di Marco Ventura
Ci sono tutte le condizioni: la crisi economica (irreversibile?), la sfiducia nella politica e nelle istituzioni, le pressioni internazionali, lo smarrimento dei punti cardinali etici, il timore di perdere tutto e che tutto possa accadere, il senso d’attesa che avvenga qualcosa. Qualsiasi cosa.
Manca solo il deus ex machina. Magari il salvatore della Patria c’è già e si prepara a saziare la nostra fame di ordine, a placare gli appetiti delle oligarchie insidiate, a imporre il silenzio nella Babele che è oggi l’Italia. Ma sarà la Storia, al momento giusto, a partorirlo (non sia mai).
L’Europa sta cambiando. Abbiamo il dubbio privilegio di stare dentro una pagina di Storia. Le dittature nascono laddove il tessuto politico, sociale ed economico è sfilacciato, magmatico, distruttivo. Nascono nel pericolo. È la paura a generare i dittatori. L’idea stessa di un “governo tecnico” non è il massimo della democrazia.
La Storia insegna. La parola “dittatura” ha origine nella dictatura romana, organo straordinario che si poteva attivare – recitano i dizionari di politica – secondo procedure ed entro limiti costituzionalmente definiti, per far fronte a una situazione di emergenza. Il dittatore veniva nominato da uno o entrambi i consoli su proposta del Senato, cui spettava accertare la situazione di pericolo. Lo scopo era chiaramente delimitato: condurre una guerra, risolvere una crisi interna… Il console non poteva autonominarsi dittatore.
Il politologo Maurice Duverger chiama “dittatura sociologica” quella che “nasce da una crisi strutturale della società, collegata con una crisi della legittimità del potere politico, e tale da corrispondere ai bisogni di una grande maggioranza della popolazione”.
Intanto nella Grecia di oggi, la Grecia che fu dei Colonnelli, il governo ha annunciato il referendum sul piano di salvataggio europeo e silurato i capi di Difesa, Esercito, Aviazione e Marina.
Appello al popolo e decapitazione dei vertici militari. Non vi fischiano le orecchie della Storia?
—
Marco Ventura, inviato di guerra e cronista parlamentare de Il Giornale, poi collaboratore de La Stampa, Epoca, Il Secolo XIX, Radio Radicale, Mediaset e La7, responsabile di uffici stampa istituzionali e autore di una decina fra saggi e romanzi. L’ultimo “Hina, questa è la mia vita”. Da “Il Campione e il Bandito” è stata tratta la miniserie con Beppe Fiorello per la Rai vincitrice dell’Oscar Tv 2010 per la migliore fiction televisiva
- Mercoledì 2 Novembre 2011


Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 2 Novembre 2011 alle 14:02 micguerriero ha scritto:
A questo giro la dittatura o il dittatore non ha un volto del tutto definito, ci vogliono più regole per i mercati finanziari. Urgono!
Il 2 Novembre 2011 alle 21:15 indigesto ha scritto:
Per carità! Ci toccherebbero “interventi umanitari” ed un’altra “liberazione”, seguita da un’altra democrazia più o meno come questa!
Teniamoci stretta l’attuale e cerchiamo di farla guarire dai suoi mali! Magari ci risparmiamo le bombe!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.