafia, sono gli Scellerati Giudicioni del GIUDICIUME organizzato e in particolare un Eccellentissimo Suino, graziato e premiato dai suoi “Coltissimi Compari Piemontesi” (e Buffoni, fra l’altro …), per le Grandi Infamie perpetrate, nonché a suo tempo anche conclamato pubblicamente Emerito Ignorante e finora ignoto Sequestratore di persone (ed anche Noto, ma solo “infra nos” …) che ha USURPATO (e distrutto) varie Carriere di laboriosi e Coscienziosi Magistrati.
—
Questi riveriti Padri TERRORISTI, che con turpitudine Oltraggiano il Popolo e la Giustizia, sono la Mafia Giudiziaria, nella quale razzolano, congiurano e Assassinano la Gente Onesta; ai quali questi Infingardi CIALTRONI non sono degni neanche di lustrare le scarpe; l’Antimafia è Inquinata da questo Brigante di Cosa Nostra (della degenerata Giudiceria); prima di tutto, per la Civiltà e in nome di Dio, si deve cauterizzare questa LEBBRA che infetta le Istituzioni e rischia di farci precipitare (TUTTI …) nel baratro della più folle Anarchia.
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