Rowan Williams, l’arcivescovo indignato

Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury - AP

Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury - AP

Ha fatto il giro del mondo l’intervento dell’arcivescovo di Carnterbury, Rowan Williams, sul Financial Times. Una lunga e articolata riflessione che si mette sulla stessa lunghezza d’onda delle proteste degli indignados di “Occupy the City” a Londra e avanza alcune proposte  concrete, come la tassa sulle transazioni finanziarie, la ricapitalizzazione delle banche con denaro pubblico, la separazione delle attività retail da quelle di merchant bank.

Il primate della Chiesa di Inghilterra non è nuovo alle tirate d’orecchie al capitalismo britannico e già nei mesi scorsi era intervenuto più volte per criticare il progetto della Big Society di David Cameron osservando che la sussidiarietà proposta dal premier inglese ha ben  poco a che vedere con la sussidiarietà indicata dal magistero della Chiesa. L’intervento di Williams crea un asse inedito con la Chiesa cattolica sui temi sociali. Pochi giorni fa, infatti il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha presentato un documento che ha diviso la Curia romana, tanto da costringere il portavoce padre Federico Lombardi a precisare che tale testo non esprimeva il punto di vista del Papa ma solo del dicastero pontificio che lo aveva predisposto. In vista del G20 di Cannes il Pontificio consiglio giustizia e pace proponeva la creazione di un’autorità pubblica mondiale capace di garantire una reale governance dell’economia e della finanza mondiale.
Ma l’intervento di Williams ricompatta anche la Comunione anglicana sui temi sociali. Fino ad oggi l’abbandono dei fedeli anglicani per passare alla Chiesa cattolica nell’apposito ordinariato voluto  da Benedetto XVI, ha riguardato solo cinque vescovi, una trentina di preti e circa 500 fedeli, più che altro desiderosi di tornare all’antica liturgia della Messa in Latino. Ma nel luglio 2012 è atteso il Sinodo della Chiesa anglicana che darà, molto probabilmente, il via libera all’ordinazione delle donne vescovo. E  si teme così una vera e propria slavina che travolgerà la comunione anglicana spaccandola.
Gli abbandoni di sacerdoti anglicani per passare alla Chiesa cattolica non sono solo un problema per l’arcivescvo di Canterbury. Lo sono diventati anche per il nuovo ordinariato cattolico: si tratta infatti di sacerdoti sposati e stipendiati dalla Chiesa. Per pagarli, lo stanziamento iniziale di 250 mila sterline, messo a disposizione dalla Conferenza episcopale cattolica, non basta più e i soldi per gli stipendi dei preti ex anglicani bastano appena per arrivare alla fine dell’anno. La situazione potrebbe diventare insostenibile se a passare alla Chiesa cattolica dovessero essere molti altri preti anglicani dopo il via libera alle donne vescovo. Una crisi finanziaria in vista, insomma, anche dentro la Chiesa.

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