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La fine del mondo. È quello che succede in Italia ogni volta che piove più forte del normale. Otto vittime tra Liguria e Toscana nelle ultime ore a causa del maltempo e diversi dispersi. Frane, allagamenti, autostrade chiuse, treni bloccati. Un morto la scorsa settimana anche a Roma dove nelle prossime ore è attesa una nuova intensa perturbazione.
“Purtroppo andrà sempre peggio e la gente continuerà a morire travolta dall’acqua e dal fango” prevede Mirella Belvisi di Italia Nostra, una delle più antiche associazioni ambientaliste italiane, nata nel 1955 per iniziativa di un gruppo di intellettuali, tra cui Antonio Cederna, che avevano a cuore la salvaguardia del nostro territorio e presieduta negli anni da personaggi del calibro di Filippo Caracciolo e lo scrittore Giorgio Bassani.
“Sul dissesto idrogeologico del nostro Paese - racconta a Panorama.it Belvisi - aveva scritto già numerosi articoli lo stesso Antonio Cederna denunciando quello che fu lo scardinamento del Servizio italiano geologico, voluto addirittura dal ministro Quintino Sella. Noi di Italia Nostra abbiamo portato avanti una battaglia durissima per salvare questa istituzione e l’abbiamo persa per colpa degli ex sindaci di Roma Rutelli e Veltroni che hanno venduto l’edificio e disperso un enorme patrimonio di conoscenze. Ma voi sapete che il Comune di Roma ha un solo geologo?
Ma perché quando piove l’Italia o frana o si allaga quasi sempre?
Il problema tragico del nostro Paese è stata la violazione delinquenziale dei vincoli che vietavano di costruire nelle aree di espansione dei fiumi, cioè in quelle aree che potevano venire allagate nei casi di forti precipitazioni.
Si costruisce dove non si può. È questo il solito problema?
È uno dei problemi. Lungo gli argini di numerosi fiumi italiani sono sorte, abusivamente, strutture produttive, fabbriche, aziende, che quando piove e i fiumi esondano vanno regolarmente sott’acqua e poi hanno anche la faccia tosta di chiedere risarcimenti allo Stato e alle regioni che, a loro volta, hanno la responsabilità di aver sanato quegli abusi edilizi invece di abbatterli. Così poi finisce che la gente resta intrappolata nei sottopassi e muore sott’acqua.
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Nel caso del nubifragio della scorsa settimana a Roma, però, il Tevere non è tracimato, eppure la città si è allagata lo stesso. Perché?
Da una parte perché ormai manca totalmente qualsiasi controllo da parte degli Enti pubblici per cui i privati costruiscono anche in luoghi ad alto rischio idrogeologico; dall’altra c’è un problema, soprattutto a Roma, di fognature ormai vetuste. Non è vero che la città si allaga perché si otturano i tombini con le foglie. L’ultima volta l’acqua, oltre che venir giù dal cielo, veniva su da sotto terra.
La colpa di chi è?
Di chi pensa a investire soldi per le Olimpiadi e a costruire palazzi in modo allucinante invece di mettere mano a un sistema fognario che andrebbe completamente ristrutturato. Finché non si farà questo la città continuerà ad andare sott’acqua e io mi chiedo con quale coraggio si possa pensare di ospitare dei Giochi olimpici.
Monterosso
Bonassola
Levanto
Vernazza
Val di Vara
- Mercoledì 26 Ottobre 2011

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Commenti
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Il 26 Ottobre 2011 alle 15:59 indigesto ha scritto:
La prima regola è di manutenere ciò che si ha, la seconda quella di adeguare ciò che si ha alle mutate realtà. Le frane si staccano da terreni collinari disboscati e mal sistemati con opere di contenimento approssimative. Nelle città si continua a confidare in un sistema fognante vetusto ed incapace di smaltire le portate di acque defluenti dai nuovi insediamenti. Le costruzioni, poi, negli alvei di piena e golenali dei fiumi sono da considerarsi un crimine. La natura non tollera di essere oltraggiata! Ma finquando i comuni vivacchiano con i “servizi”, le regioni con la salute, e gli ambientalisti cincischiano (magari non Italia nostra) con le fonti energetiche “alternative” per ricavarne businnes, questi problemi non saranno mai risolti. Dopotutto, se si ragiona con le statistiche, queste “calamità” fanno giusto qualche morto. A fronte di quelli che ne fa la strada…si dirà…e allora si “interviene” coi semafori truccati, di si arrangia col “pizzo” per le licenze a quant’altro, chè danno subito da mangiare. Le sistemazioni, se non fatte solo sulla carta, ne danno un pò meno e certamente non subito: son cose lunghe.
Con la politica delle alternanze si è quadrato il cerchio! La colpa è sempre di chi c’era prima e i problemi toccherà poi risolverli a chi viene dopo. Intanto il Paese va a ramengo!
Il 26 Ottobre 2011 alle 17:42 Italia Nostra: Ecco perché quando piove l’Italia frana o si allaga | Editori Online ha scritto:
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