
Silvio Berlusconi alla Camera (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI DC MAURIZIO BRAMBATTI)
Quella di ieri sera non è stata solo una corsa contro il tempo per l’esecutivo, che ha tentato di rimediare all’ultimo sulle misure anti crisi da presentare oggi al G20, ma anche la “notte dei traditori”, come titola stamane in prima pagina il Giornale.
La notizia clou, infatti, oltre al via libera all’emendamento alla legge di stabilità, è la lettera firmata da 12 dissidenti del PdL i quali hanno chiesto al premier di fare un passo indietro e di allargare la maggioranza. Già, ma chi sono? Ci sono i dieci che si sono riuniti in un albergo romano con il transfuga Roberto Antonione, ex coordinatore di Fi, che oggi intervistato su La Stampa torna a chiedere al premier di allargare la maggioranza, minacciando di non votare la fiducia se il loro appello cadrà nel vuoto.
Tra i firmatari compaiono i seguenti nomi: Fabio Gava, Isabella Bertolini e Guglielmo Picchi, Giorgio Stracquadanio e Paolo Russo, Giancarlo Pittelli e Giustina Destro. A questi, aggiunge il quotidiano di via Negri, si aggiungerebbero anche gli ex Fli Ronchi, Urso, Buonfiglio, Scalia e “un quinto (al momento) misterioso deputato” che “sarebbero pronti a costituire una componente di ex futuristi all’interno della maggioranza”.
Senza contare i maldipancia di Mauro Paniz, prosegue il Giornale, “un fedelissimo che ha passato l’ultimo anno a difendere il Cavaliere su qualunque inchiesta gli venisse aperta contro, da Ruby in poi”, arrivato a dire ieri che Berlusconi “non è più ricandidabile” (affermazione poi ritrattata).
Ma cosa c’è scritto nella lettera? Lo svela Repubblica nelle pagine interne, mentre il Corriere pubblica la missiva per intero. “Occorre una nuova fase e un nuovo esecutivo”, si legge nel testo. “Oggi l’Italia ha bisogno di realizzare i provvedimenti e le riforme che l’Unione europea ci chiede” e “questa maggioranza non sembra in grado di realizzarli”. Il Cavaliere però, come riportano tutti i quotidiani stamane, non si arrende: “Mi sfiducino in Parlamento”, avrebbe detto ieri al Cdm.
L’attacco finale, tuttavia, potrebbe venire dal ministro dell’Economia Tremonti, che, secondo Libero, sta spingendo per un cambio alla guida del governo, in accordo con i malpancisti del PdL e una parte dell’opposizione (Casini): “Dopo la giornata di ieri, forse la più convulsa della legislatura, tutte le strade portano a Gianni Letta”, scrive il vice direttore Fausto Carioti. “Tutti gli indizi suggeriscono il suo nome come prossimo premier nel caso – non certo, ma probabile – che Silvio Berlusconi sia costretto, nel giro di pochi giorni, a passare la mano”.
- Giovedì 3 Novembre 2011
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Commenti
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Il 3 Novembre 2011 alle 19:15 vabene1931 ha scritto:
Direttore, per quello che sta succedendo nel PdL in questo delicato momento per il nostro Paese, mi domando se davvero la classe politica di maggioranza che abbiamo votato ha compreso l’importanza delle dure decisioni o sta semplicemente giocando alle alchimie politiche con Casini e Fini e tutti gli altri del centro-sinistra. Alle prossime elezioni ci ricorderemo di tutti costoro e diventerà duro pigliarci per il naso. Davvero bravi, poveri scemi!
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