Baby black bloc fermati a Roma: più sgrammaticati che sovversivi

Un momento degli scontri tra manifestanti e polizia, il 15 dicembre 2010 a Roma (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Un momento degli scontri tra manifestanti e polizia, il 15 dicembre 2010 a Roma (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)


Claudia Daconto
Due maschere antigas, un manico di piccone con nastro adesivo come impugnatura e numerosi volantini inneggianti alla rivoluzione. È questo l’equipaggiamento trovato in possesso di cinque baby black bloc romani per cui ieri il Gip Adele Simoncelli ha ordinato la custodia cautelare domiciliare.

Si tratta di liceali romani minorenni di 16 e 17 anni, tra cui alcune ragazzine, che il 15 ottobre scorso erano stati identificati insieme ad altri sei govani per cui invece era subito scattato l’arresto. Sono tutti accusati di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento seguito da incendio.

Durante la manifestazione degli indignati, avrebbero costruito barricate, dato fuoco a cassonetti della spazzatura, lanciato sassi, bombe carte e bottiglie contro la polizia.
Panorama.it ha potuto leggere uno dei volantini “rivoluzionari” sequestrati dalla polizia e finiti sul tavolo del giudice: tra frasi deliranti e sgrammaticature evidenti, la prova di una gestione ancora precaria della lingua italiana più che quella di una effettiva pericolosità sovversiva.

LIBERIAMO IL 15 OTTOBRE. In un mondo squassato dalla crisi, molti nuovi pescicani (si scrive pescecani) competono sul mercato mondiale tra guerre commerciali, protezionismi e speculazioni finanziarie. Non si può affrontare una realtà così dura con gli slogan e con le scadenze né scopiazzando esteticamente (?) movimenti ed esperienze diverse. Si sta tentando un’operazione di sostituismo politico (eh?!). CONTRO LA CRISI: RIVOLUZIONE!

Intanto, sul sito Informa-azione, controinformazione e lotta alla repressione, è apparso l’elenco con i nomi di tutti gli arrestati fino a questo momento corredato dagli indirizzi delle case circondariali dove poter scrivere loro ed esprimergli solidarietà. Particolare risalto è dato al caso dello studente universitario, originario di Ariano Irpino, Leonardo Vecchiolla, incastrato da alcune intercettazioni telefoniche, e in sciopero della fame da quando è recluso nel carcere di Chieti con l’accusa di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale e tentato omicidio per aver dato fuoco alla camionetta dei carabinieri in piazza San Giovanni.

E proprio nelle ore scorse i militari del reparto operativo di Pisa hanno arrestato un altro manifestante per l’assalto al blindato. Si tratta di un 28enne dell’area antagonista riconosciuto dalle foto pubblicate da alcuni quotidiani e siti internet mentre lanciava il liquido infiammabile all’interno del mezzo.

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